ottobre 2002
COMUNICATO DEI COMITATI DI OPPOSIZIONE ALLA CENTRALE DI SPINETTA |
| I partecipanti alle varie riunioni tenutesi nel circondario Spinetta - Castelceriolo - Cascinagrossa - Litta e San Giuliano |
PREMESSO |
| che il Ministero all'ambiente ha di recente autorizzato l'installazione delle centrali termoelettriche di Sannazzaro e di Voghera e sta valutando il parere da darsi alla richiesta Edison per Casei Gerola, tutte in territorio pavese ma ai confini con la Provincia di Alessandria |
CONSTATATO |
| che nell'area della Frascheta sono già evidenti gli effetti di aziende ad alto rischio, come attestano i recenti avvenimenti di Spinetta |
PRESO ATTO |
| che nel territorio circostante, soprattutto al confine fra Alessandria e Pavia, già creano notevoli problemi la Raffineria di Sannazzaro, la Oxon di Mezzana e la Auschem di Castellar Guidobono, effetti aggravati dalle servitù e dall'inquinamento derivanti dal passaggio di innumerevoli elettrodotti collegati alla stazione di smistamento di Castelnuovo |
VISTO |
| che la ditta Ansaldo ha presentato nel mese di agosto 2002 un progetto relativo alla creazione di una enorme centrale termoelettrica a due moduli da collocare in un'area fra Castelceriolo - Spinetta e Cascinagrossa e che tale progetto dovrebbe essere discusso nella Conferenza dei servizi a Roma il prossimo 4 ottobre |
TENUTO CONTO |
| che l'inserimento di ben quattro centrali (Sannazzaro da 1060 megawatt, Voghera da 400 megawatt, Casei 800 megawatt e Spinetta da 760 megawatt), contro le quali si sono già schierati tutti i sindaci di quattordici Comuni del Tortonese unitamente alla Provincia di Alessandria, avrebbe un impatto disastroso sia a livello di immagine che di produzione quantitativa e qualitativa su una delle zone più fertili d'Italia e su centinaia di aziende agricole. |
CONSIDERATO |
| - che per un equilibrato sviluppo delle attività produttive, nel
rispetto dell'ambiente, in linea con il trattato di Kioto, non è
auspicabile una indiscriminata realizzazione di centrali termoelettriche; - che la soluzione al deficit energetico in Italia, se di deficit si tratta, non può essere risolto con la costruzione indiscriminata di nuove centrali, bensì ottimizzando i consumi e migliorando i rendimenti delle vecchie centrali; - che appare del tutto assurda l'ipotesi di ben quattro centrali concentrate in un'area di limitate dimensioni con quindi effetti complessivi devastanti su un cerchio di territorio avente un raggio valutabile intorno ai 20 chilometri - che la centrale di Spinetta, tramite una altissima torre a parallelepipedo (100 metri), non solo creerà un impatto visivo orrendo, ma soprattutto emetterà 5 tonnellate al giorno di ossido di azoto (micidiale sulla vegetazione con abbattimento del 30% nella produttività agricola), 4 tonn/al giorno di ossido di carbonio, 30 tonn/ora di vapore acqueo a 90 gradi con effetti vistosi di microclima (le nevicate a cielo sereno, le brinate e nebbie costanti, le piogge acide); - che nella centrale di Spinetta verranno bruciati 120.000 metri cubi di metano all'ora (unitamente a un milione e mezzo di metri cubi di aria) producendo un inquinamento da riscaldamento pari a quello di una città di 300.000 abitanti e un inquinamento generale pari a quello di 100.000 auto in perenne movimento; - che tali forme di inquinamento, unite alle polveri, ai fumi e all'ozono, creeranno situazioni angoscianti, soprattutto per chi ha problemi respiratori, sia nei periodi di nebbia e di pioggia con relativo abbattimento a terra degli inquinanti, sia nei periodi di calura e di afa con totale assenza di vento; - che le centrali elettriche a metano, come afferma l'ing. De Faveri nella relazione allegata al parere negativo di Novi alla centrale ILVA, sono le più soggette a rischio di esplosione, con conseguente "effetto domino" se vi sono nelle vicinanze altri impianti sensibili alle deflagrazioni; - che verranno creati nuovi elettrodotti a 380.000 volt; |
CHIEDONO |
| - che progetti di tale importanza vengano discussi preliminarmente con
le popolazioni coinvolte e quindi Comuni e Provincia organizzino assemblee
pubbliche nelle zone interessate; - che venga reso noto se il Piano regionale dell''energia preveda questa proliferazione di centrali; - che si provveda ad una Valutazione di Impatto Ambientale complessiva (ossia di quattro centrali per un totale di 2980 megawatt) - che venga effettuato uno studio approfondito delle reali necessità energetiche e sulle modalità e criteri di intervento per sopperire ad un eventuale fabbisogno; - che venga effettuato uno studio complessivo per valutare le criticità ambientali della zona e le conseguenze sulle attività agricole tenendo conto della sovrapposizione degli effetti complessivi delle quattro centrali con quelli già presenti nel territorio; - che vengano coinvolti nelle decisioni anche i Comuni limitrofi poichè le componenti inquinanti non sono confinabili in termini amministrativi; - che venga nel frattempo bloccato l'iter procedurale della centrale di Spinetta e di conseguenza annullata la riunione del 4 ottobre a Roma; - al Governo di introdurre una norma che stabilisca una distanza minima tra centrali di potenza superiore ai 300 megawatt, distanza che indichiamo in almeno 40 chilometri; - ai sindaci, ai consiglieri provinciali e regionali, ai parlamentari eletti nel nostro territorio una costante attenzione per i problemi dell'ambiente gravemente minacciato da una serie di provvedimenti di grave impatto ecologico, sviluppando la difesa a favore della salute delle nostre popolazioni. |