Panorama di Tortona 17/07/2002

Sono troppe le antenne di telefonia mobile
Una petizione di protesta contro le antenne di telefonia mobile nella zona fra Castelnuovo, Pontecurone e Tortona ha raccolto trecento firme fra gli abitanti dei cascinali collocati in questa area. Già in passato si erano verificate opposizioni alla proliferazione di antenne, ma senza riuscire a bloccarle; ora pare che la reazione sia più vivace tanto da convincere alcune centinaia di persone a prendere posizione contro.
Sul territorio di Castelnuovo sono già state innalzate cinque antenne (Ova-autogrill, strada per Casei-sottostazione Enel, via Madonna delle grazie-cimitero, strada per Pontecurone-accanto al Calvenzolo, strada per Viguzzolo-accanto alla Calvenza.
Decisamente tante per un solo Comune, soprattutto se si considera che corre voce di due altre domande! È stata l'ultima antenna collocata alla cascina Lova a far traboccare il vaso e a indurre un gruppo di agricoltori a chiedere un incontro con il sindaco Tagliani, a raccogliere firme, a presentare un esposto e a sollecitare l'Amministrazione comunale affinché nel prossimo Consiglio affronti il problema. Sui disastrosi effetti estetici di queste orribili torri di ferro tutti concordano, ma le opinioni sui loro effetti inquinanti sono assai diverse poiché si va da una parte dall'ipotesi che scatenino con le loro onde meccanismi tali da portare alle leucemie e ai tumori al cervello, dall'altra alla convinzione ferrea che il livello di pericolosità sia quasi pari a zero e che un asciugacapelli abbia conseguenze assai più consistenti. Ovviamente propendono per la seconda ipotesi le ditte proponenti; temono effetti gravi le famiglie che risiedono tutt'attorno a queste antenne; mentre i comuni non sanno cosa fare poiché non esiste una legislazione specifica, non vi sono dati medici precisi e temono le conseguenze di un ricorso al TAR da parte delle ditte di telefonia mobile in caso di parere negativo da parte dei Comuni. Per capire lo stato d'animo di chi, da un giorno all'altro, si trova accanto una di queste antenne proviamo a riassumere la complessa petizione castelnovese che, va subito detto, non fa alcun catastrofismo in merito alla tutela della salute e non entra nei dettagli tecnici, manifestando, però, preoccupazioni e paure che, anche se non suffragate da dati, ci paiono legittime. Anzitutto si segnala che la conoscenza dell'installazione lungo la strada Piccagallo di una antenna UMTS per la telefonia TIM è avvenuta in modo fortuito osservando la collocazione della stessa avvenuta nel giro di due ore.
"Fermo restando che potremmo concordare sul fatto, come ci è stato detto, che ognuno a casa propria e sul proprio terreno può fare quel che vuole, riteniamo che per l'installazione di un impianto simile siano necessarie non solo opportune riflessioni e studi di impatto ambientale da parte degli enti pubblici preposti a dare le varie autorizzazioni. Inoltre è fondamentale informare prima la popolazione e fornire dati certi a garanzia della tutela dell'ambiente circostante e della salute dei cittadini."
Oggi è impossibile non vedere, anche da enorme distanza, questa struttura alta 38 metri; ed è altrettanto impossibile quantificare i possibili rischi sanitari. Di conseguenza era opportuno far conoscere l'iter procedurale di questo impianto che, se è vero che sorge su un terreno privato, comporta però rischi di danni alla salute sia del proprietario che di tutti coloro i quali abitano nella zona di influenza dell' antenna.
Siamo consapevoli che l'iter burocratico è stato rispettato (Ufficio tecnico; ARPA, Regione), però, a nostro avviso, la gente andava informata per consentire eventuali obiezioni.
I firmatari della petizione manifestano agli amministratori comunali una diffusa preoccupazione per una possibile proliferazione di impianti elettrici e magnetici privi di un minimo di studio programmatico e di analisi sugli effetti delle onde emesse da questi impianti.
"Anzitutto, se qualcuno ci dimostra che questo sacrificio è inevitabile, almeno si faccia in modo che vada a beneficio dell'intera comunità e non di un singolo privato. Quindi vorremmo che, se l'installazione di una antenna deve esserci, almeno avvenga su terreno di proprietà comunale. Il Comune avrà certamente più attenzione del privato nei confronti della salute di tutti; avrà una visione d'insieme per capire eventuali eccessi e utilizzare i proventi per l'ambiente, la salute e un controllo costante degli effetti derivanti dal funzionamento di queste antenne, con eventuale tempestivo sequestro in caso di impatti pericolosi."
La raccolta delle firme è stata realizzata fra gli abitanti residenti nel raggio di due chilometri dall'antenna UMTS collocata in strada Piccagallo e punta alla rimozione della stessa.
I firmatari si dichiarano ulteriormente preoccupati dalle voci che parlano di altri impianti in zona Torrione e in zona ex-fornace, formando così, con Ova e Piccagallo, una specie di quadrilatero elettromagnetico che li spaventa (quattro antenne nel cerchio di non più di due chilometri di raggio!).
"Chiediamo dunque all'Amministrazione comunale di Castelnuovo di mettere all'ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale le nostre perplessità, invitando i firmatari la petizione a partecipare all'incontro con facoltà di intervento.
Ci auguriamo che in futuro l'Amministrazione comunale si impegni sempre a segnalare, attraverso gli organi di stampa locali, l'eventuale richiesta di ulteriori concessioni edilizie per impianti di telefonia e similari.
Chiediamo al sindaco di portare questa problematica in Regione Piemonte al fine di ottenere una proposta di legge in materia.
Chiediamo che il sindaco, oltre alla valutazione tecnico preventiva, pretenda dall' Autorità sanitaria una valutazione complessiva che tenga conto anche dei riflessi indiretti sulla qualità di vita dei cittadini.
Chiediamo per gli impianti già esistenti costanti misurazioni per verificarne la qualità e i dati di elettromagnetismo; i risultati di tali indagini devono essere resi noti.
In conclusione, tenuto conto dell'art. 32 della Costituzione, chiediamo che le antenne non vengano più installate su terreni privati e senza consenso degli abitanti dell'area interessata per almeno un chilometro di distanza; che venga rilasciata ai cittadini che abitano o lavorano nei pressi dell'antenna un'assicurazione scritta, firmata dalla massima autorità sanitaria e sottoscritta dalla massima autorità della Società telefonica in questione, attestante che gli effetti delle onde elettromagnetiche non produrranno alcun danno per la salute. A rendere concreta questa dichiarazione la Società proponente depositerà presso la Tesoreria comunale una congrua fideiussione a copertura di eventuali future responsabilità accertate sullo stato di salute di chi abita nel raggio di un chilometro da una ipotetica antenna di telefonia mobile"