Primo giugno 2003
UNA MINACCIA PER IL TORTONESE
IL PIANO ENERGETICO LOMBARDO
Finalmente la Lombardia ha indicato definitivamente quanta energia le serve
per il 2010 e dove possono essere localizzate le centrali: “Il limite
indicativo di potenza termoelettrica che la Regione Lombardia considera di poter
autorizzare è, per le nuove grandi centrali termoelettriche, pari a 1300
megawatt”.
Il dato, a primo acchito, pare realistico e assai lontano dagli 8500 megawatt
di cui parlava la Giunta regionale lombarda due anni fa.
Purtroppo in questo Piano energetico c'è un trucco: la Regione dà
per acquisite le quattro centrali già autorizzate (Sannazzaro, Voghera
e Mantova per 2050 megawatt) e gli 800 megawatt della centrale di Casei Gerola
“già in possesso di VIA regionale”.
Quindi la somma fa 4150 megawatt distribuiti in 6-7 centrali (le domande in
Lombardia erano 24).
Ormai è evidente che si va verso una concentrazione di centrali
(tre su sei e 2400 mw su 4150) nell'area che i Comitati hanno definito Terra
Bruciata, ossia fra Voghera, Casei e Sannazzaro, a far da cappello al Tortonese.
C'è da rimanere esterrefatti di fronte al parto di un Piano così
assurdo e contraddittorio.
Nel Piano, dopo aver analizzato le caratteristiche fisiche, il bilancio energetico,
la pressione ambientale, la prossimità alle utenze e la presenza di linee
di collegamento, si dichiara che nessuna centrale debba essere realizzata nelle
province di Pavia, di Milano, di Mantova e di tutta la fascia alpina.
E allora perché ben tre centrali su sei nel Pavese e
per di più concentrate in un cerchio di 7 chilometri di raggio? A cosa
serve un Piano regionale, che è costato soldi e tempo, se poi a decidere
continuano a essere i privati e il governo centrale?
Provo con una ipotesi: gli effetti di queste tre giganteschi impianti ricadranno
sull'Alessandrino e in particolare sul Tortonese, i cui abitanti sono privi
dell'arma più efficace nei confronti dei governanti lombardi, ossia dell'arma
del voto regionale.
Antonello Brunetti