1 settembre 2003
LA CENTRALE, LA ASM E LA GIUNTA
DI VOGHERA A FINE AGOSTO
Nel mese di agosto la questione centrale di Torremenapace (80% a una ditta
belga e 20% alla ASM di Voghera) ha avuto sviluppi tumultuosi provocando una
vera e propria crisi amministrativa (così la definisce “La Provincia
pavese”).
Il tutto iniziò nel maggio del 2002 con la “Marcia per la salute”:
duemila persone che da Castelnuovo raggiunsero piazza del Duomo a Voghera per
protestare contro le tre centrali dell’Oltrepò e contro lo smaltitore
di Casei. Il sindaco di Voghera non volle ricevere la nostra delegazione e ci
rifiutò l’utilizzo di tutta la piazza, i cui tombini erano stati
sigillati con strisce di nastro adesivo (?).
Qualche settimana dopo il Consiglio comunale di Voghera approvò con una
maggioranza traversale e con una opposizione inconsueta (tre della maggioranza
forzista, Rifondazione, Udeur, un diessino) l’avvio dei lavori per complessivi
400 miliardi, di cui 80 a carico della ASM.
A fine anno, sollecitati dal presidente dell’associazione Oltrepò
Graziella Zelaschi e affiancati da Sergio Vitellini, le associazioni ambientaliste,
le associazioni agricole, alcuni privati e i Comuni di Corana e Silvano, presentarono
ricorso al TAR LOMBARDIA; ma intanto i lavori procedevano ricoprendo tutta l’area
(terreni agricoli di prima qualità) con strati di ghiaia e di cemento
e con le prime strutture in ferro.
Non ci speravamo, ma avvenne che il TAR Lombardia ci diede ragione e sospese
ogni autorizzazione per la centrale con una motivazione corposa e approfondita.
Il Comune di Voghera ricorse al Consiglio di Stato il quale “sospese la
sospensiva” in attesa di una decisione definitiva che verrà presa,
pare, verso novembre,
Dichiarazioni trionfali del sindaco Torriani e del signor Gasparini presidente
della ASM, ma subito dopo ecco il patatrac.
Il direttore dell’ASM, Lazzati, relaziona al Consiglio comunale che la
ASM ha un sacco di problemi e che la compartecipazione alla centrale - con i
soci belgi piuttosto diffidenti, con una presidenza che giudica non consona,
con un sindaco che si muove in modo quasi da favorire i soci e non tanto l’ASM
– potrebbe dare il via a una crisi irreversibile all’interno di
questa azienda comunale.
Alcuni sostengono Lazzati, altri lo criticano;
l’assessore Bassanese che aveva avuto parole di stima per Lazzati, viene
dimissionato dal sindaco;
Gasparini attacca Lazzati il quale si dimette;
reazione da parte di ex-patrocinatori di questa Amministrazione Vogherese, quali
Azzaretti e Fiori;
repliche e controrepliche;
Gasparini annuncia di dimettersi da presidente della ASM ma non l’ha ancora
fatto; tre consiglieri della maggioranza, appartenenti a Forza Italia, annunciano
di non essere più in sintonia con il sindaco e così fanno tre
altri consiglieri e un assessore; dalla minoranza alcuni si offrono, nel santo
nome della centrale termica e con vessillo una ciminiera, di fare da stampella
alla maggioranza;
viene fuori l’idea di creare una nuova maggioranza costituita da tutti
coloro che vogliono a tutti i costi la centrale e una minoranza con quelli che
si oppongono o non approvano i metodi adottati dal sindaco il che equivarrebbe
a un incredibile pastrocchio in cui, a parte Rifondazione e Udeur, tutti i partiti
si spaccherebbero in due.
Ci fermiamo qui, ma probabilmente nel frattempo è successo qualcos’altro
poiché ogni giorno c’è una novità.
Un solo breve e certamente non esaustivo commento alla vicenda: Ma non sarebbe
stato meglio per l’Amministrazione di Voghera, dopo la marcia dei duemila
e la petizione firmata da quattromila persone, accogliere le nostre richieste
di incontro e confronto, anziché assumere atteggiamenti arroganti e definirci
come dei fautori del ritorno alla preistoria, nemici del progresso e dello sviluppo
economico e dei prezzolati dalla Edison poiché, secondo loro, ci opponevamo
alla centrale di Voghera per favorire la costruzione di quella di Casei ?
Ogni altro commento ci pare superfluo.