27 maggio a Cassano Spinola
STEVANATO DESCRIVE IL PORTA A PORTA NELLA RACCOLTA RIFIUTI

L'inceneritore si può evitare? Sì. Come? Lo ha spiegato ai (pochi) cittadini di Cassano Spinola intervenuti venerdì 27 maggio alla serata al teatro Lux Paolo Stevanato dell'Ecoistituto del Veneto, ex assessore del Comune di Salzano Veneto. L'evento era organizzato dalla minoranza cassanese "Insieme per Cassano", che aveva invitato, oltre ai cittadini, anche gli amministratori ¬pubblici locali e dei paesi limitrofi. Scarsa l'adesione, purtroppo, per un tema, quello dei rifiuti che, come è emerso dalle parole di Stevanato, è ¬difficile da far accettare ai cittadini, ma che alla fine porta a risultati sorprendenti, pur tra proteste e contraddizioni.
La strategia adottata a Salzano Veneto dall'allora assessore Stevanato, ed ancora oggi dalla attuale Amministrazione, è una delle tante soluzioni relative alla differenziata. Con il porta a porta i risultati, nel giro di un anno, sono stati ottimi.
Il problema principale è, però, non tanto differenziare, ma eliminare i rifiuti. Occorrono, dall'alto, leggi che limitino gli imballaggi e applichino il vuoto a rendere. Dal basso va applicato il compostaggio, ossia tenere il rifiuto umido in casa per riutilizzarlo come concime. In tal modo a monte si riducono del 20% i rifiuti da smaltire.
Con il porta a porta spariscono dalle strade i cassonetti e si introducono contenitori diversi per ogni tipo di spazzatura in ogni casa o nei condomini.
I cassonetti domiciliari sono identificabili elettronicamente, così si può controllare quante volte deve essere svuotato e il cittadino paga in conseguenza di ogni operazione.
In tal modo il cittadino viene responsabilizzato e compra meno prodotti dotati di imballaggi eccessivi in modo da non dover pagare troppo di tariffa rifiuti.
Nella nostra provincia c'è chi sostiene che la differenziata costa troppo: a Salzano, invece, con il porta a porta e la tariffa puntuale, che responsabilizza il cittadino poiché lo tocca nel portafogli, non ci sono stati aumenti dei costi per lo smaltimento. "Ci sono stati per i comuni limitrofi che hanno differenziato mantenendo i cassonetti pubblici perché sono rimasti i costi della discarica", ha ricordato l'ex assessore, "anzi, dal porta a porta, i soldi ricavati sono stati investiti per assumere personale"
I cittadini di questo comune 12 mila abitanti circa in provincia di Venezia come hanno preso questa rivoluzione nella loro quotidianità? "All'inizio, l'idea di non avere più i cassonetti pubblici ha creato molti malumori. Nella stessa giunta e nella maggioranza di cui io facevo parte c'era chi era assolutamente contrario, tanto che hanno organizzato manifestazioni pubbliche contro questo progetto di raccolta. Alla fine, il comune ha effettuato un sondaggio tra la popolazione tramite un modulo consegnato ad ogni famiglia: l'85% si è detta soddisfatta del porta a porta e non ha più voluto i cassonetti pubblici".
Un successo, insomma, positivo per le tasche dei cittadini, del comune e per il territorio, che ha scongiurato la realizzazione eventuale di un inceneritore.
Invece, nella nostra provincia, come è stato ricordato dagli esponenti della Rete Ambientalista intervenuti alla serata, il presidente del Consorzio Smaltimento Rifiuti Ovadese - Valle Scrivia, Oreste Soro, continua a proporre la differenziata accanto all'incenerimento.
"E' solo perché quest'ultimo brucerà la spazzatura di altre città, con un business molto redditizio per il Consorzio", hanno detto gli esponenti della Rete.