Un articolo di Danilo Bottiroli – Tortona – 7 gennaio 2007
UN PIANO RIFIUTI CHE NON PREMIA, CHE NON INCENTIVA,
MA PORTA SOLO MAGGIORI PROFITTI AI PRIVATI
Il piano rifiuti, discusso a Tortona nel consiglio comunale di Lunedì 9 Gennaio, non è un piano rifiuti, semmai un progetto, secondo me fatto male, di raccolta differenziata.
Un vero piano per risolvere l’emergenza rifiuti dovrebbe prevedere anche delle azioni indirizzate alla riduzione, al riuso e al riciclaggio, mentre in questo caso si parla soltanto di differenziare i rifiuti.
Non voglio entrare nel merito tecnico del piano, anche se le imprecisioni e le lacune sono evidenti persino ai meno “addetti ai lavori”, ma non posso esimermi dall’esprimere un commento sull’elemento più contraddittorio e deleterio di questo progetto.
Mentre si chiederà ai cittadini lo sforzo di aderire alla raccolta “porta a porta” dei rifiuti domiciliari, già è stato annunciato il rincaro della bolletta.
Della serie: siccome dovrete essere più bravi nella raccolta differenziata, allora pagherete di più!
E perché?
Perché, visto che il presidente del Consorzio Smaltimento Rifiuti, Oreste Soro, da sempre afferma che abbiamo il miglior impianto di differenziazione dei rifiuti che riceve un sostanzioso contributo del CONAI?
Chi ha scritto il piano, cioè l’ASMT, dice che con il “porta a porta” aumenteranno i costi.
Vero.
Ma perché, dico ancora, a pagare gli aumenti devono essere sempre i cittadini?
Non è forse l’ASMT una società mista Comune-privati, quella stessa società che di recente ha avuto in concessione dall’amministrazione comunale un’esagerata quantità di servizi che prima non aveva (e sui quali qualche guadagno lo ricaverà)?
Forse sarebbe il caso che, una volta tanto, invece che far pagare i cittadini e i dipendenti, fossero i privati dell’ASMT a rinunciare ad una parte dei loro introiti per far partire seriamente la raccolta differenziata applicando da subito una “tariffa” che premi i cittadini virtuosi, che crei nuova occupazione, che incentivi i dipendenti dell’azienda municipalizzata.
Ma in una città amministrata da politici che fino ad oggi sembrano aver dimostrato che il loro concetto di res publica (cosa di tutti) è pressoché inesistente, questi ragionamenti mi sembrano fantascientifici.
Lo dimostra il fatto che questa amministrazione comunale non ha scrupoli a vendere (o svendere?) servizi e spazi pubblici ai privati: sono d’esempio le concessioni all’ASMT, il parcheggio multipiano del Lavello, le mense (scolastiche e non), le antenne della telefonia sopra la torre civica.
Ma come si permette questa giunta comunale di vendere a pochi privati (interessati) la roba che è di tutti?
Danilo Bottiroli
Presidente dell’associazione “Progetto Ambiente”