Un attentato alla libertà di opinione - Inizio ottobre 2002
LA NOSTRA SOLIDARIETA' AL COMITATO
CITATO A GIUDIZIO DALLA SOLCHEM

La vicenda del gigantesco smaltitore di reflui, che la ditta Solchem e la regione Lombardia vorrebbero collocare al confine con la provincia di Alessandria e a ridosso dello Scrivia, sta raggiungendo livelli sempre più gravi. Sono ormai due anni di battaglia da parte delle Amministrazioni comunali, della Provincia e soprattutto di un Comitato eterogeneo di cittadini, sempre appoggiato dalle associazioni agricole e sostenuto da assemblee con centinaia di partecipanti e una manifestazione (La marcia per la salute) che il 18 maggio ha coinvolto duemila persone.
Il 20 settembre la Regione Lombardia ha dato via libera alle procedure di attivazione dello smaltitore Solchem che, secondo il progetto, dovrebbe ricevere da terzi quotidianamente 400 metri cubi di rifiuti liquidi di cui il 90% definiti pericolosi. Dopo lo stoccaggio in cisterne, che complessivamente hanno un volume di 800 metri cubi, le analisi e i processi di depurazione, il materiale liquido verrebbe scaricato nel rio Calvenzolo e di qui nello Scrivia e poi nel Po.

Ora, a ruota, ecco il colpo di scena: a quattro giorni di distanza, il 24 settembre, la Solchem ha presentato al Tribunale di Voghera una denuncia contro "il Comitato di opposizione e i membri che lo hanno indirizzato e gestito pubblicamente. In particolare trattasi dei signori Giovanni Aldegheri di Casei, Giuseppe Stella e Silvio Marchetti di Alzano e Antonello Brunetti di Castelnuovo Scrivia".
Nella citazione a presentarsi in Tribunale il 15 gennaio 2003 li si accusa di "azione denigratoria e di boicottaggio industriale". Si chiedono "i danni per mancato o ritardato avvio di attività produttiva, danni per mancato guadagno, e l'accertamento dei reati di diffamazione e calunnia"..."un danno che solo ad oggi può essere stimato in milioni di euro".
L'accusa di "boicottaggio industriale tramite volantini, assemblee, esposti amministrativi e penali" viene motivata dalla Solchem anche tramite la seguente affermazione: "Ci sia consentito dubitare delle motivazioni da sempre esplicitate dal Comitato per giustificare ancor oggi una opposizione senza quartiere. Infatti negli ultimi documenti propagandistici stilati non può sfuggire all'attento osservatore l'esistenza di un'intima connessione tra il Comitato ed un particolare ceto imprenditoriale-politico. Certo è che detta chiave di lettura spiegherebbe la ragione della perseveranza di un'opposizione che non può ragionevolmente trovare supporto nella ricerca della tutela della salute e del territorio".

I rappresentanti dei sottocitati Comitati
CONDANNANO la verticistica decisione della Regione Lombardia che non ha mai voluto ascoltare i Comuni e i cittadini vittime di una ondata di impianti a rischio, di ben tre centrali nel raggio di 7 chilometri e per una potenza complessiva di 2.200 megawatt, di un gigantesco Smaltitore di rifiuti liquidi che la stessa ditta definisce "speciali e pericolosi". Il tutto in una fertilissima terra di confine fra Lombardia e Piemonte, terra che un ingegnere, fautore delle centrali, dichiarava destinata a diventare "Terra bruciata".
CONDANNANO ALTRESÌ l'atto intimidatorio nei confronti dei quattro esponenti del Comitato citati a giudizio con l'evidente scopo di intimidirli tramite la prospettiva di dover sborsare "milioni di euro" e di far desistere il Comitato da ogni azione di lotta.
Una cosa, però, ci pare evidente: questa vicenda non riguarda solamente le quattro persone coinvolte, ma anche tutti i cittadini che in qualsiasi parte d'Italia si uniscono a difendere territorio, salute, ambiente e qualità della vita. Coinvolge tutti i Comitati, gruppi, associazioni che vogliono essere partecipi a scelte che dovranno poi subire sulla loro pelle.
A questa richiesta di reale democrazia la Regione Lombardia ha risposto con il silenzio e la ditta Solchem con una reazione pesantissima e con richieste da far tremare i polsi a chi "con perseveranza e una opposizione senza quartiere" le dà battaglia, "non certo" - così afferma la Solchem - "per la tutela del territorio e della salute", bensì perchè collegato e foraggiato da perfidi e imprecisati "ceti imprenditoriali-politici".
Ci sarebbe da spanciarsi dal ridere se non fossimo coscienti della gravità di questa citazione a giudizio e della convinzione che le sta a monte; ossia che gli ideali, l'altruismo, il sentirsi parte di una comunità sono cose di un tempo che fu e quindi se uno si dà da fare è perchè ambisce al potere, è gettonato da qualcuno, ci ricava denaro o difende interessi economici opposti.
C'è, inoltre, da chiedersi se esistono ancora il diritto al dissenso e la possibilità di avere un'opinione discorde.

La nostra solidarietà con i quattro citati a giudizio è totale e al loro fianco respingiamo ogni tentativo di intimidazione e di porre il bavaglio a chi sa ancora usare la testa per pensare e il cuore per battersi al servizio dell'intera comunità.

Comitato interregionale "No al supertreno MI-GE" - "Pro natura" Piemonte - WWF di Novi - Comitato di Campomorone - "Gruppo ambiente" di Castelnuovo Scrivia - "Italia nostra" di Genova - Legambiente di Voghera - Legambiente di Tortona - Legambiente di Alessandria - Comitati "Salute e ambiente" - Comitati di Arquata-Rigoroso contro il Terzo Valico - Associazione "La nostra terra" di Novi - Social forum di Voghera - Social forum di Tortona - Social forum di Novi - Social forum Val Polcevera - Comitato per la tutela della Val Lemme - Associazione "Alta Voracità" di Gavi - Comitati della Fraschetta - "Orizzonte Oltrepò" di Voghera - "Italia nostra" di Alessandria - Comitato Salvaguardia Ambientale Pontecurone
Hanno espresso solidarietà con documenti propri anche le Associazioni agricole della Provincia di Alessandria; la Provincia di Alessandria; i Comuni di Casei, Castelnuovo Scrivia, Guazzora, Isola Sant'Antonio, Molino, Alzano, Silvano Pietra, Pontecurone e Tortona.
Idem per quanto riguarda Rifondazione Comunista di Tortona e Voghera e l'Associazione Padania Ambiente Lomellina.

Nel raggio massimo di 21 chilometri e minimo di 13 da Tortona sono previste ben sei centrali per una potenza complessiva di 3500 megawatt. Tre lombarde: 1-Voghera-Torremenapace, 2-Casei Gerola, 3-Sannazzaro dei Burgundi. Tre piemontesi: 4-Spinetta, 5-Novi, 10-Pozzolo. Al punto 6 lo Smaltitore di Casei. Ai punti 7-8-9 le aziende ad alto rischio ambientale già presenti in zona: raffineria di Sannazzaro, Oxon di Mezzana, Auschem di Castellar Guidobono. Al punto 11 la nuova linea TAV-Supertreno con il bivio verso Torino e verso Milano.