Insomma la nostra zona è decisamente disgraziata (forse anche per colpa
della nostra modesta capacità di incavolarci e di reagire). Sino a poche
settimane fa si parlava, in un'area di trenta chilometri di raggio, di cinque
centrali (Sannazzaro, Voghera, Casei, Alessandria e Parona), di due impianti
di smaltimento rifiuti liquidi e solidi (Casei e Sale), di un inceneritore a
Rivalta, di un aeroporto cargo lungo lo Scrivia fra Tortona e Rivalta, di uno
sconquasso gigantesco dovuto alle due linee di Alta Velocità Arquata-Novi-Tortona
e Arquata-Pozzolo-Alessandria, di un deposito di scorie nucleari a Boscomarengo,
di elettrodotti, di ripetitori, di aziende già esistenti e classificate
ad alto rischio(vedi Mezzana, Castellar Guidobono, Cassano, Spinetta), ecc,
ecc.
Il tutto in una zona già sconvolta da aree logistiche, centri commerciali,
tangenziali e diluvi vari di cemento e asfalto.
A tutta prima leggendo quanto sopra uno può anche reagire con l'esclamazione
"I soliti ambientalisti esagerati e catastrofisti!"
Non è così e per semplificare prendiamo un solo aspetto, quello
delle centrali termoelettriche, limitandoci ai fatti reali,
senza processi alle intenzioni.
Il Governo, per contrastare i blackout, ha dato via libera a 21 progetti di
centrali elettriche. Solo otto di queste sono attualmente in corso di costruzione
mentre le altre sono dei fantasmi, delle licenze che passano di mano in mano
con guadagni favolosi per chi era riuscito ad ottenere la concessione. Ogni
passaggio di proprietà costituisce un grosso affare.
Tradotti in megawatt sono state autorizzati ben 12.000 megawatt aggiuntivi,
ma solo 4802 si stanno effettivamente mettendo in moto.
Non entriamo nel merito delle cause del blackout, sulla reale necessità
di costruire nuove centrali, sulla opportunità di puntare sulle fonti
energetiche alternative.
Rimaniamo al sodo.
Sappiamo benissimo che una centrale termoelettrica produce un impatto gravissimo,
soprattutto a livello di polveri fini, sul territorio circostante.
Ebbene due centrali su otto in Italia si trovano a 15 chilometri una dall'altra,
appena a nord della Bassa Valle Scrivia e del Tortonese. Dei 4.802 megawatt
di produzione aggiuntiva per tutta l'Italia, 1450 (Sannazzaro 1050, Voghera
400) proverranno da questa area ristretta. Inoltre ricordiamoci che per quanto
riguarda Sannazzaro le previsioni sono drammatiche, ripetutamente
è stato scritto che si prevede di farne il più grande
polo energetico d'Europa.
Questo non è catastrofismo, ma semplice constatazione di ciò che
sta avvenendo.