Ad un primo esame del nuovo fenomeno delle centraline proposte lungo i torrenti dellAlessandrino, (ben 25!) proviamo ad esprimere una prima analisi sui tre progetti già presentati.
Dopo Borbera e Curone, anche il torrente Scrivia ad Arquata è interessato da una centralina idroelettrica proposta dalla Noviconsult di Novi. È già in visione al pubblico, in via Galimberti ad Alessandria, la documentazione per la fase di verifica di compatibilità ambientale del progetto, denominato «Varinella». È previsto l'utilizzo della traversa esistente nei pressi del ponte sullo Scrivia che conduce alla frazione arquatese. Spiega l'ingegner Francesco Fossati, della Noviconsult: «È una centralina più piccola di quella prevista in Val Borbera tra Cabella e Rocchetta. In questo caso siamo a 613 kw e non ci sarà la condotta forzata da 6 chilometri che ha creato polemiche in val Borbera. La produzione annua sarà di 2 milioni di kw/h. La centralina sarà realizzata nelle immediate vicinanze della traversa.
Come in Val Borbera, in assenza di acqua durante la stagione estiva, l'impianto sarà fermo. Essendo però lo Scrivia un torrente con una portata maggiore, questa eventualità sarà da verificare a seconda delle condizioni».
La Noviconsult ha realizzato nei mesi scorsi un'indagine sui siti idonei a produrre energia idroelettrica che ha interessato numerosi torrenti provinciali. La società ha calcolato che la potenzialità globale di produzione di queste centraline in tutta la provincia è di oltre 50 milioni di kw/h all'anno.
Wanda Bonardo, presidente di Legambiente Piemonte, in uno studio pubblicato nel 2004 e poi nel 2006, così si esprime sulle centraline idroelettriche.
"Quello della sostenibilità del piccolo idroelettrico è un argomento da sfatare. Piccole e sostenibili sono solo le centraline che possono servire ad alimentare luoghi isolati di montagna come gli alpeggi o quelle lungo i canali irrigui. Turbine che non richiedono cioè interventi di modificazione dei corsi d'acqua. Ogni altra scelta prevede in realtà la costruzione di sbarramenti fluviali, tubazioni di trasporto dell'acqua con diametri anche superiori al metro e lunghezze di chilometri, centrali di trasformazione, con conseguente pesantissimo depauperamento delle portate idriche e relative conseguenze sullecosistema, per non parlare di possibile compromissione di sorgenti e fruizione turistica, alterazione del paesaggio naturale, opere e lavori di notevole impatto quali disboscamenti, scavi, materiali di risulta, cementificazioni.
Tutto questo costituisce un impatto ambientale intollerabile in alta montagna, non giustificato da una vera esigenza energetica (la quota di producibilità, del tutto teorica, risulta irrisoria a fronte dei danni ambientali, e sostituibile facilmente con altre fonti rinnovabili e a risparmio energetico), in assenza di Piani Territoriali , Piani Energetici Provinciali (ad eccezione di quello della Provincia di Torino, dove si afferma a chiare lettere la necessità di porre particolare attenzione agli effetti sugli ambienti di montagna, a quote superiori ai 600 metri).".
Giuseppe Raggi (nel suo sito www.perlanostravalle.blogspot.com è presente una ampia documentazione in materia) aggiunge che laspetto principale è costituito dal prelievo dacqua da torrenti sempre più depauperati da captazioni selvagge e poco controllate. Torrenti ormai in secca per molti mesi allanno subirebbero un colpo mortale da queste 25 centraline previste nellAlessandrino.
Tutti gli studi per bacini, laghi di fornitura acqua per campi di golf, centraline concludono che non ci sono dati sulla portata media e quindi si basano sullatlante idrografico.
Non è esattamente così.
