15 gennaio 2005
Schema della Relazione di Laura Gola
“Perché la Rete?”

Occupandosi di conservazione della natura, in particolare di salvaguardia degli habitat e delle specie, ci si rende conto di quanto la situazione ambientale sia drammatica, a livello locale e planetario. Le problematiche ambientali sono sempre più globali, non conoscono frontiere, ogni intervento umano può incidere modificando gli equilibri naturali, la rete della biosfera non ha confini. Uno dei punti fondamentali è l’”analfabetismo ambientale”.
Ciò che presentiamo nell’Assemblea è un’idea di RETE Ambientalista che ci consenta innanzitutto di comunicare, conoscerci, incontrarci e scambiare le nostre esperienze, anche per contrastare i fenomeni di isolamento che spesso caratterizzano le battaglie in campo ambientale. Essere più uniti sui grandi temi per risultare più efficaci.
Nella tutela ambientale è essenziale la fase propositiva, per non trovarsi a difendere e intervenire soltanto nelle emergenze ma, al contrario, divenire interlocutori credibili anche in fase di pianificazione del territorio.
La nostra specie, l’Homo sapiens, è attualmente una forza geofisica, in grado di rivoluzionare gli equilibri naturali. Riducendo la biodiversità, e cioè la diversità della vita in tutte le sue forme, noi stiamo danneggiando in modo irreparabile il nostro benessere, inclusi tutti i “servizi gratuiti” che gli ecosistemi ci offrono, come la regolazione del clima, la rigenerazione
dell’atmosfera, il trattamento dei rifiuti, la produzione di medicinali tramite l’ausilio di sostanze naturali ecc.
Molti ecosistemi hanno perso la capacità di recupero, divenendo così estremamente fragili nei confronti dei “disastri innaturali”, è in corso un progressivo deterioramento della complessa rete ecologica di sicurezza.
Mentre il tasso naturale di estinzione delle specie è valutato in circa una specie per anno per ogni milione, alcune stime riferiscono di un valore attuale di circa 1.000 o addirittura 10.000 volte superiore. Stiamo vivendo la sesta grande estinzione delle specie, in quanto sono stati cinque i periodi di crisi della biodiversità nel corso delle Ere geologiche passate.
Attualmente, però, stiamo vivendo anche una fase di consapevolezza di tutto questo, sempre più si va affermando, tra gli esperti, la convinzione che il PIL (Prodotto Interno Lordo) vada sostituito con indici diversi, che diano una visione realmente globale della situazione economica ma anche ambientale, si parla, ad esempio, di un Indice di Progresso Genuino (IPG) e di Living Planet Index, Indice della Vita sul Pianeta, che, calcolato dal 1970 al
1995, indica una discesa del 30%, attualmente il decremento è addirittura del 3% annuo.
Dal punto di vista legislativo, a livello globale, esistono due importanti convenzioni:
Convenzione di Rio de Janeiro sulla diversità biologica(1992): include la convenzione sul clima, la convenzione contro la desertificazione, l’accordo sulla biodiversità, la dichiarazione sulle foreste e il piano per lo sviluppo sostenibile Agenda 21;
Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (1992):
è la risposta, pensata a livello internazionale, per contrastare e ridurre al minimo gli effetti negativi dei cambiamenti climatici sul nostro pianeta.
La Convenzione ha come obiettivo la stabilizzazione a livello planetario della concentrazione dei gas ad effetto serra che sono le principali sostanze in grado di interferire e alterare il clima globale.
A livello europeo è in fase di costituzione la Rete Natura 2000, i cui pilastri legislativi sono la Direttiva ?Habitat? e la Direttiva ?Uccelli?, per una gestione più razionale e sostenibile del territorio, in particolare i Parchi hanno recepito le indicazioni fondamentali e stiamo lavorando per fare politica anche al di fuori delle Aree Protette per esportare modelli di gestione territoriale.
Laura Gola

”La speranza non consiste nella convinzione che qualcosa andrà bene,
ma nella certezza che qualcosa ha senso, indipendentemente da come poi, di fatto, andrà a finire.”

V. Havel