Da Castelnuovo Scrivia a Voghera
In duemila contro le centrali e lo smaltitore
Marcia gioiosa, colorita e "piena di energia"


Una volta tanto gli agricoltori si auguravano che non piovesse, in perfetta sintonia con gli organizzatori della marcia che, partendo da Castelnuovo, doveva raggiungere Casei e Voghera per portarvi la protesta contro le tre centrali di Sannazzaro, di Torremenapace, di Casei e lo smaltitore di rifiuti liquidi pericolosi di Casei. Le previsioni davano pioggia, vento e temporali e in effetti tutt'attorno al Tortonese e a Voghera è piovuto, mentre la marcia è stata accompagnata da un cielo imbronciato ma non piagnucoloso e da una leggera brezza che spingeva da tergo i ciclisti, che, non per nulla, sono arrivati con mezz'ora di anticipo a Voghera.
Tutto è andato bene: il tempo, la partecipazione, l'organizzazione, la manifestazione finale; tanto che alla fine il responsabile della Digos ha voluto complimentarsi con gli organizzatori che hanno smentito le voci volutamente e perfidamente messe in giro. Una marcia tranquilla, festosa, studiata in ogni suo momento al punto tale che le forze dell'ordine schierate lungo il percorso (un po' troppe, a detta di chi sfilava) non hanno neppure dovuto occuparsi del traffico.
A Voghera erano state fatte circolare voci secondo le quali "erano partite dalla Germania (?) schiere di blak block", o come diavolo si chiamano, per venire a radere al suolo Voghera e che Radio popolare invitava i milanesi a calare in blocco sulla val Staffora. Possono sembrare scemenzuole, ma certamente "tirava una brutta aria a Voghera" ( sarà per questo che il sindaco fa applicare le targhe alterne alla domenica!). L'Amministrazione aveva concesso solo una piccola parte della piazza Duomo con la motivazione di una mostra fotografica delle suore benedettine sotto i portici del Municipio, divieto per i trattori di entrare in piazza, lagnanze per il fatto che la marcia si concludesse a Voghera indicando come sede più opportuna la centrale di Ferrera Erbognone, dimostrando in tal modo di considerare gli organizzatori come l'esempio vivente della stupidità (una manifestazione deve puntare ovviamente al massimo impatto e riscontro con l'opinione pubblica). Varie le dichiarazioni politiche del genere: "Ma cosa vogliono 'sti Comitati! Ci pensiamo noi politici a controllare tutto!", per nulla sfiorati dal dubbio che tali affermazioni sono foriere solo di pernacchie istintive. Risulta evidente che gli amministratori vogheresi non hanno capito assolutamente che la gente non si fida di chi lascia il campo aperto a speculazioni sui terreni e non si rende conto che il problema non è costituito tanto dalla singola azienda a rischio da mettere sotto controllo, bensì dall'ammasso di impianti enormi concentrati in un piccolo territorio.
LA MARCIA
Raduno a Castelnuovo Scrivia per le ore 14,30. Sono 60 i trattori schierati in piazza, bardati di cartelli e palloncini variopinti legati agli specchietti retrovisori. Trecento circa i ciclisti con tanto di palloncini con le scritte NO alle centrali e No allo smaltitore! pettorina gialla e cappellini bianchi tutti con scritte. Al collo una mascherina bianca che all'ingresso di Casei e di Voghera verra collocata dinanzi alla bocca a rappresentare il popolo inquinato. In coda le auto. Quindi un avvio con 600 persone.
Un bel colpo d'occhio sulla tortuosa strada Castelnuovo-Casei al serpentone di bici e trattori che è già lungo un chilometro.
A Casei breve sosta per consentire alla delegazione dei marciatori di consegnare il documento contenente le cause e le richieste di questa manifestazione. Delegazione che viene ricevuta dal sindaco Cucinotta e dal vicesindaco Stella. Intanto si aggregano altri trattori provenienti da Pontecurone e da Silvano , capeggiati dal sindaco di questo Comune.
