GRANDE AFFLUENZA ALLA ASSEMBLEA DEI COMITATI
IL 12 MARZO A CASTELNUOVO IN MOLTI CONTRO LE CENTRALI
Sono presenti sindaci e parlamentari. L’intervento di Antonello Brunetti

La sala era colma, fitta la rappresentanza di sindaci della zona (Castelnuovo, Casei, Silvano, Molino, Alzano, Guazzora, Pontecurone e il vicesindaco di Tortona), buona la presenza di politici di area piemontese (Patria, Boldi, Cavallera, Muliere), totalmente assenti quelli lombardi e la Provincia di Alessandria.
La serata è stata condotta dal coordinatore del Comitato, Giuseppe Stella, ed è iniziata con tre relazioni: Giovanni Aldegheri sulle vicende che hanno portato al grosso rischio di infliggere alla nostra zona una mazzata terribile dal punto di vista della vivibilità; Antonello Brunetti sulle caratteristiche delle centrali ; Alice Foco in merito allo smaltitore.
Poi una serie di interventi da parte dei politici, con posizioni di netta solidarietà da parte dei due rappresentanti della Regione Piemonte, l’assessore Cavallera e il consigliere di minoranza Muliere.
Apprezzato pure il discorso dell’on. Patria che ha assunto impegni precisi per contrastare l’eventualità di un forte degrado ambientale della Bassa Valle Scrivia. La senatrice Boldi ha spiegato a che punto è l’iter della legge “sblocca-centrali” che consentirebbe ai privati, in tempi brevissimi e senza alcun potere decisionale da parte dei Comuni, di riempire la nostra zona di gigantesche ciminiere.
Poi ancora gli interventi di Tagliani sindaco di Castelnuovo, di Zampori del sindacato chimici della CISL e di Concaro presidente della Coldiretti. In chiusura la proposta, accolta, di un documento riepilogativo che pubblichiamo qui accanto.
Abbiamo il testo dell’intervento del prof. Antonello Brunetti, di cui riportiamo alcuni passaggi.
“...veniamo al tema della centrale Edison, o meglio delle tre centrali che vengono proposte in un cerchio territoriale avente il diametro di 14 chilometri e a semicerchio intorno alla Bassa Valle Scrivia. Veramente sarebbero cinque in un raggio di 20 chilometri considerando che stanno andando avanti al galoppo anche le procedure per le centrali di Novi-Ilva e Spinetta-Ansaldo.
La proliferazione di centrali nasce dalla privatizzazione della produzione di energia elettrica, dalla legge “sblocca-centrali” e dalla ”legge-obiettivo” , tre autentici attentati alla democrazia, al federalismo e alla partecipazione popolare alle scelte governative.”...”A parte il fatto che la strategia, visti gli accordi di Kioto, sarebbe quella di ridurre gli sprechi energetici, di ottimizzare i consumi e di rendere più pulite e nello stesso tempo più produttive le vecchie centrali”...”qui si punta invece, per un’ovvia logica privatistica a stimolare maggiori consumi. Ed ecco gli attuali 550 progetti di nuove centrali che porterebbero a una produzione spropositata di energia. Di queste, 27 sarebbero già approvate o in fase di disanima avanzata, comprese quelle di Casei, di Sannazzaro e di Voghera, per complessivi 2400 megawatt, ossia un sesto di quanto il Governo richiede in più in Italia, concentrati in un raggio di 7 chilometri!
Usciamo dalle grandi cifre e collochiamo una lente di ingrandimento su questo puntino geografico che si chiama Bassa valle Scrivia -Tortonese, con le sue decine di migliaia di abitanti, con le sue attività collegate con l’agricoltura e con già una serie di grossi problemi dal punto di vista del degrado territoriale. Voglio presentarvi una breve scheda su una di queste centrali, così come emerge da una analisi attenta del progetto, dalle relazioni Schubert (Fisiologia vegetale a Torino), De Faveri (Impiantistica alimentare all’Università di Piacenza) e dalla delibera 27 luglio 2001 della Regione Piemonte.
La centrale di Casei brucerà 135.000 m3 di metano all’ora (equivalente al consumo di una città di 350.000 abitanti, in pieno inverno), unitamente a 1.500.000 m3 di aria. Consumerà acqua nella misura di 92.000 litri h.
