30 gennaio 2005
RETE AMBIENTALISTA E PARTITI
Una riflessione sul rapporto ambientalismo e partiti che è stato uno dei temi base dell'assemblea della Gambarina per la costituzione della Rete ambientalista alessandrina.
A me va benissimo che un ambientalista svolga una attività fattiva all'interno dei partiti, ad esempio (e mi riferisco alla situazione che conosco meglio) nell'ambito dei Verdi, dei DS di Fulvia Bandoli, di Rifondazione, ecc.
Per quanto riguarda l'azione all'interno dei Comitati sono assolutamente convinto che abbia fatto bene la Rete a proporre la totale autonomia e indipendenza dai partiti, per cui se vuoi far parte della RETE devi entrarci con le tue competenze, capacità, disponibilità di lavoro, ma non con un marchio di partito. Il che non pregiudica affatto collaborazione, adesione a proposte che vengono dai partiti, ma tutto ciò senza etichettature.
Questa breve considerazione nasce anche da una esperienza che ho fatto tre giorni fa in quel di Cilavegna, presso Mortara. Il Comitato locale, che si oppone con un buon livello di preparazione tecnica alla proposta di ben tre piccole centrali termoelettriche sul territorio, mi ha invitato a intervenire
sull'esperienza della Centrale Edison (800 mw) di Casei. Ebbene vi confesso che sono rimasto sbigottito dall'enorme divario di impostazione rispetto alla nostra Rete. Di fronte a circa 400 persone c'è stata una passerella di personaggi che hanno fatto campagna elettorale per se stessi, a cominciare dal candidato per la Regione Lombardia Sarfatti che ha parlato esclusivamente di Formigoni e ha fatto un cenno alle centrali che "trattano rifiuti", evidentemente senza un minimo di documentazione sul tema della serata. Ho chiesto stupito agli altri relatori se consideravano giusta quella passerella di persone che si qualificavano non con Nome e Cognome ma come Segretario del partito tal dei tali. Mi sono sentito come un marziano perchè non ho notato nessuno stupore o reazione: andava benissimo così per tutti.
Viene da sorridere a pensare alle nostre furibonde litigate dello scorso anno sul fatto o meno che ci deve essere autonomia rispetto al momento elettorale fra ambientalismo e le forze politiche che si ricordano (quando se ne ricordano!) poco prima delle elezioni che esistono un sacco di persone che si battono per la difesa del territorio, per la salute di tutti, per una vera qualità della vita, per un reale e decente futuro per chi verrà dopo di noi.
Non so se l'ambiziosissimo progetto della Rete ambientalista avrà modo di concretizzarsi, ma a mio avviso è validissima l'impostazione del rapporto corretto e non prevenuto nei confronti dei partiti che non hanno legami o connivenze con i tanti Attila dell'economia e della politica, ma nello stesso tempo nessun condizionamento nell'azione ecopacifista che ci caratterizza.
Non siamo i lacchè di alcun partito, gli utili idioti rompiscatole dei momenti elettorali, non tiriamo la volata a nessuno.
In conclusione dobbiamo evitare l'atteggiamento prono e scodinzolante che ho visto qualche giorno fa dinanzi a chi si ricorda solo per un paio di mesi, ogni cinque anni, che la realtà ambientale è ben diversa dalle vuote formulette del "progresso umano" e dello "sviluppo sostenibile".
A dimostrazione della mancanza di prevenzioni nei confronti dei partiti, allego a queste brevi note un comunicato "partitico" che considero assai assennato, emesso in quel di Alessandria in merito all'inceneritore-termovalorizzatore fra Novi e Tortona.
24 gennaio 2005
CONVEGNO SUI RIFIUTI: RACCOLTA DIFFERENZIATA
UNA PROPOSTA DA PERCORRERE FINO IN FONDO
Ringraziamo l’assessore Penna per l’interessante iniziativa che ha avuto luogo venerdì 21 gennaio presso l’istituto Volta e che ci ha permesso di approfondire proficuamente attraverso il confronto con realtà, assai più avanzate della nostra, il tema dello smaltimento rifiuti e dell’applicazione della tariffa al posto dell’attuale tassa.
