Dal Corriere della sera del 4 novembre 2003

CNR: LE CENTRALI A METANO SONO MICIDIALI PER LA SALUTE
Ben 26 nuove centrali , alcune delle quali a turbogas, sono previste nel Piano Marzano per far fronte all'emergenza blackout. Le nuove centrali a metano sono nel mirino del CNR di Bologna che ha lanciato l'allarme per le polveri sottili che disperderebbero nell'atmosfera.

Altro che fiamma azzurra e pulita, anche le nuove centrali a metano, sia quelle in esercizio che quelle che si vuole costruire sono altamente inquinanti e riempiono l'atmosfera di particelle ultra sottili, micidiali per la salute.
L'accusa, destinata a scatenare un rovente dibattito, viene da due ricercatori di Bologna, Nicola Armaroli dell’Istituto per la sintesi organica del CNR e Claudio Po, medico dell'Unità Rischio Ambientale dell'ASL. In un articolo pubblicato sull'organo della Società chimica italiana ("La chimica e l'industria",n. 85) i due ricercatori affermano che presentare gli impianti gas come completamente privi di impatto ambientale è destituito da qualsiasi fondamento scientifico. Un esempio? la centrale a turbogas.
Simile a quella quindicina di cui il governo ha annunciato la costruzione per scongiurare i blackout, una centrale a metano di medie dimensioni inquinerebbe in un anno quanto il traffico automobilistico di Bologna (ndr: Noi dicevamo che le tre centrali di Sannazzaro-Voghera e Casei, per complessivi 2450 megawatt, avrebbero inquinato come la città di Napoli! - le proporzioni ci sono tutte!).
La verità è che bruciando metano cambia solamente la taglia delle particelle emesse - spiega Armaroli. E' vero che non si producono le particelle grossolane, tipiche degli impianti a carbone o a gasolio. Ma da analisi effettuate su impianti degli Stati Uniti emerge una enorme quantità di particelle dieci, cento volte più sottili, quelle che si chiamano PM1, con diametri di un millesimo di millimetro. Tanto sottili, secondo l'OMS, da passare direttamente dai polmoni al sangue e quindi agli organi vitali, scatenando allergie, malattie respiratorie e cardiovascolari.
Secondo i ricercatori bolognesi siamo davanti a una nuova categoria di polveri molto più subdole di quelle note in quanto, almeno nel nostro Paese, non ancora prese in considerazione dalle normative sulla qualità dell'aria.
Dice Armaroli che la legislazione europea sta andando verso l'imposizione di severi limiti anche nell'emissione delle PM1. Il controllo delle particelle ultrasottili è reso difficile dal fatto che una parte di esse, circa un settimo, è emesso come inquinante primario al momento della combustione del gas; il resto si forma come inquinante atmosferico secondario a partire dai processi fotochimici in cui sono coinvolti gli ossidi di azoto liberati anche questi dalle centrali a gas.

Per informazioni:
Nicola Armaroli tel 051-6399820 o 333.2443817
Posta: armaroli@isof.cnr.it


I lavori alla centrale di Voghera proseguono, come attesta questa foto del 7 novembre 2003. Noi preferiremmo respirare aria pulita e non polveri sottili.