1 settembre 2003
A SAN MICHELE PRESSO ALESSANDRIA
La nuova centrale termoelettrica Ansaldo
Lino Balza e Giulio Armano ci informano su quanto sta avvenendo ad Alessandria
in merito alla centrale Ansaldo da 800 megawatt che da Cascinagrossa-Spinetta
ora è emigrata a San Michele.
È un susseguirsi di riunioni, l’ultima delle quali organizzata
da un Comitato di opposizione locale, mentre quella precedente riguardava le
associazioni ambientaliste.
I tempi sono assai stretti poiché il nove settembre avrà luogo
un incontro a Roma per assumere decisioni in merito a questa centrale. Parteciperanno
i comuni coinvolti sia per la centrale che per l’elettrodotto di 32 chilometri.
Per ora un solo Comune si è espresso con chiarezza tramite un Consiglio
comunale apposito che ha visto l’unanimità sul NO all’elettrodotto.
Ci riferiamo al Comune di Castelnuovo Scrivia.
Ovviamente le associazioni ambientaliste e agricole, con corposi documenti separati
e Osservazioni inviate nei tempi prescritti, hanno dichiarato la loro opposizione
con motivazioni che abbiamo già tante volte indicato nei mesi scorsi
(vedi sito “www.comitatiscrivia.it” sotto la voce “centrali”.
Il prossimo appuntamento è per venerdì 5 settembre, ore
21, a San Michele, nel Bocciodromo gentilmente concesso dalla Parrocchia. E’
stato convocato da Legambiente, WWF, Italia Nostra, Pro natura, Medicina democratica
e Associazione comitati Fraschetta. Chi può faccia di tutto per partecipare!.
Nel volantino si ricorda sinteticamente che una centrale da 800 megawatt produce
un inquinamento di ossidi di carbonio e azoto e di aumento di temperatura pari
a quello di una città di 300.000 abitanti.
Aggiungiamo che una delle tre centrali previste nell’Oltrepò, quella
di Sannazzaro, a 29 chilometri da Alessandria, ha già avviato la produzione
nel suo primo modulo di 400 mw, colmando abbondantemente il cosiddetto deficit
energetico di almeno due province (Alessandria e Pavia).
Per la prossima estate è previsto il completamento degli altri due moduli
per complessivi 1050 megawatt, diventando così la più grande centrale
d’Italia. Gli effetti, in un raggio di 20-30 chilometri, si sommeranno
ai fumi della Raffineria e saranno notevoli (si pensi solo all’effetto
afa estiva intensificata dai milioni di metri cubi di aria calda - a 50-60 gradi
- emessi dalle ciminiere).
Tra l’altro ricordiamo che due anni fa, per indorare la pillola di Sannazzaro,
ci raccontavano che uno dei tre moduli avrebbe funzionato in parte con gas ottenuti
dal ricupero delle scorie della lavorazione petrolifera. Apparentemente una
buona cosa! In un articolo apparso su “Sole 24 ore” relativo alla
centrale di Sannazzaro si dice che verrà completata con tre moduli che
bruciano metano, poi, . . . eventualmente, si vedrà cosa fare delle scorie
della Raffineria. Per noi nessuna sorpresa, ma qualche poverello di spirito
sarà certamente caduto nell’inganno architettato da gente in malafede.