Ricorderete certamente che tre-quattro anni fa il movimento ambientalista alessandrino era stato colpito da ben tre denunce: per la questione Cementir e Val Lemme, per la vicenda Solchem e tre centrali fra Pavia e Alessandria, per l'insediamento della Elciter a Bosco Marengo.
La prima è finita in niente per quanto riguarda le denunce e il Consiglio di Stato ha sentenziato che il "popolo dell'acqua" aveva ragione annullando ogni concessione alla cava.
La seconda ha visto l'assoluzione dei citati a giudizio e la condanna della Solchem "per aver agito con colpa grave e perseguendo finalità intimidatorie"
La terza si è conclusa in questi giorni ed ecco il resoconto apparso su "Il nostro giornale"
Bosco Marengo: rimesse le querele della Elciter
di GIAMPIERO CARBONE
Dopo quasi tre anni, finisce con una remissione di querela la vicenda giudiziaria che ha visto il cittadino di Bosco Marengo Giulio Armano denunciato dalla ditta Elciter. Armano, nell'agosto del 2002, aveva scritto un articolo dal titolo "Bosco Marengo: un paese malato", pubblicato dal settimanale "La Cittadella", nel quale veniva criticata la mancata reazione dei boschesi nei confronti di un episodio dai contorni ancora oggi oscuri. Il 24 agosto di quell'anno, il consigliere comunale di minoranza Bolloli scoprì che alle finestre della sua abitazione erano stati esplosi alcuni colpi d'arma da fuoco: la serranda di protezione risultava forata e i vetri rotti. Nelle settimane precedenti il consiglio comunale di Bosco Marengo aveva votato l'insediamento della Elciter, azienda per il trattamento di rifiuti speciali e pericolosi; Bolloli si era opposto a questa proposta e aveva fatto sua, insieme alla minoranza, la relazione tecnica dell'ingegner Veronese, che confutava l'assenso all'insediamento.
Non è mai emerso alcun collegamento tra l'episodio accaduto ai danni dell'abitazione di Bolloli e la sua opposizione alla Elciter. Nell'articolo Armano analizzava la presunta intimidazione ai danni del consigliere comunale come un fatto di stampo tipicamente mafioso, mai accaduto prima di allora a Bosco Marengo ed esprimeva rammarico per la mancata reazione da una lato da parte del Comune, che rifiutò un consiglio comunale sull'argomento e, dall'altro, da parte della società civile boschese. Bosco venne così definito "un paese malato". Nessun accenno alla Elciter né la volontà di indicare eventuali autori del gesto nello scritto di Armano. Nell'estate 2003, il cittadino boschese veniva querelato per diffamazione sia dalla Elciter che dal Comune insieme al direttore de "La Cittadella" Andrea Guenna e all'ingegner Veronese. Il 30 maggio 2003 cittadini, associazioni, partiti, esponenti dei movimenti e della società civile e la minoranza consiliare boschese si riunirono in una pubblica assemblea al centro ricreativo parrocchiale di Bosco per esprimere solidarietà nei confronti dei tre denunciati. I consiglieri d'opposizione scrissero nell'occasione: "La via della giustizia e il legittimo esercizio del diritto di querela non possono essere usati per impedire, vessare o limitare in qualsiasi modo gli altrettanto legittimi diritto di opinione e critica che contraddistinguono un paese democratico da altri regimi".
Venne presentata un'interrogazione al consiglio regionale da parte di due consiglieri del Prc. Nell'estate 2004, quando il sito della Elciter viene sequestrato dalla procura di Alessandria per reati connessi al traffico illecito di rifiuti nell'ambito dell'operazione Pinocchio, il paese sembra invece reagire con un'affollata assemblea alla quale prendono parte il nuovo sindaco Angela Lamborizio, il parroco don Aldo Cavazza e diverse associazioni boschesi.
Insieme ad Armano anche per l'ormai ex direttore de La Cittadella Andrea Guenna la querela è stata rimessa.