16 dicembre 2005
LA CENTRALE DI CASTELLAZZO PER RISCALDARE LE SERRE DI BASILICO
NON SI FARÀ. UNA VITTORIA DELLA RETE AMBIENTALISTA ALESSANDRINA

di Lino Balza

Come al solito saranno in tanti che se l'attribuiranno, cantano vittoria come i cuculi che fanno l'uovo nel nido altrui. Perfino la Provincia.
La vittoria è invece solo delle popolazioni che si sono mobilitate: nelle assemblee, con la raccolta firme.
Il Polotti, presentatore della richiesta di collocare una centrale a biomasse con una potenzialità enorme che richiedeva il taglio di tutti i boschi fluviali della Provincia di Alessandria giustificandola con l'esigenza di coltivare in serre erbe aromatiche (compreso l'equivalente di 13 campi di calcio di basilico), ha capito di aver perso e si è ritirato. Provincia e Comune di Castellazzo avebbero fatto più bella figura se avessero, loro, bocciato subito l'assurdo e pericoloso progetto. Invece sono state "convinte" dalla mobilitazione popolare e hanno convinto il Polotti.
Per attribuire meriti e demeriti, infatti, basta ripercorrere la cronologia degli avvenimenti che appaiono anche nel sito www.comitatiscrivia.it sotto la voce CENTRALI.
Il silenzio istituzionale per sette mesi (dalla presentazione ufficiale del folle progetto).
Silenzio rotto ad ottobre dalla Rete ambientalista provinciale con l'Associazione del comitati della Fraschetta tramite una lettera di diffida alla Provincia e ai 10 Comuni coinvolti.
Le entusiastiche dichiarazioni di Provincia e Castellazzo a favore del pericoloso progetto.
L'Assemblea della Rete a Castellazzo del 25 ottobre che denuncia alle popolazioni il progetto e i suoi sostenitori.
L'Assemblea a Castelspina del 4 dicembre che provoca la marcia indietro dell'assessore Penna. Le altre assemblee programmate.
La nascita dei comitati a Castellazzo, Castelspina, Casalcermelli, ecc.
La massiccia raccolta di firme delle popolazioni a rischio, che hanno "convinto"........
Dunque vittoria dei cittadini in lotta.