8 febbraio 2004
SENTENZA "POLITICA" DEL CONSIGLIO DI STATO
PER LA CENTRALE DI VOGHERA: "SERVE ENERGIA"

Non sono stati consultati i Comuni limitrofi; l'area scelta è al centro di un'agricoltura fertilissima; la procedura è viziata da una lunga serie di stranezze; c'è una denuncia penale in corso; nessuna VAS, ossia Valutazione strategica visto che si parla di ben tre centrali nel raggio di venti chilometri; una serie di passaggi di proprietà dei terreni che ne ha fatto decuplicare il valore; il Consiglio di quartiere coinvolto aveva espresso parere negativo; una Marcia per la salute che ha visto la partecipazione di duemila persone; Associazioni agricole e ambientaliste contrarie; il TAR della Lombardia che dà ragione agli oppositori; ecc. ecc.
TUTTO CIÒ NON CONTA NIENTE PER IL CONSIGLIO DI STATO che annulla la sentenza dei giudici del TAR lombardo e dà il via libera al completamento della centrale di Voghera, già a metà opera. Anzi si sta già parlando di raddoppio da 400 a 800 megawatt e di linea a 380.000 volt fra Torremenapace e la centrale di smistamento di Castelnuovo Scrivia.
La decisione, datata 30 gennaio 2004 e firmata dal presidente Mario Egidio Schinaia, prende spunto da alcuni aspetti procedurali per cui il Ricorso era stato presentato in ritardo, i Consigli di quartiere e i Comuni limitrofi non avevano voce in capitolo, l'area circostante non ha pregio ambientale, il Parco delle folaghe non è altro che una cava abbandonata, e così via.
Ma l'aspetto clamoroso è costituito dal punto 7 (da pag. 28 a pag. 32), quello determinante, in cui in sostanza si afferma che l'Italia ha fame di energia e i black out degli ultimi mesi lo dimostrano. La centrale di Voghera è un tassello importante nel piano energetico nazionale per cui i problemi locali devono essere superati e gli organismi politici hanno la competenza necessaria a decidere in materia, al contrario di quanto ritenuto dai giudici del TAR lombardo.
Pare di sentire il ministro Marzano quando proclamava la bontà del suo Sbloccacentrali.
Il dato di fatto è che ora fra Sannazzaro (1020) e Voghera (400) si produrranno 1420 megawatt, che, a sentire i progetti di ampliamento, potrebbero diventare complessivamente 2000, ossia un terzo dell'aumento previsto per sopperire alle "carenze energetiche" italiane.
Con una scelta del genere si abbia almeno il pudore, cari politici che (in maggioranza e in minoranza) l'avete voluta, di smetterla di cianciare di turismo, di agricoltura, di Oltrepò da vivere, di sviluppo ecocompatibile. La vostra scelta porta solo a creare una TERRA BRUCIATA.