19 luglio 2006
L’IMPIANTO ERA PREVISTO FRA TORTONA E NOVI
Decade il progetto dell’inceneritore
Tramonta l’idea di realizzarne uno anche in provincia di Alessandria

Stop all'inceneritore provinciale: lo annunciano Oreste Soro, presidente del Consorzio smaltimento rifiuti Ovadese Valle Scrivia, e Renzo Penna, assessore provinciale all'Ambiente. Oggetto di numerose contestazioni da parte dei cittadini, in particolare dalla Rete Ambientalista, nel 2005, soprattutto per i gravi rischi per la salute e per l'ambiente, il progetto sembra essere definitivamente accantonato. Spiega Soro: «Purtroppo l’ipotesi di un inceneritore nella nostra provincia è tramontata per le posizioni contrarie. Ci adegueremo alle scelte della Regione». Scelte spiegate dall'assessore Penna: «Abbiamo modificato la posizione della precedente amministrazione provinciale, prendendo atto che in Regione non si parla più di un impianto per ogni provincia. L'unico riferimento su cui basarsi sono i dati regionali, che mirano a un livello di raccolta differenziata del 65% entro il 2012, con un intermedio del 50%: con queste cifre un "termovalorizzatore" provinciale non avrebbe ragione di esistere. La Regione pensa infatti a una soluzione diversa: due impianti, di cui uno in provincia di Torino, in fase di studio avanzato, e l'altro utile al resto del territorio regionale, senza che sia ancora stato scelto il sito né avviata alcuna valutazione tecnica. La Provincia si adeguerà a questa impostazione e si sta impegnando a recuperare i ritardi nella differenziata: ad Alessandria il «porta a porta» dà riscontri positivi. Ricordo che lo scorso anno il Comune di Tortona, il cui territorio era fra i prescelti per la costruzione del termovalorizzatore, ha votato a favore di un impegno dell'aumento della differenziata, rinviando di quattro anni l'eventuale decisione sull'impianto». Penna ricorda inoltre che con la differenziata spinta aumenteranno la quantità e la qualità di rifiuto organico: «Un aspetto che va affrontato attraverso l'utilizzo del compost: gli impianti da noi esistono ma vanno riorganizzati nella prospettiva di un materiale migliore. Anche di questo si sta discutendo in Regione».
Flavio Speranza della Rete Ambientalista accoglie con soddisfazione la nuova posizione regionale sugli inceneritori: «Restiamo contrari a ogni tipo di impianto in qualunque luogo, ovviamente anche a quello di Scarpino in Liguria: gli inceneritori sono ormai sorpassati ed esistono le alternative. Questa vicenda dimostra che la mobilitazione popolare dà risultati».