la rete ambientalista
A TORTONA RINVIATA DI 4 ANNI OGNI DECISIONE SULL'INCENERITORE


Il Consiglio comunale di Tortona è stato costretto dalle iniziative popolari organizzate dalla Rete Ambientalista della Provincia di Alessandria a discutere finalmente un problema da sempre taciuto o negato, cioè l'inceneritore che i politici avevano deciso di costruire sul nostro territorio, nonché le nostre proposte di sempre per una corretta gestione dei rifiuti tramite la riduzione degli imballaggi e dei rifiuti in genere, il riutilizzo, il riciclaggio e la raccolta differenziata. Va dato atto alla Rete di avere imposto agli intenti programmatici della Provincia l'obiettivo della raccolta differenziata al 66%.

Ciò premesso la Rete Ambientalista esprime un giudizio negativo sulla delibera approvata all'unanimità il 19 luglio 2005 dal Consiglio comunale di Tortona in merito all'inceneritore provinciale (Rivalta Scrivia) che consideriamo un compromesso tra chi voleva spalancare la porta all'inceneritore e chi voleva tenerla socchiusa. Risultato: la porta è stata lasciata aperta rinviando la decisione finale a quando, fra quattro anni sarà valutato l'esito della raccolta differenziata, successo o insuccesso che sia.

La delibera non distingue fra chi -ingenuamente- vota convinto di aver risolto il pericolo inceneritore o -maliziosamente- di averne allontanata la decisione, e chi continua a puntare sull'inceneritore o reputandolo inevitabile per smaltire la quota rifiuti residua oppure -per calcolo- auspicandolo come fallimento dell'alternativa raccolta differenziata (e riduzione, riuso, riciclo).

La delibera avrebbe potuto/dovuto chiudere definitivamente la porta all'inceneritore -quanto meno a Tortona- invece la lascia aperta -proprio sul territorio tortonese- pur sapendo che l'inceneritore sarà di dimensioni provinciali anzi regionali anzi interregionali.

Per chiudere la porta -qui e ora- la Rete ambientalista provinciale aveva chiesto la modifica della delibera in discussione con l'inserimento della "moratoria" rivendicata alla Provincia: solo uno stop istituzionale ad ogni ipotesi di inceneritore pone la garanzia alla riuscita della raccolta differenziata, altrimenti destinata forte rischio di un voluto fallimento proprio per favorire il business dell'incenerimento.

Dunque è grossa la responsabilità del Consiglio comunale di Tortona che non ha recepito le nostre modifiche alla delibera lasciando appesa sulla salute dei tortonesi la spada di Damocle dell'inceneritore spinto dagli interessi economici locali che permeano i partiti.

Va dato atto al sindaco di avere abilmente coinvolto in questa pericolosa delibera una debole opposizione.

Il sindaco è in torto perché poteva e non ha voluto chiudere -qui e subito- le porte della città all'inceneritore; ma su una affermazione gli diamo ragione: "Se la città non vuole l'inceneritore, nessuno potrà imporglielo".

Ebbene gli garantiremo la nostra opposizione: proseguendo con le nostre assemblee popolari di denuncia, con l'obiettivo di far raggiungere quota 10.000 alla massiccia raccolta di firme in corso a sostegno del documento di moratoria rivendicato alla Provincia il marzo scorso.

La Rete Ambientalista della Provincia di Alessandria*

P.S.: vogliamo stigmatizzare l'incredibile e ignobile comportamento di un consigliere comunale di Forza Italia che, nel corso del Consiglio comunale, ha definito coloro che si schierano a tutela dell'ambiente "terroristi", salvo poi votare una delibera che qualcosa di ambientalista, cioè di "terrorista", senz'altro contiene.

*portavoci: Laura Gola (3358001561) e Flavio Speranza (3400606565)