25 novembre 2003
Dossier di Legambiente: su 21 centrali autorizzate, solo 8 sono
in costruzione in tutta Italia, fra queste Voghera e Sannazzaro

Insomma la nostra zona è decisamente disgraziata (forse anche per colpa della nostra modesta capacità di incavolarci e di reagire). Sino a poche settimane fa si parlava, in un'area di trenta chilometri di raggio, di cinque centrali (Sannazzaro, Voghera, Casei, Alessandria e Parona), di due impianti di smaltimento rifiuti liquidi e solidi (Casei e Sale), di un inceneritore a Rivalta, di un aeroporto cargo lungo lo Scrivia fra Tortona e Rivalta, di uno sconquasso gigantesco dovuto alle due linee di Alta Velocità Arquata-Novi-Tortona e Arquata-Pozzolo-Alessandria, di un deposito di scorie nucleari a Boscomarengo, di elettrodotti, di ripetitori, di aziende già esistenti e classificate ad alto rischio(vedi Mezzana, Castellar Guidobono, Cassano, Spinetta), ecc, ecc.
Il tutto in una zona già sconvolta da aree logistiche, centri commerciali, tangenziali e diluvi vari di cemento e asfalto.
A tutta prima leggendo quanto sopra uno può anche reagire con l'esclamazione "I soliti ambientalisti esagerati e catastrofisti!"
Non è così e per semplificare prendiamo un solo aspetto, quello delle centrali termoelettriche, limitandoci ai fatti reali, senza processi alle intenzioni.
Il Governo, per contrastare i blackout, ha dato via libera a 21 progetti di centrali elettriche. Solo otto di queste sono attualmente in corso di costruzione mentre le altre sono dei fantasmi, delle licenze che passano di mano in mano con guadagni favolosi per chi era riuscito ad ottenere la concessione. Ogni passaggio di proprietà costituisce un grosso affare.
Tradotti in megawatt sono state autorizzati ben 12.000 megawatt aggiuntivi, ma solo 4802 si stanno effettivamente mettendo in moto.
Non entriamo nel merito delle cause del blackout, sulla reale necessità di costruire nuove centrali, sulla opportunità di puntare sulle fonti energetiche alternative.
Rimaniamo al sodo.
Sappiamo benissimo che una centrale termoelettrica produce un impatto gravissimo, soprattutto a livello di polveri fini, sul territorio circostante.
Ebbene due centrali su otto in Italia si trovano a 15 chilometri una dall'altra, appena a nord della Bassa Valle Scrivia e del Tortonese. Dei 4.802 megawatt di produzione aggiuntiva per tutta l'Italia, 1450 (Sannazzaro 1050, Voghera 400) proverranno da questa area ristretta. Inoltre ricordiamoci che per quanto riguarda Sannazzaro le previsioni sono drammatiche, ripetutamente è stato scritto che si prevede di farne il più grande polo energetico d'Europa.
Questo non è catastrofismo, ma semplice constatazione di ciò che sta avvenendo.