LA POLITICA DEI RIFIUTI A TORTONA:
UN ESEMPIO DI INEFFICIENZA
Un inceneritore, per quanto tecnologico ed avanzato, arreca gravissimi danni alla salute, all’ambiente ed all’economia.
Un inceneritore si scongiura solo con una politica efficace rispetto alla gestione dei rifiuti che si realizza UNICAMENTE attraverso la raccolta differenziata.
Ora, probabilmente, qualcuno vi dirà che l’inceneritore si deve fare perché a Tortona le discariche sono piene e perché i cittadini non hanno fatto abbastanza raccolta differenziata…
Io, di mestiere, insegno Matematica: se solo il 34% dei miei alunni ha imparato “a far di conto” (per usare una vecchia terminologia), prima di dire che è colpa degli alunni, prenderei in seria considerazione l’ipotesi di cambiar mestiere.
Non tutti però hanno la capacità di capire quando le responsabilità sono causate da altri oppure sono la conseguenza della propria inefficienza.
Sulla politica dei rifiuti a Tortona, secondo me, sono stati commessi gravissimi errori o abbiamo vissuto per anni in uno stato di inerzia che qualcuno, forse, preferisce attribuire ai cittadini piuttosto che a se stesso.
Non voglio pensare nemmeno per un attimo che la precaria politica dei rifiuti a Tortona sia stata una scelta deliberata in direzione della soluzione estrema (l’inceneritore), ma sicuramente posso affermare che è a mio avviso molto scorretto far pagare ai cittadini, con la salute e il deperimento economico, gli errori di chi in questi anni ha gestito la politica dei rifiuti nella nostra zona: non utilizzando forme adeguate per attuare la raccolta differenziata e, magari, ospitando nelle proprie discariche i rifiuti indifferenziati di altri comuni (deresponsabilizzandoli e gravandosi di un PESO di rifiuti ormai troppo imponente).
Il Decreto Legislativo n. 22/97 meglio noto come Decreto Ronchi, che disciplina in Italia la gestione dei rifiuti, è entrato in vigore l’1/3/1997, esattamente otto anni fa, obbligando (pena sanzione) gli enti locali ad assicurare una progressiva percentuale di raccolta differenziata che a partire dal 2003 doveva raggiungere almeno il 35%.
Tortona non ce l’ha fatta e ha pagato di recente una sanzione di 13 285 euro!
Rispetto alla raccolta differenziata, Oreste Soro, presidente del Consorzio Smaltimento Rifiuti Ovadese-valle Scrivia, il 19/10/2003 sulle pagine di Settegiorni di Tortona affermava: “Noi abbiamo fatto il nostro dovere ed abbiamo cercato di sensibilizzare i comuni. Molti comuni nell’area tortonese hanno raggiunto un buon risultato, altri meno, altri ancora non sanno nemmeno cosa sia la raccolta differenziata. Insomma, da molti amministratori non c’è stata rispondenza alcuna”.
Sicuramente, ai termini di legge, il risultato della raccolta differenziata a Tortona, è stato INSUFFICIENTE.
In una graduatoria sulla raccolta differenziata, realizzata in Piemonte dai Verdi, nell’anno 2000 Tortona era già ultima!
Sempre in bassa classifica compariva Asti.
Asti ha pensato bene di adottare una politica più efficiente rispetto alla raccolta differenziata raggiungendo, nel dicembre 2004, il 51%, Tortona non è arrivata al 35%: vogliamo dire che gli astigiani sono più bravi dei tortonesi? Oppure hanno gestito meglio la politica dei rifiuti?
…Ma su questo versante esistono numerosi altri esempi: Villafranca d’Asti ha superato l’80% ed il Consorzio Intercomunale di Treviso dal 2000 al 2004 è passato da una media del 20-30% ad una media del 60-70% di raccolta differenziata.
Sicuramente ad Asti, Villafranca, Treviso (ma anche in molti altri comuni) l’ipotesi di un inceneritore è scongiurata e ne sono orgogliosi!
