L'INTERVENTO DI LINO BALZA A POZZOLO IL 18 MARZO 2005
SUL TEMA DELLA MORATORIA PER L'INCENERITORE

Questa battaglia contro l’inceneritore si può vincere. Per due ragioni.
Innanzitutto perché non è battaglia fatta di “no”, di “contro”, contro e basta, contro senza prospettive, senza alternative; ma è una battaglia “per”, per una gestione fattibile e sicura dei rifiuti, per un “sì” alla riduzione, al riuso, alla raccolta differenziata, al riutilizzo dei rifiuti, che costano meno dell’inceneritore e non inquinano.
Noi stiamo scientificamente dimostrando (con tecnici come a Rivalta, con medici come stasera) che l’inceneritore, proprio l’inceneritore che vogliono fare qui sul modello di quello di Brescia, uccide oltre che spreca soldi; dimostrando che l’alternativa all’inceneritore non è fantasia ma esperienza realizzata non solo nei Paesi più evoluti ma anche in Italia.
La seconda ragione che ci dà fiducia di vittoria siete voi, è la forza delle popolazioni. Sempre -è dimostrato- sempre quando la popolazione prende coscienza, si ribella, si oppone, propone, si organizza, si mobilita, sempre vengono sconfitti gli attacchi all’ambiente e alla salute, sempre sconfitti i politici che vorrebbero decidere sulla pelle della gente.
La Rete ambientalista è nata per questo, vuole appunto organizzare le popolazioni in una dimensione non più paesana ma provinciale, perché l’unione fa la forza, e con la forza si vincono le battaglie, e perché i confini dell’inquinamento non finiscono dentro i confini comunali. Date una occhiata alla cartina geografica e vedrete il raggio d’azione inquinante dell’inceneritore a capriccio dei venti, non è un allarme per Rivalta o Pozzolo ma per tutta la provincia.
Noi stiamo scientificamente dimostrando lo spreco e il danno dell’inceneritore nonché le alternative all’incenerimento, tramite un documento che presentiamo a Provincia, Regione e 200 sindaci (compreso il vostro, chiedetegli di firmarlo, è un suo dovere, a meno che non sia come il sindaco precedente che era un po’ duro di orecchio) e contemporaneamente presentiamo nelle assemblee. Documento fatto bene, completo, contiene cose giuste. Chiede alla Provincia di programmare e investire su riduzione, riuso, raccolta differenziata, riutilizzo dei rifiuti: in alternativa all’inceneritore, il cui progetto di costruzione deve restare bloccato fino al 2012 (moratoria). Documento giusto; ma non basta essere nel giusto per farsi riconoscere la ragione. Ci vuole la forza. Per questo vi chiediamo di darci la forza, vi chiediamo di sottoscrivere il documento.
Noi cittadini abbiamo, se vogliamo, la forza per ribaltare quella decisione che i politici, gli amministratori hanno già preso, tutti, con rare eccezioni.
All'interno della nuova Giunta provinciale ci sono orecchie che ci stanno a sentire, che sostengono la raccolta differenziata per portarla al 66%. Ma sono ancora in minoranza. La stragrande maggioranza del mondo politico alessandrino è per l’inceneritore. Uomini chiave come Soro e Bocchio, presidenti dei Consorzi rifiuti, lo sono da sempre e lo ridicono ancora oggi. Perché sono così testardi?
Eppure sanno che cos’è un inceneritore. Sanno che questo “gioiello tecnologico” sul modello di Brescia non è né sicuro né innocuo. Sanno che l’inceneritore “modello” non distrugge assolutamente nulla, perché nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Sanno che esso è una grande industria chimica che trasforma la materia prima (i rifiuti) in una piccola porzione di energia (il 30% del potenziale) ma in una grande quantità di sostanze aeriformi e solide inquinanti e insalubri. Uno spreco, un danno.
Perché allora i nostri politici, i nostri amministratori vogliono l’inceneritore? E’ presto detto, cifre alla mano. Perché, come a Brescia, esso sarebbe un business più che regionale, la gallina dalle uova d’oro, una straordinaria macchina per fare soldi. L’azienda servizi municipalizzati (ASM) di Brescia è un colosso finanziario, una potenza economica e politica, finanzia miliardi in tutte le pieghe della società bresciana; SpA privatizzata, concede un dividendo su un pay-out minimo del 55% dell’utile netto consolidato e nello stesso tempo detiene disponibilità liquide (dati del 30 settembre 2004) nell’ordine di 247 milioni di euro, 500 miliardi delle vecchie lire. Un affare solo per pochi ma uno spreco e un danno per la collettività.
Questi personaggi politici che contano, i loro partiti, quasi tutti ripeto, hanno in mente questi interessi. Perciò remano contro le alternative all’inceneritore. Sarebbero quelli che dovrebbero far funzionare la raccolta differenziata e invece si danno da fare per farla fallire. Bisognerebbe, questi personaggi, toglierli dai loro posti di comando, posti immoralmente retribuiti peraltro, quattro cinque volte lo stipendio di un normale lavoratore, bisognerebbe farli dimettere, come noi abbiamo chiesto.
Noi cittadini, noi tutti assieme abbiamo la possibilità di sconfiggere chi rema contro e imporre i contenuti di questo documento che chiede una Moratoria di dieci anni e che vi chiediamo di sottoscrivere.
Lino Balza