3 ottobre 2003
BOCCIATA “ANTENNA SELVAGGIA” DI GASPARRI
MA NON E’ ANCORA CHIARO COME PROCEDERE
Il ricorso era stato presentato da alcune Regioni e da parecchi Comuni, tra i quali, unico della Provincia di Alessandria, il Comune di PONTECURONE

Il Governo è stato ancora una volta bocciato in Diritto costituzionale. Mercoledì 1° ottobre l’intero decreto sull’elettrosmog promulgato lo scorso anno dal ministro Gasparri è stato dichiarato illegittimo dalla Consulta, insieme alla “legge Lunardi” (Legge Obiettivo) e alla “legge Tremonti” sulle fondazioni bancarie.
La Corte ha motivato la sua decisione con L’ECCESSO DI DELEGA, contenuto nel decreto Gasparri che, tra l’altro, introduceva il silenzio-assenso dei Comuni alla costruzione di antenne per le telecomunicazioni sul proprio territorio. Una procedura che consentiva alle aziende di costruire liberamente anche in deroga ai piani regolatori, alle indicazioni dei Comuni e all’opposizione dei cittadini.
La decisione della Corte ha avuto origine dai ricorsi presentati da otto Regioni e innumerevoli Comuni, tra i quali (nel nostro territorio) Pontecurone.
Il ministro Gasparri ha subito ribadito che non cambia nulla poiché il nuovo Codice delle comunicazioni, varato a luglio dal governo “ha definitivamente superato il decreto e ha confermato i principi su cui esso era ispirato”
L’avvocato Montini, che ha seguito per i Verdi le fasi del ricorso, sostiene invece che “Non è assolutamente vero che non cambia nulla. D’ora in poi per le antenne ci vorranno sicuramente la Valutazione di Impatto Ambientale e un Piano regolatore del Comune”
Afferma Sauro Turoni “Il decreto violava le prerogative dei Comuni e delle Regioni sulla pianificazione urbanistica e sulle autorizzazioni all’installazione delle antenne. Gasparri non solo aveva fatto il consueto favore alle società di telefonia, ma aveva addirittura stabilito che chi avesse agito contro l’installazione degli impianti per tutelare la propria salute sarebbe stato chiamato a rispondere dei danni provocati alle imprese”. Leit motiv che le imprese ripetevano con tracotanza ai Comuni che cercavano di ridurre la ragnatela di antenne per la telefonia mobile e che spesso raggiungeva il risultato di intimidirli e spingerli alla accettazione pavida e rassegnata.
Il sindaco di Pontecurone, Claudio Scaglia, ha rilasciato la seguente dichiarazione: ”La sentenza della Corte costituzionale rende giustizia al nostro Comune che ha creduto fino in fondo a questa battaglia e da subito ha deciso di affiancarsi a tutti quei Comuni che avevano presentato ricorso contro un decreto che abbiamo sempre ritenuto illegittimo. La sentenza cambierà molte cose. Se fino ad ieri i gestori di telefonia potevano installare antenne come e dove volevano senza chiedere neppure il permesso in Municipio, ma inviando solamente una dichiarazione di inizio attività, adesso non potranno più farlo. Ad esempio a Pontecurone chi vorrà installare una antenna dovrà scegliere uno dei posti individuati dalla variante al Piano Regolatore”.
Soddisfazione anche da parte di Legambiente :”Con la sentenza del primo ottobre – dichiara Giampiero Godio – viene cancellato il decreto Gasparri che toglieva qualsiasi potere ai Comuni nella decisione relativa ai ripetitori”.
Pecoraro Scanio dei Verdi sottolinea che “i poteri degli enti locali sono confermati e rafforzati. Il ministro Gasparri aveva provato con il decreto legislativo 198 del 2002 a comprimere questi poteri, attribuendo alle società telefoniche e a quelle televisive una sovranità assoluta. La Corte costituzionale, in due distinte sentenze ha riconosciuto l’illegittimità delle corsie preferenziali che Gasparri concedeva alle imprese per impiantare antenne. In sostanza la Corte costituzionale afferma che le Regioni devono essere coinvolte nell’individuazione delle opere da fare. Lo Stato centrale non può agire al di sopra degli enti locali”.
La sentenza in oggetto, firmata dal presidente Chieppa e dal relatore Mezzanotte, è riportata integralmente sul sito www.lexambiente.it