TRE NUOVE CENTRALI TERMOELETTRICHE
E UNO SMALTITORE PER LA BASSA VALLE SCRIVIA
(marzo 2002)
Dalla fine del 2000 un Comitato intercomunale cerca di sensibilizzare le popolazioni
della Bassa Valle Scrivia sui rischi derivanti dagli insediamenti che si vorrebbero
creare a Casei Gerola ( una centrale e uno smaltitore di rifiuti liquidi speciali
e pericolosi corrispondenti ai rifiuti di sei province di Alessandria); a Sannazzaro
(centrale) e Voghera-Torremenapace (centrale). La pressione degli oppositori
su Casei è costante, assai più debole o inesistente quella su
Sannazzaro e Voghera. Una battaglia civile combattuta respingendo ogni forma
di campanilismo e di egoismo del tipo..."se la fanno un po' più
in là a noi va bene".
Una battaglia che, tra le sue motivazioni di base, prende le mosse da tre obiezioni:
1- cosa c'entrano i privati, la cui logica è il proprio tornaconto, con
il futuro del nostro territorio?
2- sulla base di quali dati emerge la necessità di nuove centrali ?
3- va bene la depurazione di propri rifiuti, ma perchè concentrare in
una delle zone agricole più fertili d'Italia una tale massa di reflui
tossici?
TRE CENTRALI IN 20 Km
Mentre si è in attesa della conferenza dei servizi sullo smaltitore di
"reflui speciali e pericolosi" di Casei, che avrà luogo il
20 febbraio, sull'ultimo numero de "L'Espresso" è apparso un
articolo di Luca Piana dedicato al tema LA CORSA ALLE CENTRALI.
In sintesi viene detto che in Italia abbiamo un esubero di energia elettrica
nell'ordine di 20.000 megawatt; però per eliminare l'importazione e ridurre
i rischi occorrerebbe creare centrali per 15.000 megawatt. Sono state presentate
ben 550 richieste per la costruzione di centrali. Le istruttorie realmente in
corso sono soltanto 27, alcune già concluse. Queste 27 centrali, tutte
insieme, hanno una potenza installabile di 15.000 megawatt: se i giochi si chiudessero
ora, in pratica occuperebbero tutto lo spazio di mercato..
A fianco dell'articolo appare un elenco dal quale risulta un fatto incredibile:
fra le 27 centrali pronte al via ci sono tutte e tre le centrali citate all'inizio:
Casei, Voghera e Sannazzaro.
Mentre Lazio, Toscana, Sardegna sono prive di nuove centrali, sei delle 27 andranno
in Lombardia e metà di queste "avremo l'onore" di trovarcele
concentrate in un raggio di 15 chilometri a far da cappello, da aureola al Tortonese.
Un bel furbetto questo governatore della Lombardia così attento all'aria
che si respira a Milano: le centrali le posiziona a ridosso del Piemonte!
Andiamo un attimo a rivedere le caratteristiche di queste tre centrali elettriche
che hanno una potenzialità di 2400 megawatt (760 dei quali a Casei).
Per capirci, la contestatissima centrale nucleare prevista negli anni Ottanta
(la PO 2) era di 2000 megawatt. Qualche dato su quella di Casei :
- brucerà 140.000 metri cubi di metano all'ora (sempre
per un raffronto, il consumo in pieno inverno di un paese di 6000 abitanti come
Castelnuovo è di 2.000 m. cubi di metano) e consumerà un
milione e 500.000 m.cubi di aria all'ora;
- da due gigantesche torri di 7 metri di diametro, alte 100 metri,
verranno espulsi vapori caldi, ossido di carbonio e ozono che andranno a ricadere
sino a 40 chilometri di distanza con ovvie alterazioni sul microclima;
- gli inquinanti, e questi sono sempre dati forniti dall'Edison, ossia dai progettisti,
andranno a depositarsi sulle colture e sugli abitati seguendo
le correnti d'aria prevalenti (da nord-est);
- nel corso di una riunione tenutasi a Molino a fine aprile, i tecnici Edison
documentarono con grafici e diapositive che la ricaduta di inquinanti sarebbe
finita lontano, verso sud-ovest, ossia sul Tortonese;
- considerando le tre centrali nel loro complesso, quindi, la zona coinvolta
va da Sale-Alluvioni, Isola-Guazzora, Molino-Alzano-Castelnuovo, Pontecurone-Tortona.
Non vogliamo assolutamente fare i catastrofisti, tanto non servirebbe a nulla
visto che da un anno il Comitato segnala il grosso rischio di ben tre centrali
sul groppone e ben poco si è mosso.
Non facciamola quindi grossa con la questione dell'effetto serra, con il riscaldamento
progressivo della Terra, con l'aumento di smog, con l'impatto visivo, con l'elettromagnetismo
derivante da ulteriori elettrodotti a 380.000 volt, con l'irriversibile perdita
di ulteriori spazi naturali, con gli immensi danni di immagine per i prodotti
agricoli della zona, con le variazioni climatiche previste in un'area di molti
chilometri di diametro ,soprattutto sulla fascia a sud delle tre centrali. .
Quindi nessun pistolotto finale, ma un invito a tutti a riflettere su quanto
si sta preparando per una terra che era un tempo il paradiso dell'agricoltura
e che ora, come l'hanno definita gli ingegneri dell'Edison, sta per diventare
"brown field" ossia "terra bruciata".
Abbiamo sempre detto che occorre uno sviluppo ecocompatibile e che, nello stesso
tempo, siamo disponibili anche a qualche sacrificio. Qui, però, ci pare
che -con questa concentrazione di centrali termoelettriche, di smaltitori rifiuti,
di elettrodotti - stiano collocando (in territorio lombardo ma a 100 metri dal
Piemonte) una corona di insediamenti a fortissimo impatto, una specie di aureola
alla BassaValle Scrivia, assai simile alla cuffia del condannato alla sedia
elettrica.
Giuseppe Stella e Antonello Brunetti per il "Comitato intercomunale della Bassa Valle Scrivia"