Paul Connett, lunedì 30 maggio, ad Alessandria ha spiegato la sua "soluzione zero" per eliminare i rifiuti
ECCO L'INGANNO DELL'INCENERITORE
DI GIAMPIERO CARBONE
Difficilmente il presidente del Consorzio Smaltimento Rifiuti Ovadese Valle Scrivia avrebbe retto il confronto con questo estroso professore universitario inglese che insegna alla St Lawrence University, nello stato Usa di New York. Paul Connett è intervenuto ad Alessandria alla Camera del Lavoro lunedì 30 maggio, in una serata organizzata dalla Rete Ambientalista Provinciale: "Sono uno scienziato e porto le mie conoscenze in giro per il mondo".
La soluzione del problema rifiuti è una soltanto: smettere di produrli. Connett ha portato come esempio una vasca dalla quale fuoriesce dell'acqua perché ormai troppo piena. Il marito arriva a casa e tenta di risolvere la questione con un bicchiere, poi con un secchio e infine con una conca, ma l'acqua continua a fuoriuscire. Arriva la moglie e "semplicemente" chiude il rubinetto.
Lo stesso deve avvenire per la spazzatura. "L'inceneritore è la soluzione sbagliata da parte di ingegneri che pensano con la parte sbagliata del corpo", ha affermato Connett, che indica la "soluzione zero" per eliminare il problema, che nel 2020, se applicata correttamente, toglierà la spazzatura dalla nostra vita: "Stop agli inceneritori, alle discariche e ad una società usa e getta. Personaggi come Bush, Blair e Berlusconi pensano esista un altro mondo dopo che questo sarà distrutto dalle loro politiche. Dobbiamo invece fermare questa società degli sprechi. Servono invece la responsabilizzazione della comunità e delle industrie, tenute insieme da una leadership politica forte e consapevole".
I produttori devono riciclare i loro prodotti: "La Xerox ritira le sue vecchie fotocopiatrici da sedici paesi europei e recupera il 95% dei materiali utilizzati, con una risparmio che nel 2000 è stato di ben 76 milioni di dollari. La Coop di Firenze permette ai clienti di riempire nuovamente i contenitori dello shampoo".
La popolazione, per contribuire a questa soluzione zero, deve praticare il compostaggio del rifiuto umido, il riciclaggio e dividere i materiali residui portandoli nelle aree adeguate: "Negli Usa si recupera persino il materiale ricavato dagli edifici demoliti. Le pratiche di riutilizzo, in Nuova Scozia, hanno portato alla riduzione del 50% dei rifiuti in cinque anni e alla creazione di alcune migliaia di posti di lavori". "Se con gli inceneritori da tre tonnellate di rifiuti se ne ottiene una di cenere, con la soluzione rifiuti zero, da questa quantità si otterrà una tonnellata di materiale riciclabile, una di compost e soprattutto una di educazione per tutti", ha dichiarato il professore inglese, "serve ovviamente una politica che indirizzi le scelte dei produttori e dei cittadini: in Irlanda una tassa sui sacchetti di plastica li ha praticamente eliminati. Ma la maggior parte dei politici sono noiosi e senza creatività: in Italia, dopo Galileo, Leonardo e Michelangelo avete personaggi che pensano solo a realizzare macchine per distruggere e che credono che gli italiani non siano in grado di riciclare i rifiuti. Invece, lo potranno fare avendo dei buoni
politici al governo".
Negli Usa, ha ricordato Connett, gli inceneritori sono proibiti dal 1995, in Italia, invece, il governo li finanzia poiché, rispetto all'Europa, considera la poca e costosa energia da essi prodotta come rinnovabile.
Il massimo esperto al mondo di inceneritori ha dichiarato: "L'inceneritore è un grande inganno: i suoi fautori vi fanno credere che le nuove tecnologie non causeranno inquinamento, ma non è così. I fans di questi impianti hanno bisogno di trovare comunità di persone che non sappiano riconoscere il pericolo che esso rappresenta e soprattutto che trascurano un aspetto fondamentale: nessuno sa come smaltire le tonnellate di ceneri prodotte".
L'inceneritore cambierà il nostro territorio e la nostra vita, distruggerà l'agricoltura e
il turismo, che nella provincia di Alessandria sono essenziali.
Ma allora, chi vuole quello che i politici continuano a chiamare "termovalorizzatore"? "Coloro che vogliono far soldi sui rifiuti, cioè le multinazionali. Non è quindi questa la soluzione di un grave problema sociale, poiché per venticinque anni la comunità pagherà i suoi costi e in più avrà l'inquinamento da diossina, con tutte le sue conseguenze per la salute delle persone, quali: vari tipi di cancro, effetti sul cervello e sull'apparato immunitario e sessuale, ma soprattutto problemi ai feti nel ventre materno".
Non solo, la diossina finisce nei cibi, in particolare nel latte, nella carne e nel pesce: "Gli inceneritori non vanno costruiti dove si producono cibi, come ad Alessandria".
In un luogo celebrato per le sue specialità culinarie. come Parma, si sta realizzando un impianto del genere: un suicidio, secondo quanto sostiene Connett. E i controlli nelle emissioni sarebbero corretti? "L'azienda viene avvertita prima di effettuarli e comunque sono realizzati poche volte all'anno".
Un invito ai presenti da parte di Connett per concludere il suo brillante intervento: "Organizzatevi per fermare questo inceneritore ed informate la popolazione delle sue conseguenze. Datevi da fare, ma con buonumore, con allegria; sappiate divertirvi in questa battaglia".
I cittadini, secondo certo Oreste Soro, non dovrebbero mettere il becco in questi progetti, che vanno discussi a livello di istituzioni: forse perché capirebbero quello che si nasconde dietro. Meglio proporre l'incenerimento e la differenziata allo stesso tempo, come fanno Soro & C., così l'impianto brucerà i rifiuti di altre città: un bell'affare per il Consorzio e per chi gestirà la struttura.
A conclusione della serata la Rete Ambientalista ha rivolto un pensiero a Clementina Cantoni, la volontaria rapita ormai da settimane in Afghanistan.