Comunicato del Comune di Castelnuovo - 17-2-2005
In merito alla richiesta di installazione di un’antenna da parte della TIM
IL CONSIGLIO DI STATO SOSPENDE LA SENTENZA DEL TAR,
FERMA L’ANTENNA DELLA TIM E RIMANDA A GIUGNO LA SENTENZA


La vicenda, come è noto, risale a due anni fa allorché la TIM, forte del decreto di liberalizzazione sulla telefonia mobile che prese il nome del Ministro Gasparri, presentò una DIA, Denuncia di Inizio Attività, per l’installazione di un’antenna vicino al ponte sullo Scrivia in un terreno prospiciente l’omonimo parco.
I disegni allegati alla domanda indicavano un traliccio alto 32 metri proprio all’ingresso del paese per la ripetizione del segnale e l’intera copertura del territorio. Un incontro a Torino tra l’amministrazione comunale, i tecnici e gli ingegneri della TIM per tentare una mediazione e localizzare altrove l’antenna trovò la dura opposizione della società di telefonia forte del dispositivo del Decreto e dell’ampia liberalizzazione territoriale.
Nel frattempo in consiglio comunale si votava all’unanimità un ordine del giorno in cui si invitava la TIM a rilocalizzare l’antenna a causa dell’evidente impatto ambientale e paesaggistico o a mediare qualsiasi altra soluzione diversa da quella proposta.
Ad ottobre del 2003 intervenne la Corte Costituzionale con una sentenza che smontava in parte il Decreto Gasparri. E sulla base della sentenza l’amministrazione comunale scriveva alla TIM confermando il diniego della DIA, la non idoneità del sito per l’evidente difformità urbanistica e paesaggistica e per l’elevata densità abitativa e scolastica. Nel frattempo veniva incaricato il Politecnico di Torino della redazione di un piano territoriale rivolto all’armonica installazione dei ripetitori. Il piano, che si basa essenzialmente sulla proposta organizzativa e organica del territorio, fu illustrato in consiglio comunale e votato nel gennaio del 2004.
Sulla base del regolamento per l’installazione delle antenne reso esecutivo dal voto del consiglio comunale e dalla successiva pubblicazione, la TIM che vide confermato il diniego decise di ricorrere al TAR chiedendo ai giudici amministrativi torinesi l’immediato ripristino dell’esecutività della DIA adducendo a motivi “di grave e lesivo turbamento della funzione pubblica di servizio, agli elevatissimi danni per la società di telefonia per i ritardi costituiti, all’indebita potestà legislativa”. La giunta di palazzo Centurione diede incarico all’Avv. Francesco Sicher di resistere in giudizio e all’ing. Carlo Arnelli del Politecnico di Torino di illustrare la parte tecnica.
In buona sostanza la TIM chiedeva nel ricorso l’annullamento del regolamento, il ripristino della esecutività della DIA e la possibilità di avviare i lavori per l’installazione quanto prima. Lo scorso 7 luglio il TAR Piemontese con una sentenza “aderente” alle precedenti in tema di conflitto tra società di telefonia ed enti locali dichiarò inammissibile il ricorso TIM sull’annullamento del regolamento ma diede ragione alla società di telefonia sul fatto che “è illegittimo sotto il profilo ambientale” e quindi l’antenna si può installare.
Una sostanziale vittoria della TIM che però, stranamente, per alcuni mesi non notificò la sentenza al comune e non si mise all’opera, pur avendone titolo, per la costruzione dell’antenna. Nel frattempo, su incarico della giunta, l’avv. Francesco Sicher preparava il ricorso al Consiglio di Stato quale ultimo grado di giudizio al quale potersi appellare. Improvvisamente nel gennaio scorso, una decina di ingegneri e tecnici dopo un rapido sopralluogo senza avvisare il comune davano il via ai lavori. Uno scavo e la costruzione del cantiere. Il giorno dopo, il responsabile del servizio tecnico, Arch. Sergio Battiston, sospendeva immediatamente i lavori notificando al direttore del cantiere l’ordinanza: mancanza di titolo per l’esecuzione delle opere. Intanto veniva presentato al Consiglio di Stato il ricorso contro il TAR chiedendo la sospensiva immediata della sentenza del TAR. Un mese di silenzio da parte della società di telefonia ed ecco notificato al comune di Castelnuovo Scrivia un secondo ricorso al TAR da parte della TIM in cui, stavolta, si chiede l’esecuzione forzata delle opere e la refusione dei danni per la manifesta ed impropria autorità.
A Palazzo Centurione si resta in attesa del Consiglio di Stato che venerdì scorso decide di accogliere l’istanza cautelare proposta dal comune “perché il disposto regolamentare non sembra inficiare il diniego di installazione dell’impianto “, sospende la sentenza del TAR e rinvia la sentenza definitiva al prossimo 7 giugno.
“L’ordinanza del Consiglio di Stato conferma la bontà della nostra tesi e l’impianto del regolamento – dice il sindaco Giani Tagliani – che ha l’unica pretesa di normare il territorio senza vietare nessuna installazione. Per ora la partita è in pareggio con un vantaggio nostro, cioè la sospensione della decisione assunta dai giudici torinesi”.