Ci sono formule per stimare nel tempo la portata sulla base di dati già disponibili, es. il livello: Nel Curone c'è una stazione a valle, a Volpedo, e parte dei dati, compresa la portata, è leggibile su internet. Da questa risulta che nel 2004 la portata media mensile fu di metri cubi 1,2 al secondo.
A Fabbrica non cè una apparecchiatura che misura il livello, ma c'è un pluviometro.
I dati della pioggia, uniti alla superficie del bacino imbrifero a monte (ossia la superficie dei terreni che sversano nel Curone a monte), dovrebbero consentire a un tecnico di fare un calcolo. Sul defunto sito Indymedia lessi che in val Lemme, per la nota vertenza Cementir, si fece così.
Il fatto è che credo verrebbe fuori che negli ultimi anni di pioggia ce n'è stata poca e che quindi la disponibilità energetica è limitatissima.
I DATI SULLE TRE CENTRALINE
Centrale sul CURONE
- promotore Noviconsult sas (di Novi Ligure)
- opera di presa a Lunassi a quota 650 (letta su una mappa)
- condotta forzata interrata, lunghezza Km 4
- centrale elettrica a Ponte Mulino a quota 521 (dato Istat)
- portata naturale media calcolata del torrente, in l/s ?
- portata derivata dalla centrale, in media, in l/s ? (il 45% di che ?)
- potenza nominale media, 4.400 kwatt
- produzione attesa, in Kwh/anno "in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di tutta la Valle" (4,7 milioni di Kwh/anno ?)
Centrale sul BORBERA
- promotore Prodena Srl (di Montalto Dora)
- opera di presa a Cabella a quota 510 (dato Istat)
- condotta forzata interrata, lunghezza "oltre 6 Km"
- centrale elettrica a Rocchetta a quota 420 (dato Istat)
- portata naturale media calcolata del torrente, in l/s ?
- portata derivata dalla centrale, in media, in l/s ?
- potenza nominale media 2.200 Kwatt (ribadita dal progettista)
- produzione attesa, in Kwh/anno : 10 milioni
Centrale di ARQUATA
-promotore Noviconsult sas di Novi Ligure
-opera di presa a Varinella (Arquata)
-condotta forzata di 400 metri
-portata naturale media calcolata del torrente, in l/s ?
-potenza nominale media di 613 Kwatt
-produzione attesa, in Kwatt/anno :2 milioni, pari al consumo energerìtico di 2.000 famiglie
Va precisato che i progettisti dichiarano sempre che il prelievo non supererà mai il 45% dellacqua disponibile e che di fatto i due impianti sul Borbera e sul Curone funzionerebbero solo in inverno.
Nel Curone la centrale si aggiungerebbe ad altri impianti, di ogni genere: a valle a Gremiasco vasche per la pesca sportiva, a Momperone il golf con i suoi invasi da 120.000 metri cubi, in più i progetti di altri invasi. L'alveo si presenta spesso come una sassaia, senza alcuna attrattiva e senza luoghi dove praticare con soddisfazione la pesca sportiva (tra l'altro, se non erro, proprio nel tratto dove si vuole far passare la condotta e dove quindi mancherebbe l'acqua ci dovrebbe essere una riserva di pesca ...).
Limpianto modificherebbe anche la diluizione degli scarichi fognari
Ma allora perché?
Perché un impianto a basso impatto ambientale che produce energia pulita godrebbe di finanziamenti statali o regionali con un incasso di circa 860 mila euro allanno per chi lo gestisce..
Già, ma una volta terminati gli incentivi dei "certificati verdi" della durata di 12 anni, gli impianti continueranno a funzionare visto che il confronto costi-benefici sarà nettamente in perdita?
Va benissimo cercare e realizzare fonti energetiche alternative, con costi sostenibili e impatti ambientali modesti, ma qui ci pare che lobiettivo primario sia sempre il solito: mettere le mani sui contributi statali, esattamente come avveniva per gli inceneritori, per le centrali a gas e per le biomasse.