29 settembre 03
IL PRETESTO DEL BLACKOUT PER
COPRIRE L’ITALIA DI CENTRALI
Un albero caduto su una linea non può mettere in ginocchio l’Italia;
l’incompetenza, invece, si
Nella ridda di ipotesi e smentite che si stanno facendo in queste ore sulle
cause del black-out che ha colpito l'Italia, una cosa sembra sicura e cioè
che "il black-out è stato prodotto da un guasto esclusivamente
di natura tecnica; non c'è altro" secondo l'affermazione di
Guido Bertolaso, capo della Protezione civile.
Quindi non un problema di produzione di energia, ma un problema di rete e di
gestione. La cosa penosa è che esponenti del governo, come Marzano, colgano
l'occasione per rilanciare la politica della costruzione in massa di centrali
termoelettriche sul territorio italiano inducendo a credere che il black-out
di oggi sia addebitabile all' alto consumo energetico degli italiani.
Purtroppo in questa trappola è cascato anche il Presidente Ciampi visto
che avrebbe affermato: "non si può più aspettare; bisogna
operare, non ritardare la costruzione di centrali".
VEDIAMO ALCUNI DATI
Potenza installata netta in megawatt: 76.950
Potenza reale disponibile: 48.950 (quante disfunzioni da correggere!)
Fornitura dall’estero: 6300
Totale a disposizione 55.250
Record di consumi : 52.950
Riserva di 2.660
Alle ore 3 di domenica 28 settembre il consumo ammontava (dati del GRTM-Gestore
Rete Trasmissione Nazionale) a 21.000 megawatt, di cui 5.000 provenienti dall’estero
e quindi con 33.000 megawatt di produzione italiana fermi.
Non ci interessa capire il perché dell’avvio dell’effetto
domino, non è di nostra competenza, certo che la storia del vecchio abete
spezzato dal vento sa tanto di capro espiatorio.
- Ciò che invece è importante è il sapere che molte
nostre centrali erano ferme perché noi italiani siamo i più
furbi d’Europa e di notte spegniamo i nostri impianti e importiamo energia
dalla Francia e dalla Svizzera perché costa circa la metà
- È importante sapere che buona parte delle centrali idroelettriche
di notte consumano energia importata e poco costosa per sollevare l’acqua
verso i bacini di alimentazione e produrre poi di giorno energia ai prezzi massimi
- In tutti i paesi europei vi sono centrali che producono megawatt di riserva,
la cosiddetta “riserva calda” che deve essere disponibile
quando salta un collegamento per sostituire automaticamente il carico perduto.
Questo in Italia non avviene, anche se è previsto per legge e anche se
i consumatori pagano sulle loro bollette questa produzione supplementare
- In Italia o non c’è sistema di controllo per evitare l’effetto
domino oppure non si è saputo gestire il problema, che
non è affatto quello della mancanza di centrali (dobbiamo ricordare che
se ne stanno costruendo parecchie per ulteriori 12.000 megawatt, tra le quali
quella di Sannazzaro dei Burgundi che fra qualche mese produrrà ben 1200
megawatt), ma va ricercato, dicono alcuni tecnici, nella carenza delle infrastrutture
e della rete o, diciamo noi, nella liberalizzazione del settore
- La corsa alla liberalizzazione e alla privatizzazione in quattro anni ha dato
pessimi frutti, ad esempio le tariffe sono salite del 30 %
(ma non ci raccontavano che la concorrenza avrebbe favorito i consumatori?)
e l’energia scarseggia.
- L’Inghilterra ha rovinato la sua rete ferroviaria con le privatizzazioni
caotiche; la California resta continuamente al buio per la concorrenza fra fornitori
di energia e noi rinunciamo a un controllo unico, responsabile e statale - nell’interesse
della comunità e non del profitto aziendale di beni importanti come l’acqua,
l’energia, la sanità, la scuola, i trasporti seguendo il vessillo
ipnotizzante, la parola d’ordine, PRIVATIZZARE.
- Un cenno all’informazione televisiva. Durante tutto il giorno sulle
reti televisive nazionali ho visto solo gente fare a gara a gridare più
forte che in Italia mancano le centrali (anche quelle nucleari), con lunghi
intermezzi sui surgelati andati a male. Nessuno ha menzionato la gestione della
rete. Come al solito molti slogan e tanta confusione per il telespettatore medio.
Veramente penosa poi la trasmissione di Raiuno alle 22:15, dove le dichiarazioni
del presidente di GRTN, che attribuiva tutta la responsabilità del disastro
alla nostra dipendenza energetica dall'estero, non sono state né supportate
né contestate da alcun tecnico del settore o persona informata sui fatti.
- Quanto accaduto dimostra ulteriormente, che la questione energetica in Italia
deve essere affrontata con serietà, onestà e il coinvolgimento
dei cittadini; non può essere strumentalizzata per rilanciare periodicamente
"l'affare" delle centrali; non può essere affrontata escludendo
quei soggetti (comitati, gruppi, cittadini attivi..) che operano nella concretezza
delle politiche nei loro territori; non può essere considerata eludendo
la questione del risparmio energetico e dell'uso delle energie rinnovabili.
- Le gravi lacune nell’attuale assetto di liberalizzazione hanno reso
irrazionale il governo energetico dal momento che non è stata data una
definizione legale di pubblica utilità e di livello di rischio accettabile
nell’assicurare la fornitura. L´onere della continuità, prima
interamente in capo al monopolista Enel, oggi, in presenza di una pluralità
di soggetti è stato semplicemente cassato e i singoli operatori, compreso
l´Enel, privi di una visione di insieme, ritengono non remunerativo lasciare
in funzione centrali per far fronte alle emergenze. Figurarsi poi di notte,
con tariffe più basse e con livelli di produzione più che dimezzati.
I diversi soggetti operano in modo disconnesso e il gestore della rete - organismo
distinto dai produttori - non considera suo compito farsi carico della continuità
dell’offerta , le imprese ragionano esclusivamente in termini
di redditività, il ministero delle attività produttive
ha curato essenzialmente la privatizzazione dell’Enel. In queste condizioni,
al di là dei facili ottimismi, era ineluttabile che, al primo incidente
di percorso, gli effetti sarebbero stati devastanti.
Tutto ciò dimostra, senza ombra di dubbio, CHE IL BLACK-OUT NON CAPITA
PER MANCANZA DI GRANDI CENTRALI DI BASE MA A CAUSA DELL'INCAPACITA' DI GOVERNO
DEL MERCATO ELETTRICO
PRIVATIZZATO!
In Italia come negli Stati Uniti d'America.