Una intervista a Flavio Speranza, presidente di Legambiente Tortona
RACCOLTA PORTA A PORTA
PER FARLA MALE È MEGLIO NON FARLA
Cosa dice Legambiente del malcontento che si è creato a Tortona sul porta a porta?
-Abbiamo lasciato che la ASMT facesse il suo giro di incontri con la popolazione senza interferire; abbiamo sentito le numerose critiche dei cittadini e molte di queste sono quelle che abbiamo fatto a suo tempo al progetto, senza essere ascoltati.
Ad esempio?
-Il porta a porta è un servizio che si dà ai cittadini: “non c’è bisogno che vai a portare i rifiuti al cassonetto, vengo io a raccoglierli; solo, ti prego di separarli. Se lo fai, ti assicuro che, una volta sistemato il servizio, pagherai di meno”.
Se invece lo si trasforma in una imposizione, per cui l’utente deve fare un lavoro al posto della ASMT e deve anche pagare di più, il fallimento è dietro l’angolo.
Non è che siete i soliti che dicono sempre no?
-Che non siamo quelli del no lo dimostra il fatto che, quando tutti erano invasendati con l’inceneritore (“Buttiamo i rifiuti così come sono nel forno e non ci pensiamo più”), abbiamo portato gli esempi delle pratiche e delle tecniche più avanzate in Italia per gestire i rifiuti; tra queste c’è anche il porta a porta.
In tutte le città, però, ci sono state resistenze all’inizio.
-Le resistenze sono state sempre meno forti, mano a mano che le esperienze precedenti insegnavano come rapportarsi con i cittadini e come offrire il servizio.
A Tortona l’ASMT ha voluto fare di testa sua, senza fare tesoro di quanto è successo da altre parti, e ha suscitato una protesta degli abitanti che ci sentiamo di condividere in gran parte.
Ma allora cosa proponete?
-Sospendere il progetto e rinviare la partenza del porta a porta.
Ragionare con i cittadini in modo più approfondito, condominio per condominio, sentirne le esigenze e vedere come affrontarle.
Ma queste sono cose che la ASMT già sa, come le sa Soro, il presidente del Consorzio, anche se continuano ad ignorarle.
Si facciano invece spiegare, e ne seguano le indicazioni, dal Presidente del Consorzio di Asti come hanno fatto lì, senza provocare particolari reazioni, a fare un porta a porta efficiente, a livelli da record (niente paura, il Presidente del Consorzio non è un estremista, è di Forza Italia)
Ci dicano che, almeno in prospettiva, la tariffa rifiuti sarà differenziata e che chi produce meno rifiuti pagherà meno, invece di insistere con l’atteggiamento vessatorio della minaccia di multe
Ma venire incontro alle esigenze dei cittadini non aumenterà i costi?
-A proposito di costi la ASMT dovrebbe spiegare perché i tortonesi devono pagare, con questi aumenti di tariffa, i suoi errori di gestione, tipo il continuare a comprare cassonetti per la raccolta stradale quando ormai era risaputo che con questo metodo non si sarebbe mai raggiunto l’obiettivo, posto dalla Provincia e poi dalla Regione, del 66 per cento di raccolta differenziata; se un’azienda (e la ASMT è una S.p.a.) sbaglia gli investimenti devono essere i cittadini a pagare?
Siamo poi sicuri che questi cassonetti non si possano invece riutilizzare in modo più utile nella zona artigianale?
Su questo argomento facciamo notare che la scelta, fatta da Soro con il consenso di tutti gli amministratori, di trasformare Tortona nel centro rifiuti del consorzio, ha tenuto bassi i costi della discarica, ma ha abituato gli altri comuni a essere assolutamente indifferenti alla raccolta differenziata; ad esempio Gavi, la cui sindachessa è così innamorata dell’inceneritore (naturalmente a Tortona, non a casa sua), è a livelli di raccolta differenziata raggiunti solo dai paesini più arretrati del Sud, eppure noi continuiamo a smaltire i loro rifiuti.
I rifiuti ci sono e lo smaltimento costa
-Ogni persona può farsi comodamente i suoi conti a casa propria: prendendo una famiglia con abitudini e consumi medi, ci sarà un “rifiuto” di carta di 80 grammi al giorno a persona, di vetro e plastica di 350 grammi, di frazione umida di 100 grammi (tutte cose riciclabili e vendibili sul mercato) e di un residuo inutilizzabile di 120/130grammi; dividete quello che paghiamo di rifiuti per questi 120 grammi ed avete un’idea di quanto scandalosamente paghiamo per questa piccola frazione, che sia da mandare in discarica o all’inceneritore.
Finalmente hai parlato di inceneritore; eppure, anche con la raccolta migliore del mondo, quello che resta da qualche parte dobbiamo metterlo
-Con buona pace dei sostenitori dell’inceneritore, si sono sperimentate e si stanno sperimentando tecnologie diverse dal tradizionale forno a griglia ed esiste una tendenza ormai diffusa in tutto il mondo a cercare alternative attraverso trattamenti che facciamo a meno della combustione.
Stando alle normative in vigore, fatte dal governo di centrodestra e confermate da quello di centrosinistra, l’incenerimento dei rifiuti ha un ruolo molto più marginale che in passato e profondamente diverso rispetto alla concezione del “forno in cui si brucia tutto”.
Ma vorrei che tornassimo al porta a porta.
Alla fine voi siete per una sospensione del porta a porta?
-Di più; se la ASMT e il Consorzio non cambieranno rapidamente il loro modo di fare, siamo per invitare i cittadini ad una azione di disobbedienza civile, a non fare questo fasullo porta a porta.
Non solo; siamo convinti che chi deve promuovere e gestire il porta a porta deve innanzitutto crederci.
Se Soro e Gatti sono convinti, come hanno dichiarato pubblicamente, che la soluzione della gestione dei rifiuti è l’inceneritore (a Tortona, naturalmente), diano onestamente le dimissioni e lascino il posto a qualcuno intenzionato a fare seriamente la raccolta differenziata.
Non vi sembra un po’ “forte” come richiesta? Legambiente non è solita a prendere posizioni così radicali
Legambiente è un’associazione formata da volontari, persone non stipendiate dallo Stato o dal Comune, ma cittadini che dedicano parte del loro tempo libero, rimettendoci anche di tasca propria, ai problemi ambientali.
Se noi siamo arrivati a conoscere le tecniche e le tecnologie più avanzate in tema di rifiuti (bruciatori al plasma, biotecnologie, porta a porta, combustibile da rifiuti al posto del carbone, ecc) e abbiamo tentato di farle conoscere ai cittadini.
Perché Consorzio e ASMT, con possibilità economiche e di tempo molto superiori alle nostre (loro si che sono pagati per fare questo lavoro) non ci sono arrivati?
Come possiamo continuare a fidarci?
Quindi la rottura tra voi e Consorzio e ASMT è completa?
-La collaborazione esiste quando ci si ascolta a vicenda e non si parte con idee preconcette; quando tu dai suggerimenti e ti vedi completamente ignorato, non puoi collaborare, puoi solo dire signorsì