Dalla Relazione De Faveri per il Comune di Castelnuovo (ottobre 2002)
"IN UN TERRITORIO CHE CONTEMPLA GIÀ NUMEROSI ELETTRODOTTI
È NECESSARIO PREDISPORRE IL RELATIVO PIANO DI RISANAMENTO"

Vista la domanda della Ansaldo di realizzare una centrale termoelettrica nel Comune di Alessandria e di collegarla tramite una linea elettrica da 380 KV alla sottostazione di Castelnuovo Scrivia, il Comune ha affidato all'ing. Marco De Faveri, ordinario di impianti industriali presso l'Università di Piacenza e componente del Consiglio superiore di Sanità, l'incarico di esaminare il progetto.
Sia pure con tempi assai stretti a disposizione (dal 19 al 30 settembre) De Faveri ha steso una ampia relazione suddivisa in due parti: una dedicata alla centrale di Spinetta e l'altra all'elettrodotto verso Castelnuovo.
Chi volesse documentarsi su questa prima parte non ha altro da fare che richiederne copia al sindaco di Castelnuovo.
Vediamo in sintesi quanto emerge nella seconda parte dedicata all'impatto elettromagnetico.

Il territorio di Castelnuovo è attualmente interessato da numerosi elettrodotti, sia da 380kV che da 132kV.
La realizzazione della nuova Centrale Ansaldo ad Alessandria implica la realizzazione di un nuovo elettrodotto senza alcun tentativo di mitigare gli effetti di quelli esistenti.
Se si considera che altri due elettrodotti potrebbero essere realizzati sullo stesso territorio (Centrale Edison di Casei e ripotenziamento della linea Baggio-Castelnuovo, come da delibera Regione Lombardia del 5.3,2001 di approvazione della centrale di Voghera), la situazione diverrebbe insostenibile e inverosimile.
La stessa criticità dell'area è riconosciuta dagli stessi estensori dello studio di impatto ambkientale i quali affermano che "occorre non appesantire una situazione già oggi critica per la popolazione residente"
Al fine di evitare l'introduzione di ulteriori tralicci nell'area prossima alla sottostazione già gravata da nimerosi elettrodotti, l'ultimo tratto di 1400 metri sarà interrato (cavo estruso). Peraltro non è chiaro, salvo schizzi planimetrici, il tragitto di quest'ultimo tratto.
Per quanto riguarda l'elettromagnetismo sono previsti 23 microtesla sotto i cavi, 4,3 a 28 metri e 0,1 a 100 metri.
La linea interrata presenta un valore massimo pari a 10 microtesla sulla verticale del cavo e di 0,1 a 20 metri di distanza.
E' ormai noto e consolidato il fatto che esiste un rapporto causale diretto tra esposizione a campi elettromagnetici e patologie. La scienza ha documentato una evidenza epidemiologioca tra l'esposizione ai campi elettromagnetici e una maggiore incidenza del rischio. Maggiore è l'esposizione alle onde e più aumenta il rischio di patologie, quali ad esempio le leucemie e i tumori al seno sia maschile che femminile. Quanto affermato è sancito, sulla base della disanima di una estesa letteratura scientifica di settore, in una sentenza della Pretura circondariale di Rimini emessa in data 12 giugno 1999. Rilievi in tal senso, inoltre, sono stati mossi dalla Corte costituzionale (sentenza del 30 settembre - 7 ottobre 1999) e dal TAR Veneto (sentenza 27 luglio 1999).
I valori limiti di intensità dei campi elettromagnetici si intendono come valori rappresentativi della esposizione cumulativa per il lungo periodo. In altri termini non è importante il valore assoluto di intensità del campo prodotta dal singolo elettrodotto, ma occorre valutare i valori di fondo esistenti sul territorio ed a questi sommare quello potenzialmente prodotto dalla nuova sorgente.
In tal senso lo studio Ansaldo è del tutto carente. Pur riconoscendo la criticità dell'area di Castelnuovo nei confronti dell'elettrosmog, non tiene conto, nel trarre le conclusioni, dei livelli totali dei campi elettrici e magnetici già presenti sull'area interessata dalla nuova opera.
Dunque, ad oggi, con i limiti di sicurezza ormai ampiamente accettati, in particolare per i campi magnetici, è ragionevolmente possibile affermare che la situazione già presente in Castelnuovo è non solo critica, ma in condizioni tali da richiedere interventi di risanamento e, in ogni caso, si deve escludere un aumento, anche minimo, di intensità di campo.
Orbene, l'area di Castelnuovo Scrivia, in cui sono presenti ben tre elettrodotti da 380 kV e 8 da 132kV, oltre a una sottostazione tra le più importanti del Nord-ovest, necessita di un concreto studio dei valori di campo elettromagnetico in vista di una attenta analisi di sviluppo di un possibile piano di risanamento. Non necessita affatto di proposte per ulteriori possibili installazioni di nuove sorgenti di emissione di inquinamento. In tal senso Ansaldo Energie avrebbe dovuto, nella stesura di uno Studio di Impatto Ambientale, farsi carico di valutare lo stato di salute del territorio locale, mediante precise e puntuali misure della situazione esistente. Ciò avrebbe chiarito, definitivamente, il "non luogo a procedere" per altre iniziative similari.
D'altro canto, nello studio condotto dalla Soc. Edison in merito alla Centrale di Casei, è riportato che sotto la linea Rondissone-Castelnuovo-Baggio l'induzione elettromagnetica raggiunge valori assai elevati, vicini ai 20 microtesla.
Pertanto in un territorio che contempla già un numero elevatissimo di elettrodotti è del tutto inopportuno prevedere aggravio di rischio. Anzi, come già esposto, deve essere previsto, in attuazione all'art. 9 della legge 36/2000, un idoneo studio e predisporre il relativo piano di risanamento.