Riceviamo da Andrea Agostini il 13 settembre 2005
Piano del governo: rifiuti gestiti dai privati
Entro ottobre riforma in Consiglio dei ministri. “I Comuni sono stati incapaci”

- Entro la fine del mese arriverà al Consiglio dei ministri la legge delega che rivoluzionerà la legislazione ambientale
- Nella legge delega c'è un decreto sui rifiuti. Prevede, fra l'altro, che siano i privati a gestire raccolta, trasporto e riciclo
- Un'Autorità di vigilanza stabilirà i criteri per bandire le gare d'appalto fra privati. Un'autorità “d'ambito” le organizzerà
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ROMA - E adesso saranno i privati a gestire i rifiuti delle nostre città. In tutti i sensi: raccolta e trattamento, trasporto, riciclo. Così è scritto nel decreto sui rifiuti della legge delega ambientale che entro fine mese arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri e che rivoluzionerà l'intera legislazione in materia. Così garantisce Armando Pozzi, consigliere di Stato, che quel decreto l'ha scritto per conto del ministro Altero Matteoli.
Spiega Pozzi, uno dei 24 “saggi” della commissione istituita "ad hoc" per riscrivere le leggi dell'ambiente: "Sfruttare la capacità tecnologica delle imprese che gestiscono i rifiuti è uno dei principi base della legge delega, insieme alla prevenzione all'interno del processo produttivo e al coinvolgimento dei cittadini". Oggi sono gli enti locali i responsabili della gestione dei nostri rifiuti urbani. "Ma dopo l'approvazione della legge ci penseranno i privati: i Comuni in questi anni si sono dimostrati incapaci di farlo", dice ancora Pozzi.
È un business a nove zeri quello dei rifiuti urbani: sono circa 30 milioni di tonnellate ogni anno quelli che vengono prodotti nelle nostre città, ovvero più di 520 chili a testa, secondo il rapporto rifiuti del 2004. Quanto costa, ogni anno, gestire tutta questa immondizia? Una media di 110-120 euro per ogni abitante che, moltiplicato per i circa 58 milioni di italiani, fanno quasi 6,7 miliardi di euro di giro d'affari.
Saranno i privati a occuparsi della nostra spazzatura "con gare a evidenza pubblica basate sul principio del riconoscimento della capacità professionale", garantisce il consigliere di Stato Pozzi. E spiega: “La nuova legge in materia prevede l'istituzione di un'Autorità di vigilanza sulle acque e sui rifiuti. A questa autorità spetterà il compito di stabilire i criteri per bandire le gare d'appalto per la gestione dei rifiuti”, A coordinare e organizzare queste gare, invece, sarà un'altra autorità, la cosiddetta autorità d'ambito. Ovvero: “Enti locali pubblici che coordinano e organizzano la gestione dei rifiuti, senza però gestirli”.
Il concetto di “ambito- (già previsto oggi dalla legge Ronchi) verrà deciso dalle Regioni: potrà essere uno o due comuni, se parliamo di comuni grandi come Roma o Milano , oppure molti di più se parliamo di comuni piccoli. E comunque una volta definito, l'ambito sarà quello che stabilirà i confini di tutta la gestione dei rifiuti. In che modo?
Davanti a questa domanda insorge Rosa Filippini, ambientalista storica oggi presidente degli Amici della terra “Con questa nuova legge non si è affatto previsto la chiusura del ciclo dei rifiuti ovvero, non si è stabilito nel concreto in che modo all'interno degli ambiti territoriali si possano smaltire i rifiuti. Non si è proibito, ad esempio, che possano succedere assurdità come quella dei treni che ogni giorno partono carichi di immondizia dalla Campania diretti in Germania”.
Il consigliere Pozzi conferma: “Non è stata proibita l'esternalizzazione”, dice spiegando che questa non era una indicazione contenuta nella legge delega sebbene neppure l'istituzione dell'autorità sulle acque e sui rifiuti lo fosse. Comunque Armando Pozzi aggiunge che l'Italia “esternalizza” molti dei suoi rifiuti e non solo attraverso le ferrovie: “Mandiamo navi e navi cariche di rifiuti elettrici in India e in Cina, per esempio”.

30 milioni
le tonnellate di rifiuti urbani prodotti ogni anno in Italia, equivalenti a circa 524 chilogrammi per abitante, secondo il Rapporto rifiuti 2004 dell'Apat-Onr. Rispetto all'anno precedente si è registrato un aumento dello 0,6%

115,17
gli euro che rappresentano il costo complessivo della gestione dei rifiuti per abitante: 37 euro sono legati alla raccolta e al trasporto differenziato, 28 euro per il trattamento di riciclo e smaltimento, quasi 50 euro per i costi generali di gestione

Alessandra Arachi