Uscendo da Casei la fila si allunga, e, giunta in piazza Meardi in Voghera, ingloba le centinaia di persone che attendono accanto alle due carrozze che apriranno il corteo e al camion contenente palloncini, striscioni, cartelli, mascherine e cappellini. Qui è facile contare i partecipanti: 140 trattori e complessivamente 2000 persone.
Clima festoso, tutti in silenzio con le mascherine sul volto, poi solenne fischiata, slogan diffusi dagli altoparlanti, un baccano d'inferno che richiama alle finestre i vogheresi che sono apparsi nel complesso un po' sorpresi "perchè non sapevamo" o per l'aria festaiola della manifestazione.
Insieme agli striscioni che aprivano il corteo "Marcia per la salute" e "No alle centrali No allo smaltitore", si scorgevano anche scritte della Legambiente di Voghera, dei Socialforum di Tortona e di Novi, del Comitato novese-arquatese che si oppone al progetto di Supertreno Milano-Genova.
In via Cavour pausa per consentire ai trattori di parcheggiare nella piazza castello e poi tutti in piazza Duomo.
IN PIAZZA DUOMO
Qui era stato allestito un palco con carri agricoli, tapezzato di palloncini, di scritte, di bandiere delle associazioni agricole pavesi e alessandrine della Coldiretti, dell'Unione agricoltori e della C.I.A. Da mezzoretta una orchestrina castelnovese suonava brani popolari fra il borbottio di alcuni vigili che si lamentavano per il disturbo arrecato al resto della piazza (per tre quarti chiusa ai manifestanti e completamente deserta). Sotto alcuni gazebo venivano offerte patatine fritte, confezioni di patate castelnovesi e macedonie di frutta e di fragole di Volpedo: a quanto pare i "massacratori tedeschi" si erano addormentati in treno e stavano svanendo nel dedalo ferroviario italiano!
Giunto il corteo in piazza, una delegazione si è recata in Municipio, ma il sindaco Torriani (forse ancora risentito per aver scelto come meta Voghera anzichè il bel mezzo di una risaia della Lomellina) non si è fatto trovare e ci si è dovuti accontentare di consegnare il documento a un suo delegato, certo Gino Fronti.
Sul palco si susseguivano la lettura del documento consegnato alle Amministrazioni di Casei, Sannazzaro e Voghera, gli interventi di Giuseppe Stella per i Comitati, di Graziella Zelaschi per "Orizzonte Oltrepo", dei tre presidenti delle organizzazioni agricole della Provincia di Alessandria. Infine, una ragazza di 18 anni, Marta Santafede, studentessa castelnovese, ha rivolto ai signori "delle stanze dei bottoni" un suo appello, a nome delle giovani generazioni, affinchè riflettano bene su ciò che stanno per decidere.
Un forte applauso , accompagnato dalla liberazione di un grappolo di palloncini, accoglie questo appello e chiude la manifestazione. Sono le ore 18, si è soddisfatti dell'ottima riuscita dell'iniziativa, si assaggiano i prodotti offerti, si mette in tasca l'ennesimo volantino che ti viene offerto e, visto che il tempo minaccia, ci si avvia verso casa con folti gruppi di ciclisti protetti -davanti e dietro- dai trattori.
Qualcuno il giorno dopo (c'è sempre qualche cretino in libera uscita) ha sentenziato "Eravate troppo pochi, dovevate essere almeno 10.000" (naturalmente lui non c'era!), oppure "Erano troppo limitate le vostre richieste", "Dovevate spaventare la gente non offrire dolcetti", "Avete spaventato i sindaci aprendo la partecipazione a tutti", infine "Tanto se vogliono, le fanno lo stesso".
Sarà quel che sarà, il dato di fatto è che ce l'abbiamo fatta -con la massima disponibilità, tolleranza e impegno- a lanciare un messaggio preciso: "Se pensate di fare TERRA BRUCIATA del nostro territorio, ci ritroverete. Ora e sempre resistenza".

18 maggio 2002
"Marcia per la salute"
Si arriva in duemila a Voghera