2 giugno 2003
di Giampiero Carbone su “Il nostro giornale”
Le denunce della Elciter e del sindaco di Boscomarengo
NESSUN BAVAGLIO AI CITTADINI

Tantissima gente ha portato la propria solidarietà ai denunciati di Bosco Marengo. Tantissima gente ha voluto mettere un paletto all’arroganza di quei politici e di quegli imprenditori che si sentono talmente forti da voler mettere il bavaglio a chi non ci sta.
Presso il Centro ricreativo comunale di Bosco, venerdì 30 maggio, si è tenuto l’incontro “IL BANCO DEGLI IMPUTATI”, organizzato da una ventina di associazioni, comitati e socialforum della provincia di Alessandria. Un banco degli imputati volutamente paradossale: vi sedevano infatti coloro che hanno il torto di esprimere sempre la loro opinione, e per questo sono stati denunciati, al posto di coloro che distruggono il territorio in nome del profitto e dei politici che li assecondano in tutto e per tutto cercando di zittire il dissenso.
Giulio Armano, battagliero difensore del territorio di Bosco Marengo e non solo, denunciato dalla ditta Elciter per aver espresso la sua opinione sul gravissimo episodio avvenuto a Bosco il 16 agosto 2002, quando la casa del consigliere comunale boschese di minoranza, geom. Bolloli, fu oggetto di colpi di arma da fuoco alle finestre. Bolloli, alcune settimane prima, portò in Consiglio comunale una relazione che denunciava alcune irregolarità nell’insediamento della Elciter, azienda che tratta rifiuti speciali, nel comune di Bosco.
Senza citare la ditta, in un articolo apparso sul settimanale alessandrino “La Cittadella”, Armano condannò l’episodio parlando di “mafia” che “ne colpisce uno per educarne cento” e denunciò la mancata reazione al fattaccio da parte della cittadinanza, ma soprattutto dell’amministrazione di Bosco, definendo “Bosco Marengo un paese malato”. Risultato: una denuncia da parte della Elciter e un’altra da parte del sindaco e dell’Amministrazione comunale.
“La violenza manifestata nelle fucilate alla casa del Bolloli va bandita perché altera le regole del vivere civile, fatto di dialogo e di confronto”…”ma la querela del sindaco e dell’Amministrazione è qualche cosa d’altro perché arriva un organo politico che dovrebbe essere tutore delle libertà di espressione e invece toglie ai cittadini il diritto di esprimere opinioni”. Così ha concluso Giulio Armano, ricordando nel contempo che chiederà l’istituzione di un referendum sul probabile allargamento dell’insediamento Elciter.
Antonello Brunetti di Castelnuovo Scrivia lo scorso anno è stato denunciato, insieme ad altri, dalla ditta Solchem per aver organizzato manifestazioni e incontri al fine di informare le popolazioni sulla realizzazione di uno smaltitore di rifiuti pericolosi a Casei Gerola. Questo il succo del suo intervento. "Esiste ancora il diritto al dissenso nei confronti dei poteri economici e politici? Sì, esiste e ricordiamoci che la società si è sempre evoluta grazie a chi andava controcorrente”.
Molti gli interventi che hanno fatto notare il grave momento che sta vivendo la nostra zona, con alcune aziende che si sentono così forti e potenti da cercare di zittire chi si oppone ai loro progetti. Inevitabile è stato il riferimento alla Val lemme, presente con un folto gruppo di rappresentanti. Vanda Bonardo, presidente regionale di Legambiente, ha evidenziato come queste denunce sono arrivate proprio in questo particolare momento politico, quando anche ad alti livelli si assiste ad un attacco dello stato di diritto.
È stato fatto notare che tutti i movimenti sorti negli ultimi tempi sono stati oggetto di denuncia. Fra questi anche il presidente del Parco Capanne di Marcarolo, Gianni Repetto.
Forse se i politici che siedono sugli scranni più alti delle istituzioni democratiche fossero meno attenti alle esigenze degli imprenditori che foraggiano legalmente i loro partiti durante le campagne elettorali, questa situazione di arroganza assoluta da parte del potere economico sui cittadini non avrebbe potuto svilupparsi. Qualcuno si è chiesto perché venerdì a Bosco non ci fosse il presidente della Provincia Fabrizio Palenzona, ma la domanda vale anche per quei partiti che, come i democratici della sinistra, ritengono di farsi ancora portatori delle esigenze della popolazione.
Da notare la presenza di un solo consigliere regionale, Rocco Papandrea di Rifondazione. Tutti gli altri rappresentanti del popolo dov’erano?