CHE FINE HA FATTO IL PORTA A PORTA?
RIFLESSIONI DOPO L’USCITA DEL RAPPORTO 2005 DELL’OSSERVATORIO REGIONALE RIFIUTI

È uscito da poco il rapporto 2005 dell’Osservatorio Regionale Rifiuti, con i dati sulla capacità di gestione dei vari Consorzi; sono numeri interessanti, anche se sconfortanti per chi abita in questa provincia.
Produzione di rifiuti: Alessandria è in testa, con kg 1,608 procapite al giorno (la media piemontese è 1,406, Asti è 1,131)
Raccolta differenziata: Alessandria è penultima, con kg 0,463 procapite al giorno (la media è 0,523, Novara è 0,723)
Questo vuole dire che in provincia siamo così tanto indifferenti?
No, perché nella classifica sulla “buona gestione dei rifiuti” stilata dalla Regione, il consorzio di Alessandria è quattordicesimo, a metà classifica, con un indice di gestione 38,81. (L’indice di gestione è il rapporto tra 19 fattori, che vanno dalla produzione totale di rifiuti al risultato della raccolta differenziata)
Invece il nostro Consorzio CSR è ultimo, con un indice di gestione (di cattiva gestione) 8,06.
Il consorzio CBRA di Asti, con lo stesso numero di comuni e di abitanti del CSR, ha un indice 67,01; non solo, la sua produzione procapite di rifiuti è inferiore del 30 per cento rispetto al nostro consorzio.
Perché è ormai chiaro che la massa dei rifiuti diminuisce e la raccolta differenziata riesce là dove si pratica correttamente il porta a porta.
Un lettore potrebbe però chiedersi: “Ma ne vale la pena di avere una così buona gestione, se poi con il porta a porta devo pagare di più?”
Si, ne vale la pena, e non solo per una questione di igiene e di educazione (credo che a nessuno facciano piacere i cassonetti stradali attorniati da cartoni, materassi, sedie, ecc, diventati spesso rifugio di topi e insetti).
Ne vale la pena perché, anche con un aumento della tariffa, se il volume dei rifiuti diminuisce cala anche il costo per il cittadino.
Non solo, se la produzione complessiva di rifiuti scende di un terzo come nell’astigiano, la necessità di comprare una nuova discarica si allontana nel tempo (l’acquisto della discarica lo paghiamo noi!) e cade la necessità di costruire un inceneritore (anche quello ce lo paghiamo noi, e sono milioni di euro!).
Infatti, vista la produzione complessiva di rifiuti non differenziati in Piemonte e il successo del porta a porta là dove viene fatto, è caduta la possibilità per un ipotetico inceneritore nell’Alessandrino: non ci sono abbastanza rifiuti da bruciare (a meno di importarli da altre provincie, es. Napoli).
Visti questi dati, viene da chiedersi dove è finito il porta a porta a Tortona, sbandierato all’inizio di gennaio in Consiglio comunale come imminente, per aprile; siamo a marzo e non si sono viste le riunioni di condominio, la propaganda esplicativa in ogni famiglia, il materiale informativo, gli incontri di collaborazione con le associazioni ambientaliste e quant’altro promesso a suo tempo.
Anzi, gira pure voce che il piano potrebbe essere modificato e rimandato più in là nel tempo.
Ci permettiamo di dare, non richiesti, alcuni consigli ai Sindaci dei Comuni del Consorzio e all’ASMT:
- Visto che la gestione del Consorzio è stata fallimentare (lo dice la Regione), non sarebbe ora di cambiare decisamente strategia, lasciar perdere le illusioni sull’inceneritore su cui i sindaci si sono cullati per anni e fare ciò che, civilmente, amministratori di destra o di sinistra che siano fanno nel resto della regione?
- Non è sufficiente sparare in Consiglio comunale quattro cifre sul costo del porta a porta e non dire invece quanto ci costa non farlo (quanto costa una nuova discarica, quanto costa un inceneritore, quanto costa portare i nostri rifiuti ad un altro inceneritore).
- Si inviti in una conferenza pubblica il presidente del CBRA, perché ci spieghi come ha fatto, a pochi passi da noi, ad ottenere risultati così diversi (nessun timore, non è un estremista, è di Forza Italia).
- La tariffa rifiuti, almeno in prospettiva, deve essere differenziata: chi manda meno rifiuti in discarica deve pagare di meno, chi ne manda di più deve pagare di più.
- Le modalità di funzionamento del porta a porta non sono solo questioni tecniche da decidere in qualche stanzetta; i cittadini, spesso molto più civili di quanto gli amministratori non pensino, devono essere coinvolti a pieno titolo.
- Infine, se non c’è la convinzione di far riuscire il porta a porta, se qualcuno ha altre idee per la testa, lo dica apertamente, si apra un confronto serio e trasparente, ma non si prometta una cosa pensando invece di farne un’altra.

Flavio Speranza
Legambiente Tortona