27 giugno 2003
IL TAR DELLA LOMBARDIA
DICE NO
ALLA CENTRALE DI VOGHERA
Proprio non ci speravamo più.
- Dopo la manifestazione "In marcia per la salute" del 18 maggio 2003
che aveva visto la partecipazione di duemila persone, partite da Castelnuovo
Scrivia, recatesi a Voghera per protestare contro l'ammassamento di ben 2350
megawatt di produzione elettrica concentrata in un'area di sette chilometri
di raggio
- Dopo la raccolta di 4000 firme di vogheresi contrari alle tre centrali di
Sannazzaro, di Casei e di Voghera (e in particolare di quest'ultima)
- Dopo la presentazione, nell'ottobre scorso, al Tar lombardo di una richiesta
di annullamento della delibera comunale di Voghera che autorizzava l'avvio dei
lavori a Torremenapace, frazione di Voghera, ricorso presentato dall'Associazione
"Orizzonte Oltrepò", dalle tre associazioni agricole pavesi,
da Legambiente e Italia Nostra, dai Comuni di Corana e Silvano Pietra, dal Consiglio
di quartiere Nord-ovest Voghera e da alcuni cittadini
Finalmente ecco arrivare mercoledì 25 giugno l'esito:
Il TAR accoglie tutti i ricorsi anticentrale, ad eccezione di quello del Consiglio
di quartiere e ne motiva l'approvazione con una relazione documentatissima di
oltre quaranta pagine.
In sintesi il TAR ha sottolineato l'inadeguata valutazione di alcuni aspetti
di natura ambientale, la mancata valutazione dell'impatto su terreni agricoli
di pregio e rimarca il mancato coinvolgimento dei comuni confinanti di Corana
e di Silvano nei momenti decisionali di autorizzazione dell'impianto.
Graziella Zelaschi, presidente della Associazione "Orizzonti Oltrepò"
ha dichiarato:
"Valuto positivamente la decisione del TAR. Un blocco dei lavori permetterà
a tutti i soggetti promotori della protesta di ottenere una pianificazione mirata
che tenga conto della realtà del territorio. I promotori del ricorso
si riuniranno al più presto per decidere come muoversi e anzitutto per
chiedere l'immediata sospensione di lavori che stravolgono l'identità
di un territorio ricco di acqua e prevalentemente agricolo.
Voglio, inoltre, porre in rilievo che questa è una vittoria collettiva,
ossia non solo della Associazione "Orizzonte Oltrepò", ma anche
dei duemila partecipanti alla Marcia per la salute, dei quattromila firmatari
della petizione, del Comitato intercomunale di Castelnuovo-Casei e Pontecurone,
dei Comuni che ci hanno sostenuto, delle associazioni agricole e ambientaliste.
Una vittoria del buon senso e dell'amore per la nostra terra".
Due annotazioni finali:
- Presso il TAR Lombardia è depositato un altro ricorso presentato un
mese dopo, che riguarda l'autorizzazione regionale lombarda al gigantesco
smaltitore (40.000 tonnellate annue di rifiuti speciali e pericolosi)
di Casei, ossia al centro di quell'angolino ristrettissimo, a ridosso della
provincia di Alessandria, ove la Lombardia vorrebbe costruire ben tre delle
sei centrali che ha programmato per complessivi 2350 megawatt, più della
metà dei 4100mw che, secondo Formigoni, occorrono alla regione più
ricca d'Italia.
- La sentenza del TAR va protetta poiché, a parte la ovvia e legalissima
iniziativa, da parte del comune di Voghera, di presentare un controricorso,
esiste il precedente della Vallemme. Qui una sentenza del Consiglio
di Stato aveva dato ragione alla popolazione e ai sostenitori della lotta contro
le alterazioni di una magnifica valle fra Gavi, Carrosio e Voltaggio. Con grande
fatica si è ottenuta la sospensione dei lavori, ma nel giro di un paio
di settimane un decreto, firmato dal Presidente del Consiglio, autorizza, in
barba a ogni sentenza, la riapertura dei cantieri.