Intervista ad Antonello Brunetti - 11 ottobre 2002
Mentre dieci sindaci del Tortonese, la Provincia di Alessandria e le associazioni agricole alessandrine si riuniscono a Castelnuovo Scrivia per concordare una linea comune contro la decisione della Lombardia di installare un gigantesco smaltitore di rifiuti liquidi "speciali e pericolosi" a ridosso della Bassa Valle Scrivia; si allarga sempre più la solidarietà verso i quattro esponenti del Comitato di opposizione citati a giudizio dalla Solchem presso il tribunale di Voghera.
Abbiamo raccolto anche un paio di notizie provenienti da fonti ben documentate, che però necessitano di conferma.
- La Regione Piemonte intenderebbe intraprendere un'azione volta a bloccare la decisione della Lombardia, assunta senza tener conto di tutte le delibere contrarie e richieste di incontro formulate in questi ultimi sette mesi da una dozzina di Comuni, dalla Provincia di Alessandria e dallo stesso presidente Ghigo.
- L'altra voce è decisamente sorprendente: il Ministero alle Attività produttive avrebbe approvato la creazione della centrale elettrica di Casei Gerola. Il che equivale a dire che su cinque nuove centrali approvate in tutta Italia, due sono nel Sud e tre (Sannazzaro, Casei, Voghera per complessivi 2220 megawatt) in un'area ridottissima avente raggio di sette chilometri.
Abbiamo chiesto al prof. Antonello Brunetti di Castelnuovo, uno dei quattro che hanno ricevuto la citazione da parte della Solchem "per danni subiti in seguito a boicottaggio industriale", un commento a queste ultime notizie.
- La sua opinione sulla citazione della Solchem?
Una rapida premessa. Ciò che vi dirò riflette esclusivamente il mio pensiero e non deve coinvolgere assolutamente le altre tre persone citate a giudizio e l'intero Comitato.
La citazione della Solchem, in cui si chiedono milioni di euro per i danni dovuti al ritardato avvio di attività produttive e per boicottaggio industriale, è un chiaro intervento intimidatorio con l'evidente scopo di farci desistere da ogni azione di lotta a tutela del territorio, della salute, della vivibilità e della agricoltura. Citazione non supportata da alcun allegato probatorio. E' chiaro che questi due anni di "lotta senza quartiere" -come la definiscono lor signori- lotta correttissima, fatta di assemblee, volantini, Gabibbo, festose marce per la salute, ha dato fastidio e ciò è comprensibile.
Alcune aziende hanno individuato questo territorio, tra i più ricchi in Italia di ottime falde acquifere, fitto di elettrodotti, di metanodotti, di autostrade e di una importantissima centrale di smistamento elettrico. Un tempo, nel Quattrocento, i nostri paesi erano denominati i paesi delle cocagne (di gualdo) ossia della cuccagna e lor signori concordano poichè, con le premesse sopra citate, diventerebbe ancora -per loro- una "terra della cuccagna" con elevatissimi profitti; ma, come ha dichiarato un tecnico dell'Edison, per chi l'abita, per le centinaia di aziende agricole, per tutti noi diverrebbe "terra bruciata".
Vorrei ricordare che noi ci siamo battuti non contro la Solchem, ma contro il proliferare di centrali, elettrodotti e impianti a rischio concentrati in una zona limitata e senza una valutazione di impatto ambientale complessiva. Capisco benissimo che loro cerchino di creare strutture che diano il massimo profitto, ma chissà perchè noi non dovremmo didenderci ? Esiste ancora il diritto al dissenso e la possibilità di avere una opinione diversa?
- Nella citazione a giudizio si afferma che voi siete al servizio di "un particolare ceto imprenditoriale-politico". Cosa vuol dire?
Non lo so; lo spiegheranno il 15 gennaio. Alla marcia per la salute hanno aderito duemila persone e tante associazioni. Non abbiamo mai assunto una colorazione partitica, saremmo stati degli sprovveduti. Imprenditoriale ? Forse, ma è una mia ipotesi, intendono gli imprenditori agricoli. E allora? E' forse un delitto che questi difendano la possibilità di avere un futuro per le loro aziende?. Piuttosto vorrei far notare che nella citazione si dice: "la perseveranza di tale opposizione non può trovare ragionevolmente supporto nella ricerca della tutela della salute e del territorio". E' incredibile! Per lor signori è assurdo che uno possa battersi per qualcosa che non sia l'ambizione o il denaro, ma lo faccia perchè animato da ideali.
- Ardemagni e Mercuri, sindacalisti dei chimici per la Provincia di Pavia, sostengono che i Comitati sono contro i lavoratori e che lo smaltitore consentirà il rientro di alcune decine di operai in Cassa integrazione.
E' il solito vecchio discorso del ricatto occupazionale: ti inquino il territorio e metto a repentaglio la tua salute, ma nello stesso tempo dò lavoro a qualche disoccupato. Io non ho alcuna animosità antisindacale; e come potrei con una tessera in tasca da una vita e l'esperienza di essere stato fra i fondatori del Sindacato SCUOLA-CGIL di Alessandria? Abbiamo sempre dichiarato che il rientro della trentina di operai ex-Cerestar ancora in mobilità è al primo punto delle nostre richieste. Abbiamo ricordato che la Solchem si era impegnata al totale ricupero qualora avesse avuto l'autorizzazione per le attività chimiche e farmaceutiche che, infatti, ha da tempo ottenuto e senza alcuna nostra opposizione. Abbiamo proposto a Comuni, Province e Regioni di farsi carico dell'assunzione di questi operai oppure di invitare l'ENI di Sannazzaro, che è in procinto di assumere personale, di dare la precedenza a coloro che la Solchem non assume più.
Dai sindacati pavesi della categoria dei chimici abbiamo ricevuto solo accuse di insensibilità, di demagogia ambientalista, di strumentalizzazioni e di "dire falsità" (guarda caso riprese dalla citazione a giudizio inoltrata dalla Solchem). A questo punto c'è da chiedersi se, al di là della giusta preoccupazione per i 5-6 operai (numero dedotto dalla dichiarazione del sindaco di Casei, dott. Cucinotta) che verranno assunti per il futuro Smaltitore, a chi tirano la volata questi signori sindacalisti?
Non certo ai settecento impiegati nel vicino zuccherificio, non certo alle centinaia di addetti alle aziende agricole della zona, non certo ai duemila partecipanti alla Marcia per la salute, non certo alle migliaia di persone che vivono tutt'attorno a questo ammasso di impianti a rischio.