Il VIA alla Centrale di Casei da 800 mw
Vanno bene polveri sottili, rumore, ossidi di azoto e di carbonio
ma assolutamente va evitata la diffusione di gratacü e arvegh
In data 20 novembre 2003 è pervenuto al Comune di Casei il parere VIA
per la terza centrale della "Terra bruciata", ossia di quell'area
di 50 chilometri quadrati su cui si intende insediare ben tre centrali termoelettriche
(Voghera, Sannazzaro e Casei) per complessivi 2600 megawatt.
Parere naturalmente favorevole e controfirmato dall'ing Bruno Agricola che ha
sostituito Maria Rosa Vittadini a capo del VIA.
Il parere è ricco di affermazioni interessanti e altre assurde che cerchiamo
di riassumere.
- Con questa centrale si avrà una eccedenza di energia rispetto a quella
richiesta per i prossimi 10 anni, anche prevedendo un incremento dei consumi
del 3%.
- La quantità di energia prodotta con gli impianti previsti è
eccessiva rispetto alla domanda attuale.
- Con questa centrale si potrebbe verificare un incremento significativo delle
emissioni di CO2 nella regione Lombardia.
- L'elettrodotto Castelnuovo-Baggio non può reggere il carico previsto
da tre centrali e va raddoppiato.
- La presenza sul territorio di molte cave che hanno intercettato il livello
di falda costituisce una via di accesso diretta e immediata di eventuali inquinanti
dell'acquifero.
- Il Via sostiene che si userà meno acqua di quanto fatto dalla ex.Cerestar,
ma sorvola sul fatto che al posto della ex-Cerestar c'è ora la Solmag
che intende smaltire ben 40.000 tonn. annue di reflui speciali e pericolosi
.
- Il Via sostiene che l'area può essere inondata dal Po con tempi di
ritorno notevolmente superiori ai 200 anni, ma il Curone ha allagato tutta questa
zona nel 1976.
- L'impatto visivo verrà ridotto da terrapieni e filari di alberi già
esistenti (quali ?). Inoltre il raffreddamento ad aria eviterà l'impatto
visivo delle nubi di vapore.
- Sull'asse della linea interrata il campo magnetico raggiunge i 10 microtesla.
- L'Edison, prima dell'avvio della centrale, dovrà concordare con provincia
di Pavia e Regione Lombardia un protocollo di gestione dell'impianto che preveda
anche le modalità di segnalazione ai competenti organi di vigilanza delle
eventuali situazioni di superamento dei limiti di emissione.
- Va eliminato l'inquinamento luminoso verso l'alto e verso l'intorno territoriale.
- Come opere compensative è previsto questo unico intervento: un'area
a parcheggio piantumata e tre strutture coperte per pic-nic all'interno del
Parco delle Folaghe . Si dedicano ben due delle 28 pagine per elencare le erbe,
compreso il velenoso sigillo di Salomone, da seminare nelle aree pic-nic. Fra
i consigli colpisce l'invito a non collocare la rosa canina o i rovi da more
e uno penserebbe che, in effetti, dentro un parco visitato da molte persone
è meglio non inserire troppi arbusti spinosi. Non è così,
la motivazione è un'altra, buffissima: troppo difficile il riconoscimento
di queste due specie. Assurdo sostenere che non è possibile riconoscere
i gratacü e i arvegh! E poi se fosse proprio così sarebbe cosa utile
e didatticamente valida segnalare ai visitatori l'esistenza di queste due diffusissime
specie autoctone.
Ora, sentito il Comune territorialmente competente, ossia Casei Gerola, anche
relativamente agli aspetti di natura urbanistica, si attende il parere della
RegioneLombardia, alla quale la Giunta di Casei, inizialmente favorevole alla
ristrutturazione complessiva della ex-Cerestar, in data 29 gennaio ha chiesto
"di riesaminare la collocazione della Centrale prevista a Casei Gerola
in quanto sono in fase di ultimazione le centrali di Voghera e di Sannazzaro
de' Burgondi a pochi chilometri dal territorio di Casei".
Antonello Brunetti