TERZA CORSIA AUTOSTRADA 10 novembre 2002
Assemblea delle associazioni agricole a Castelnuovo
UN'ALTRA EMERGENZA: LE "MITIGAZIONI AMBIENTALI"

Sabato 8 novembre la sala Pessini, luogo d'incontro abituale a Castelnuovo, era colma di agricoltori convocati d'urgenza dalla Coldiretti e dalle altre associazioni agricole per affrontare l'ennesimo attentato all'agricoltura nella Bassa Valle Scrivia.
Non si tratta questa volta di altre centrali, di smaltitori, elettrodotti o altre opere con impatti ambientali devastanti.
Questa volta si tratta di autostrada e mitigazioni ambientali, quindi, a primo acchito, di opere senza problemi alcuni. Da anni ormai tutti sono convinti che occorre una terza corsia sull'autostrada Milano-Genova, anche per eliminare quei lunghi rallentamenti domenicali che ci riempiono di fumi inquinanti ed esasperano chi è sull'autostrada. Tutti sapevano che prima o poi sarebbero arrivati gli espropri per quei m.5,50 su entrambi i lati dell'autostrada e per il rifacimento di tutti i cavalcavia.
Nessuno sapeva, però, cosa fossero le mitigazioni ambientali. Apparentemente una buonissima cosa, ossia alberi e siepi sulle scarpate dei nuovi cavalcavia, all'interno dei caselli, in prossimità dei corsi d'acqua e dello Scrivia e sui molti reliquati, ossia sui pezzi di terra acquisiti dall'autostrada ma non occupati.
E' vero che la Regione Piemonte, in data 6 novembre 2000, aveva chiesto il "potenziamento, anche traversale all'infrastruttura, di siepi planiziali che si addentrino verso il territorio coltivato lungo fossi e strade carrareccie".
La sorpresa è scattata all'inizio di novembre quando sono giunte circa 800 avvisi di esproprio a persone di Corana, Silvano, Casei, Castelnuovo e Tortona che possiedono terreni non adiacenti all'autostrada e quindi in zone non coinvolte nei lavori che dovrebbero partire il prossimo anno.
Durante l'assemblea a Castelnuovo è stata fatta chiarezza. Di recente a Roma, Ministero dell'ambiente, sono state disegnate strisciate, spesso perpendicolari all'autostrada, che se ne allontanano anche per trecento metri e che per una ampiezza di 10 metri dovranno essere alberate e cespugliate.
Ma come? Non si prevede di rimboschire i reliquati e le zone adiacenti l'autostrada e si va a solcare i campi con queste frecce che ostacolano o addirittura impediscono l'accesso ai fondi e li spezzettano ?
Strisciate di 10 metri di larghezza verso i campi equivalgono, considerate le distanze da rispettare nelle piantumazioni, a un filare di alberi a medio fusto, ben poca cosa! E chi si occuperà della gestione di queste barriere ? La Regione aveva chiesto del verde, ad angolo retto con l'autostrada, in corrispondenza di strade che portavano a sottopassi. Qui, invece, ci si infila in mezzo ai campi creando spesso zone intercluse. Ma a che cosa si punta? C'entra qualcosa, come sostiene qualcuno, il vecchio progetto dell'Alta Velocità ?
E' poi evidente che queste mitigazioni sono state tracciate a tavolino poiché in molti casi rasentano il ridicolo. Tre soli esempi per Castelnuovo.
La strada di San Damiano deve essere accompagnata per trecento metri a est e a ovest da una barriera di 10 metri, e la riga tracciata oscura e fa sparire, come un ostacolo indisponente, la chiesa di San Damiano che non solo è stata restaurata di recente con grande impegno, ma che costituisce un bene architettonico e artistico di grande pregio.
Nei pressi del cavalcavia di Viguzzolo viene tracciata una lunghissima barriera che affianca una strada campestre che è scomparsa e ciò mette in rilievo il fatto che i progettisti hanno utilizzato carte che risalgono ad almeno un decennio fa.
Verso Casei è possibile vedere una stradina ancora affiancata dalle antiche siepi di sanguinello, biancospino, prugnolo e rosa canina, accompagnate da salici, noci, querce secolari, olmi. Una lunga serie di vigne e boschetti, forse la zona più verde del territorio allontanandosi dallo Scrivia. Ebbene, un geniaccio romano ha tracciato una rigaccia grigia sul margine di questa strada per espropriare, per una profondità di dieci metri, tutti i campi, rasarli e impiantare, come viene indicato, un frassino, un orniello, una berretta da prete,ecc.
Il presidente della Coldiretti provinciale, Maurizio Concaro, si è impegnato a contrastare questo progetto a cui certamente fa difetto il buonsenso. Molti dei presenti hanno già posto la loro firma sotto la delega di affidare alle associazioni agricole la tutela delle loro attività e l'invito rivolto a coloro che non erano a conoscenza della riunione è quello di recarsi a firmare nelle sedi agricole locali, sia vogheresi che tortonesi.
Concaro ha affrontato un secondo aspetto collegato ai lavori di ampliamento dell'autostrada. Le associazioni agricole non sono d'accordo sull'abbattimento definitivo del cavalcavia che unisce il paese con le regioni agricole Cerro e Bertone, lungo la vecchia strada per Pontecurone. Tale ipotesi è stata ventilata dal Comune, associandola alla costruzione di una tangenziale che toglierebbe dal paese il traffico Tortona-casello di Castelnuovo. Concaro, pur accogliendo la soluzione della tangenziale che libererebbe dal traffico pesante le vie De Gasperi, Marconi ed Einaudi, ritiene che la soppressione di una antica e importante via di accesso ai terreni a sud-est di Castelnuovo non sia nell'interesse degli agricoltori locali.