LA QUESTIONE OUTLET - 8.5.1999
Carissimo Moncalvo,
sulla questione di Praga vorrei inviarti un breve aggiornamento su quanto già
scritto, riflettendo sul modo sconsiderato con cui vengono fatte alcune scelte
politiche importanti.
Vedo di dimostrare perché costruire dei centri commerciali che prevedono
afflussi di traffico da 100 o 200 chilometri di distanza è quanto di
più deleterio si possa fare ai danni dell'ambiente e della salute della
gente.
Oggi nei paesi civili il traffico delle auto è considerato un problema
da combattere, e si adottano varie strategie per fronteggiarlo.
Fra queste metodiche possiamo distinguere gli interventi a valle e gli interventi
a monte del problema.
Gli interventi a valle, o "a posteriori" sono i palliativi che si
adottano dopo che il misfatto è stato compiuto: tanto per lenire le ferite.
Si possono riassumere con l'intervento di Ravera il quale sosteneva, durante
il convengo al San Giorgio su Praga 2000, che il problema delle 20/25.000 auto
del sabato e della domenica si sarebbe risolto coprendo il rimanente territorio
di svincoli, tangenziali, viadotti, ecc. ecc..
È quanto di peggio si possa pensare.
I famosi urbanisti a cui faccio spesso riferimento ( quasi tutti collocati nella
sinistra politica), sostenevano e sostengono che gli interventi stile Ravera
sono quelli che hanno contribuito a "distruggere" le città
italiane conferendo loro fisionomie a "polpo informe", a "cancro",
a "pezzi di città" (e credo che come definizioni siano esaurienti),
ed hanno sempre accusato la Democrazia Cristiana di aver devastato il paesaggio
urbano.
In effetti, quando per porre rimedio ad una struttura che crea disagi si interviene
con altre strutture che creano altri disagi e richiamano ulteriori strutture
che creeranno ulteriori disagi, si dice (lo dice anche Bernard Winkler, l'urbanista
detto "il mago di Monaco di Baviera") che vengono innescati dei "feed-back"
negativi. O meglio, si creano delle spirali perverse che si autoalimentano.
Faccio un esempio. Praga 2000 crea problemi di traffico e problemi di ordine
idrogeologico allo Scrivia. I problemi di traffico si risolvono (si fa per dire)
creando svincoli e tangenziali che creano ulteirori problemi idrogeologici allo
Scrivia. I problemi allo Scrivia si risolvono, a monte, canalizzando e rettificando
l'asta fluviale, ma ciò crea problemi alle comunità che si trovano
a valle delle canalizzazioni che riceveranno ondate di piena sempre più
catastrofiche. E allora..... via così, con altre rettificazioni e canalizzazioni
che peggioreranno la situazione del PO. E via di seguito.
Per fare un altro esempio (che sarà presto un tema dibattuto a Novi Ligure).
Winkler, il "mago" che ha salvato Monaco di Baviera dal traffico,
(a Monaco, nelle ore di punta non c'è neppure il traffico che c'è
a Novi nelle ore di calma !), sostiene che i parcheggi e le strutture che facilitano
l'uso della macchina, sono "attrattori di traffico" e non vanno mai
collocati in prossimità del centro cittadino.
Ossia, se si pensa di rimediare al traffico eccessivo costruendo dei parcheggi,
o delle sopraelevate, (o anche dei sensi unici), si crea un'illusione temporanea,
poiché, la facilità di usare l'auto porterà un aumento
del traffico che richiederà nuove strutture per porvi rimedio.
Su questo argomento so che farò inorridire i nostri politici di qualunque
formazione politica e di qualunque colore essi siano, ma qui non c'è
alternativa: o è un "baluba" Bernard Winkler o sono dei "baluba"
loro.
E allora affinché si rendano conto di essere dei "baluba",
li invito ad andare a Monaco di Baviera (o anche semplicemente a Bellinzona,
a Lucerna, ecc.).
Il secondo tipo di intervento per fronteggiare il traffico indotto da certe strutture come Praga 2000, l'intervento a monte del problema, è quello di "non fare" certe strutture.
In effetti, Praga 2000 non sarà solo un danno ambientale per i suoi
dintorni . Cose di questo tipo, che prevedono flussi di traffico da un raggio
di 100 o più chilometri, incrementano la mobilità su gomma dell'intero
bacino delle potenziali utenze interessate.
Aggravando così anche l'inquinamento atmosferico, gli incidenti e la
congestione.
Interventi di questo tipo, siccome hanno un elevato costo ambientale per la
comunità, sono rifiutati da molti paesi europei e dalla vicina Svizzera,
che adottano tutti i sistemi possibili per attenuare il traffico delle auto.
I supermercati lì si fanno, ma per un bacino di utenza di un raggio molto
ridotto, e spesso sono serviti da Bus navetta e da piste ciclabili.
Questo è il "progresso", non quella roba voluta da un'amministrazione,
quella di Serravalle, che mi auguro paghi presto le conseguenze della sua sconsiderata
scelta.
L'Unione Europea ci fornisce addirittura gli strumenti per quantificare il danno
ambientale prodotto dalla mobilità: ossia mille passeggeri su auto hanno
un costo, ogni chilometro percorso, pari a 35,5 Euro (per incidenti, rumore
e inquinamento atmosferico), costo che raddoppia se vi si include anche la congestione.
La fonte europea è "Commission Service 1994" e andrebbe, ovviamente
aggiornata, per cui le stime che noi faremo sono certamente molto inferiori
alle stime reali.
Calcolando, nel nostro caso, una media di percorso di 50 chilometri per passeggero
(se il raggio del bacino dei potenziali clienti è di 100 chilometri),
5 milioni di visitatori che arrivano e cinque che ritornano, costeranno alla
comunità, per danno ambientale, circa 7 miliardi all'anno e tale costo
graverà in particolare sull'area novese.
E questo senza considerare il movimento del traffico pesante che dovrà
servire per i rifornimenti dei magazzini di Praga 2000 (appena avremo dei dati
quantificheremo anche i costi per la comunità del passaggio dei camion).
È anche con queste stime europee che si entra in Europa!
Se Novi avrà un sindaco capace, questo dovrà attivarsi per chiedere
i danni a Serravalle.
Cordialmente
Novi Ligure 8/5/99
Milano Renato