Chi, invece, come a Tortona, ha pensato che la raccolta differenziata si potesse fare solo con l’invito (peraltro sporadico ed aleatorio) al senso civile (come affermava Marco Gatti sulle pagine di Settegiorni) e non con la raccolta porta a porta e con la detassazione, probabilmente ha adottato strategie poco efficaci.
Forse è lecito pensare che anche l’ASMT, il cui Presidente è stato l’attuale Sindaco di Tortona, non abbia adottato strategie adeguate a favorire un aumento importante della raccolta differenziata.
Eppure la raccolta differenziata conviene.
Afferma ancora Marco Gatti su Settegiorni: “più separiamo e meno elevati saranno gli oneri per lo smaltimento dei rifiuti. Inoltre eviteremo ulteriori multe per il mancato raggiungimento delle percentuali richieste dalla legge”.
In quest’ottica verrebbe spontaneo domandarsi se l’aumento dell’imposta sui rifiuti a Tortona non sia una conseguenza dell’insuccesso nella raccolta differenziata.
Del resto, ancora Oreste Soro su Settegiorni afferma: “E pensare che la raccolta differenziata è certamente costosa a monte, ma rende moltissimo, anche economicamente, a valle, al termine del processo produttivo!”
Strano che Bocchio, Presidente del Consorzio Smaltimento rifiuti dell’alessandrino, pochi giorni fa, abbia affermato sulla Stampa che la Raccolta Differenziata oltre il 50% non rende economicamente.
Strano perché Soro e Bocchio su certi argomenti pare abbiano la stessa idea: l’ipotesi dell’inceneritore a Rivalta, infatti, nasce ufficialmente il 3 Agosto 2001 con un accordo di programma tra diversi enti (provincia, comuni ecc.) tra i quali compaiono sia il Consorzio per la Gestione dei rifiuti alessandrini di Bocchio che il consorzio per la gestione rifiuti Ovadese valle Scrivia di Soro.
Pare, stranamente, che sull’inceneritore siano tutti d’accordo anche quando in passati recenti hanno assunto posizioni differenti o comunque critiche.
Non nuoce ad esempio ricordare che l’Amministrazione comunale di Tortona, di Centro Destra come quella attuale, il cui sindaco era Bonavoglia, ma il vice sindaco era lo stesso di oggi (Pierpaolo Cortesi), il 14 aprile 2003 si dichiarava contraria all’inceneritore adducendo anche motivazioni tecnico scientifiche, sostenute dal professor Cetta (esperto nominato dal Comune di Tortona) contro l’inceneritore: ad esempio rispetto all’attendibilità dei dati riguardanti gli inquinanti atmosferici, al danno all’economia ed in particolare alle aziende viti vinicole (i fumi dell’inceneritore andrebbero in quella direzione), alla pericolosità rispetto al fatto che nella zona sono presenti aree logistiche di impacchettamento e confezionamento di rinfuse alimentari e al confluimento dei reflui di uscita dall’impianto nello Scrivia (area oggetto di riqualificazione ambientale).
Non nuoce infine ricordare che l’attuale Sindaco di Tortona, prima delle elezioni, alla domanda “Se fosse eletto Sindaco, che cosa farebbe per il parco dello Scrivia?” non ha risposto “Farei costruire un inceneritore nell’area” ma ha affermato che vorrebbe creare “un’area verde eccellente dal punto di vista di fauna e flora, un patrimonio collettivo dal punto di vista naturalistico, un parco fruibile dai cittadini ed un luogo di formazione e ricerca per scuole ed università”.
E per quanto riguarda la politica dei rifiuti, l’attuale Sindaco ha affermato che avrebbe incentivato la raccolta differenziata facendo mettere più cassonetti, intensificando la raccolta porta a porta, cercando di adottare strumenti di detassazione per chi dimostra di effettuarla e continuando una campagna di sensibilizzazione rivolta a scuole e cittadini.
Che cosa c’entrino i buoni propositi pre elettorali che il dott. Marguati ha così brillantemente esposto, con un inceneritore di rifiuti, è una domanda alla quale non riesco a trovare risposta e, dubito, che l’attuale Sindaco abbia voglia di fornirmela… ma non si sa mai!
Danilo Bottiroli