Emetterà dalle “ciminiere gemelle”, alte 100 metri, 1704 tonn/anno di NOx (ossido di azoto) (5800 le tre centrali insieme), 1355 t/a di ossido di carbonio (3800 tutte e tre), che andranno a depositarsi tutt’attorno per alcuni chilometri per il 50% dell’anno (durante i periodi assai frequenti di assenza di vento), sui paesi della Bassa Valle Scrivia, su Pontecurone e sul Tortonese per il 30% dell’anno essendo prevalenti da noi i venti provenienti dal quadrante Nord-Est, per il 20% dell’anno verso Nord( Lomellina), verso Ovest( Valenzano) e verso Est(Vogherese).
Va detto che tra le sostanze emesse a 54 km orari sino a 400 metri di altezza, la più pericolosa è l’ossido di azoto che, da solo o trasformato in acido nitrico,attacca la clorofilla e le proteine responsabili della fotosintesi. con sintomi resi visibili dalla clorosi fogliare e dall’aspetto ceroso delle foglie.
Particolarmente sensibili sono alcuni prodotti, quali il fagiolo, il pisello, il pomodoro, l’insalata, la carota, l’erba medica e l’orzo. Se è presente in atmosfera anche anidride solforosa la tossicità raggiunge livelli pericolosi. Per quanto riguarda gli effetti su animali e persone non ci sono dati e ci auguriamo di non dovere essere noi in futuro a fornirli. Sostiene De Faveri che, particolarmente sul territorio di Castelnuovo, ci sarebbe un superamento sistematico dei limiti di legge per l’ossido di carbonio”...” La centrale di Casei produrrebbe dalla terza ciminiera, ossia dalla torre di refrigerazione, 30 tonn./ora di vapore acqueo che, soprattutto d’inverno, provocherà effetti vistosi di microclima, quali le nevicate a cielo sereno e brinate costanti; inoltre, interferendo con i fumi delle ciminiere, formerà dense nebbie acide.
Vi sarà un forte incremento di azoto nel terreno e, per dilavamento, nelle acque superficiali. Il tutto si scaricherà a Scrivia che, nella zona di Molino-Isola, già presenta alti livelli di eutrofizzazione.
Verrà ad intensificarsi la fitta ragnatela di elettrodotti che si dirama dalla potente sottostazione Enel di Castelnuovo. Si parla di due nuove linee a 380.000v., una da Alessandria e l’altra da Casei, quest’ultima interrata, ma non per questo esente da effetti di elettromagnetismo, come conferma la stessa relazione Edison. Per immettere il nuovo carico di 2400 megawatt va rifatto parte dell’elettrodotto Castelnuovo-Baggio e dovrà essere costruita una ulteriore linea a 380.000v. a fianco di quella esistente.
La nostra zona ormai ha perso il gusto dell’oscurità, non esiste più una zona buia; perderà anche quella del silenzio e viene valutato in 25 decibel l’aumento di rumore rispetto alla situazione attuale.”...”Tiriamo le conclusioni :
1°- È legittimo che i privati abbiano lo scopo di produrre profitto, fatto di per sè non condannabile, ma disdicevole se per una pura logica di mercato e per impianti spesso non strettamente necessari a rimetterci sono l’ambiente, la vivibilità di un territorio, le attività agricole, la salute dei cittadini.
2°- Comprendiamo che l’abbondanza di acqua, la vicinanza di metanodotti e di centrali di smistamento attiri la golosità imprenditoriale, ma ben tre centrali in 14 chilometri sono un’assurdità.
3°- Abbiamo chiesto di vedere il Piano energetico della Regione Lombardia e ci è stato detto che non esiste. Ma come? Si procede senza pianificazione e prevale chi arriva per primo? Pare proprio che sia così!
4°- È altrettanto assurdo che un solo Ente locale, in questo caso Casei, venga chiamato ad esprimere un giudizio. E’ irragionevole pensare che per un polo industriale di tali dimensioni, per di più localizzato a 600 metri dal confine regionale, gli impatti ambientali non ricadano anche sul territorio della Regione limitrofa, come se le componenti inquinanti fossero confinabili in termini amministrativi.
5°- Infine, non ci si permetta più di venirci a raccontare che dobbiamo smetterla di fare tanto i difficili, che tanto questa è “terra bruciata”, terra invasa dall’asfalto, dal cemento, dall’inquinamento. Forse sarà vero, ma noi in questa terra che altri consoiderano una pattumiera ci siamo nati, ci siamo cresciuti. Forse non l’abbiamo difesa con la forza necessaria, ma ne conosciamo ogni aspetto e l’amiamo per quello che è, proprio come si fa con una persona cara ammalata: non ne acceleriamo la morte anzi siamo pronti a tutto per farla guarire e rifiorire”.

G.S.