Ci pare che gli elementi presentati consentano di progettare un quadro che veda anche nella nostra provincia l’avvio della raccolta rifiuti con il cosiddetto sistema del porta a porta, unico sistema in grado, insieme all’attivazione della tariffa Puntuale ( vale a dire che premia anche sul piano economico gli utenti che separano i rifiuti) di superare la soglia del 30% di raccolta differenziata. I sistemi illustrati dimostrano che una volta avviato questo metodo può far raggiungere quote di raccolta anche superiori al 70% nel medio periodo, prolungando di molto la vita delle discariche e diminuendo notevolmente il livello di contaminazione delle stesse. Certo l’investimento iniziale può essere considerevole, ma i vantaggi ambientali, occupazionali e di responsabilizzazione dell’utenza ci paiono sensibilmente maggiori rispetto ad altre scelte possibili come d esempio quella dell’incenerimento. Per questo esprimiamo il nostro dissenso ai contributi portati in quella sede dal presidente del Consorzio alessandrino Bocchio e da alcune affermazioni ambigue dell’assessore all’ambiente del comune di Alessandria Bressan, rappresentante di un ente che ha appena dato il via ad un progetto di raccolta differenziata spinta. Bocchio, pur partendo da una condivisibile affermazione sulla valorizzazione della presenza delle società pubbliche nel settore, scivola sulla scelta dell’incenerimento senza neppure attendere i risultati di progetti che stanno per iniziare anche ad Alessandria e senza valutare a fondo alcuni dati fondamentali:
• è vero la raccolta differenziata costa ma non ci risulta che gli impianti di incenerimento costino meno;
• da un punto di vista occupazionale la differenziata spinta è assai più conveniente di qualsiasi inceneritore, ed è un dato che con l’aria che tira in provincia non ci pare da sottovalutare;
• l’inceneritore non è una scatola magica in cui si dissolvono i rifiuti, persistono i problemi di emissione in atmosfera di gas climalteranti, di polveri sottili e ultrasottili che già costringono i nostri centri zona a periodiche sospensioni del traffico veicolare, dei metalli pesanti e delle diossine che, seppure abbattute dai sistemi di depurazione non vengono certo annullate; delle scorie da incenerimento ( in una percentuale ottimistica del 20-30% sul totale della quantità immessa ) che dopo la combustione sono rifiuti tossico nocivi che o necessitano di discariche speciali o di costosissimi processi di inertizzazione.
Da ultimo il quadro di sfondo in cui un nuovo impianto andrebbe collocato. Lo studio dell’università colloca il sito in una zona compresa fra Novi e Tortona, con una certa propensione verso quest’ultima area. E’ una zona che come il resto della Val Padana, risulta fra le più inquinate non solo d’Italia, ma del mondo, si possono al proposito valutare le riprese satellitari dell’Ente Spaziale Europeo, e le percentuali di tumori maligni evidenziate dai rapporti di Legambiente e di Italia Oggi.
Pertanto ci sentiamo di sostenere che l’unica risposta ambientalmente sostenibile, responsabilizzante rispetto ai comportamenti dell’utenza è quella della raccolta differenziata spinta e dell’applicazione della tariffa puntuale, unita a una seria politica di riduzione alla fonte dei rifiuti a iniziare dagli imballaggi, che da soli costituiscono quasi il 40% del totale generale. Oggi esistono tecnologie di compattamento che a loro volta prolungano la vita delle discariche diminuendo al contempo i rischi del percolato. Le discariche, con questo sistema, sono destinate a raccogliere solo la quantità non recuperabile dei rifiuti con percentuali di risparmio energetico assai più alte di qualsiasi termovalorizzazione. Perciò, pur nel rispetto delle posizioni differenti, ci auguriamo che questo convegno non rimanga lettera morta e che si riapra un serio confronto sull’intera questione che soprattutto anche ai nostri amministratori passi questo abbaglio che più che incenerire i rifiuti ci pare bruci le capacità di proposta e di buon senso politico e gestionale.
Eraldo Benvenuti, segr. Prov.le PRC, Pier Luigi Cavalchini, Verdi Alessandria
Edgardo Rossi, Cons.comunale Alessandria