20 settembre 2002
IL "GRUPPO AMBIENTE" DI CASTELNUOVO SCRIVIA DICE NO
AL NUOVO ELETTRODOTTO PROVENIENTE DA SPINETTA


Nel corso della riunione di martedì 17 settembre il Gruppo ambiente castelnovese ha approvato il seguente documento
A fine agosto Antonello Brunetti, uno degli animatori del Comitato che si oppone alle tre centrali pavesi, scriveva: " Mentre a Voghera le ruspe hanno iniziato a smuovere i terreni nella fertilissima piana di Torremenapace e la Procura indaga su eventuali loschi affari connessi con l'acquisizione delle aree per la centrale da 400 megawatt, la costruzione della gigantesca centrale di Sannazzaro (1020 megawatt) sta proseguendo a margine della Raffineria. Sarebbe buona cosa per gli abitanti di quelle zone andarsi a leggere quanto ha scritto l'ing. De Faveri (relazione critica nei confronti della centrale di Novi, bocciata dal Comune) sui rischi, decisamente sottovalutati, di esplosioni nelle centrali a metano e sull'"effetto domino" nell'eventualità di vicinanza ad impianti pericolosi.
Questa riflessione ci richiama alla mente la situazione di Spinetta Marengo, una delle zone più sorvegliate dal Centro della protezione civile per i molti impianti a rischio già esistenti; pare che sia imminente l'avvio di una nuova centrale identica a quella di Casei Gerola, ossia da 800 megawatt".


IL 4 OTTOBRE SI DECIDE PER SPINETTA
Aveva visto giusto; infatti in questi giorni è giunto a una ventina di Enti l'avviso di convocazione a Roma per il 4 ottobre, data di avvio della Conferenza dei servizi per l'approvazione di una centrale termoelettrica Ansaldo (a due moduli per complessivi 760 megawatt) da collocare al centro del triangolo Spinetta-Cascina Grossa-Castelceriolo.
Abbiamo chiarito ripetutamente, nei documenti da noi prodotti in questi diciotto mesi di battaglia contro l'ipotesi di ben cinque centrali (Sannazzaro, Voghera, Casei, Novi, Spinetta) su un territorio assai ristretto, quali sono le conseguenze di questi impianti e non è quindi il caso di ripeterci.
La centrale di Spinetta, visti gli elaborati, corrisponde esattamente a quella di Casei Gerola, con due differenze sostanziali: un elettrodotto a 380.000v. lungo 20 chilometri e una torre di raffreddamento alta anch'essa 100 metri ma assai più grande e con una strana forma a parallelepipedo.
Quindi un inquinamento pari a quello prodotto da 100.000 auto in circolazione permanente, 150 tonnellate di ossido di azoto in più al mese, cento tonnellate di ossido di carbonio, più fumi, polveri, ozono, e gigantesche masse di aria caldo-umida (ogni ora 1.500.000 metri cubi di aria e 35 tonnellate-ora di vapore acqueo a 90 gradi), ecc. ecc.
In questo intervento vorremmo, però, aggiungere una nota che non deve suonare campanilistica, ma semplice esemplificazione della totale mancanza di visione generale delle linee di sviluppo.
In tutta quest'ottica di impianti programmati e gestiti da privati emerge la più totale indifferenza per l'enorme sacrificio che viene chiesto a Castelnuovo Scrivia, sede -ahimè per il nostro paese!- della più importante stazione di smistamento elettrico dell'Italia nord-occidentale. E' decisamente la zona con la più alta densità di linee elettriche di grande potenza, la capitale dell'elettromagnetismo. Ben otto elettrodotti a 132.000v. giungono e ripartono da Castelnuovo, tre quelli a 380.000v. (da Rondissone con l'energia nucleare francese, verso Baggio ad alimentare la Lombardia, verso Vignole Borbera per Genova)
La stessa relazione della Ansaldo afferma, riferendosi agli elettrodotti diretti verso Castelnuovo, "una situazione già così critica per la popolazione residente...", ma poi conclude che non ci sono linee "ridondanti" (?) e quindi esclude la possibilità di "alleggerire la situazione esistente nel territorio di cui fa parte la sottostazione Enel".
Tutt'attorno a Castelnuovo Scrivia sono previste ben quattro centrali termoelettriche (Voghera a 6 chilometri, Casei a 4 km., Sannazzaro a 14 km. e Spinetta a 19 km.). Questo accerchiamento, che porterà inevitabilmente alla distruzione della economia agricola della Bassa Valle Scrivia e della vivibilità in questa zona, comporta anche il trasporto di corrente a Castelnuovo.
Casei verrebbe collegata con un elettrodotto di 4 chilometri, Spinetta con una linea di 20 chilometri, e Voghera e Sannazzaro con il rafforzamento della linea esistente. Veramente queste due ultime centrali dovrebbero inserirsi sulle linee attuali; ma se si va ad esaminare attentamente l'approvazione governativa si potrà leggere quanto segue.: "l'elettrodotto Baggio-Castelnuovo a 380 kv. è inadeguato ad accogliere l'intera potenza degli impianti (lombardi) a progetto e si rende necessaria la costruzione di una nuova linea".
Di conseguenza le linee a 380.000 v. da tre diverrebbero sei, con il che nessuno toglierebbe più Castelnuovo (grazie alle linee elettriche, alle centrali, alla stazione di smistamente e alle tante antenne per la telefonia mobile) dall'elenco dei Guinness dei primati quale Comune più elettrico ed elettromagnetizzato della Terra.
E' vero che dall'aprile di quest'anno il nostro Governo ha dichiarato che la soglia massima di 0,2 microtesla (ma da noi sotto i cavi della 380.000 già avevamo, come dichiara la stessa Edison, una media di 10 microtesla, ossia quaranta volte più del consentito) era ridicola e perciò per legge ha stabilito che l'elettromagnetismo fa bene.
La grana è che qualcuno sospetta che questa legge sia sbagliata e sta aspettando la controprova chiedendo a noi castelnovesi come stiamo di salute ...