VITTORIA IN VAL LEMME
Il Tar ci dà ragione e blocca la cava Cementir
Difetto di istruttoria: è questa la motivazione della sentenza con cui il TAR Piemonte ha accolto i ricorsi di Carrosio e Gavi contro il decreto Berlusconi che aveva annullato una sentenza esemplare del Consiglio di Stato (quella che stabiliva la priorità assoluta del bene acqua, in tutte le sue forme, rispetto a cave, opere pubbliche, esigenze imprenditoriali, ecc).
Lo spiega l'avvocato Andrea Ferrari di Alessandria che ha difeso il Comune di Carrosio insieme all'avv. Dal Piaz di Torino, difensore dell'Amministrazione di Gavi: "Il nostro ricorso era incentrato sulla distruzione delle fonti degli acquedotti comunali con l'apertura della cava. Abbiamo citato, come allora la legge36 del 1994, nota come legge Galli, sulla tutela delle fonti, violata in questo caso. È stato messo in rilievo come il decreto Berlusconi comprendesse una istruttoria carente nel permettere l'apertura della cava poiché si basava sui falsi presupposti che le fonti non sarebbero state distrutte. Il TAR ci ha dato ragione".
A questo punto se la Cementir non desiste deve ripartire da zero, ma questa volta con una Valutazione di Impatto ambientale, come alla fine hanno chiesto tutti gli enti, sollecitati anche dal fatto che l'Unione Europea ha aperto una procedura di infrazione contro il Governo italiano proprio per la mancanza del VIA per la cava.
Legambiente, l'associazione che più ha fatto , senza dimenticare il WWF, per la difesa delle fonti della Val Lemme, ha espresso viva soddisfazione per l'esito della vicenda e ha espresso l'auspicio "che tale sentenza che ha premiato una mobilitazione civile e democratica, ponga fine per sempre al progetto di distruzione delle fonti idriche ed ambientali della Val Lemme".