Comunicato inviato il 16 luglio ai giornali con preghiera di pubblicazione. Da questo testo è stato ricavato un manifesto che verrà affisso da lunedì 21 luglio
CENTRALI E SMALTITORE
ANCORA AL PUNTO DI PARTENZA
Alla fine del 2001 sorgeva un Comitato di cittadini di Casei, Pontecurone, Castelnuovo,
Molino, Alzano, Cornale, Voghera, Tortona, ecc che, tramite assemblee, raccolte
di firme, documenti, articoli e la grandiosa MARCIA PER LA SALUTE del 18 maggio
2002 ha denunciato una situazione intollerabile, ossia
il tentativo di trasformare i nostri paesi in TERRA BRUCIATA e di sacrificare
una zona ristrettissima all’industria delle centrali e degli smaltitori
di rifiuti. Il che equivale a distruggere le attività agricole, a rendere
difficile la vita in quest’area e a far crollare il valore di case e terreni.
Nonostante l’immenso lavoro svolto, i molti impegni assunti da politici locali, provinciali, regionali e nazionali, e qualche piccolo risultato positivo (il ricorso del Piemonte contro lo smaltitore, le migliaia di adesioni, il blocco attuale della centrale di Voghera accogliendo il nostro ricorso al TAR Lombardia), praticamente siamo al punto di partenza, anzi peggio poiché ora i nostri avversari hanno in mano la carta strumentale del black-out.
Sannazzaro è quasi finita, Voghera è a metà, Casei è stata approvata pochi giorni fa, l’Ansaldo sta tornando alla carica: totale di 3.200 megawatt, esattamente quanto dicono basterebbe all’Italia per uscire da ogni eventuale rischio di carenza energetica, e tutto sulla nostra testa.
3200 Mw equivalgono a un inquinamento da ossidi d’azoto (6816 tonn./anno) e di carbonio (5420 tonn./anno), pari a quello prodotto da una città di due milioni di abitanti. Verranno utilizzati mezzo milione di metri cubi di metano all’ora, unitamente a 6 milioni di m3 di aria poi espulsa con forza dalle ciminiere, a temperature elevate, sino a 400 metri di altezza. Consumeranno enormi quantitativi di acqua. Il microclima ovviamente subirà un aumento di calore, di umidità e di presenza di nebbie acide. Ben tre saranno i nuovi elettrodotti a 380.000 v. che avvilupperanno la Bassa Valle Scrivia.
La Regione Lombardia ha deliberato che sei nuove centrali le bastano e avanzano, quattro sono già approvate, una a Mantova e le altre tre ce le hanno accumulate addosso. Nel contempo ha deciso che non ne faranno altre qui da noi poiché nella zona “di alto pregio ambientale e che già deve sopportare un degrado eccessivo per la presenza di industrie a rischio, autostrade, inceneritori, un’altra fonte di inquinamento potrebbe essere insostenibile”. Troppo Buoni!
Per quanto riguarda lo smaltitore di 40.000 tonn. di reflui speciali e pericolosi, dopo la citazione a giudizio da parte della Solchem nei confronti del Comitato e di quattro suoi rappresentanti, e dopo otto mesi di silenzio, pare che a fine mese gli attori della vicenda si ritrovino a Pavia per discutere la bozza del protocollo d’intesa che darebbe il via allo smaltimento.
Rivolgiamo un appello alla Provincia di Alessandria e ai sindaci di Tortona,
Castelnuovo, Guazzora, Casei, Corana, Silvano, Cornale, Alzano, Molino, Isola,
Pontecurone, Alluvioni-Grava, i quali, nel corso del 2002 in vari documenti,
avevano preso posizione contro l’accumulo di centrali e lo smaltimento
reflui per conto terzi, affinché diano seguito all’impegno, assunto
lo scorso anno, “in caso di decisioni confermative, di prendere posizione
in altre sedi giurisdizionali e non, oltre che di fronte ad altri organi costituzionali”.
Inoltre vorremmo ricordare che in un loro comunicato del 12 ottobre 2002 i sindaci
rimarcavano che il ministro Matteoli aveva promesso loro la Valutazione Ambientale
Strategica per lo smaltitore e che il sottosegretario Valducci aveva assicurato
che "la centrale di Casei non si farà mai”. Tali
impegni governativi sono stati disattesi.
Il Comitato ribadisce le sue proposte:
- SI a una sola centrale e allo smaltimento dei reflui prodotti all’interno
della Solchem;
- NO per tutto il resto, ABBIAMO GIÀ DATO !
17 luglio 2003
Il Comitato intercomunale