Edoardo Magnone, che non conosco personalmente, ha scritto questa favola dal titolo <La pietra di Rio Acque Striate> in occasione delle battaglie a difesa della Val Lemme. Mi pare giusto inserirla nel nostro sito
La "pietra" di Rio Acque Striate
di Edoardo Magnone
C'era una volta... il limpido Rio Acque Striate in una verde valle chiamata Val Lemme. Non cerchiamo di collocarla in un luogo preciso, pensiamo solo che si trova in una delle tante valli di una delle nostre tante regioni. Potrebbe, a dir la verità, essere posizionata in ogni luogo geografico del nostro cuore o dei nostri ricordi.
Naturalmente questa nostra Valle era situata, come da definizione, lontano dalle caotiche città, lontano dagli autobus affollati in cui non si saluta l'autista, lontano dal caldo fuligginoso che coglie i pochi ciclisti
coraggiosi. Troppe luci in città per cimentarci in paragoni che non reggerebbero il confronto.
Sulla riva sinistra del Rio, "Sinistra idrografica Alta Lemme" come è stato successivamente denominato il Sito di importanza comunitaria del Parco Naturale Capanne di Marcarolo, piena di silenzi e di odori del sottobosco, nascosta agli sguardi indiscreti, c'era una pietra a dir poco speciale.
Davvero speciale.
Per dovere di favola la pietra era, ad una prima occhiata, una come tante altre che si trovano sulla riva dei fiumi: piatta e di notevoli dimensioni. Anzi, per meglio dire, era davvero come tutte le altre! Però, nello stesso tempo, diversa.
La particolarità non era dovuta alla posizione che essa occupava: lato sinistro dopo il terzo albero vicino al tronco abbattuto del temporale. Era lontana da quel centro ideale a cui i viaggiatori tendono e che divide in due la vallata facendoti passare sempre dalla riva opposta.
Pietra piatta dopo il terzo albero. Proprio quella vicino al tronco bruciacchiato.
Ora abbiamo capito dove si trova; all'ombra di alcune piante con l'acqua che la bagna continuamente per metà. Giorno dopo giorno. Anno dopo anno.
Ma ora torniamo alla favola.
Stavamo parlando della singolarità di questa pietra. Un giorno, per una lite tra elfi dell'acqua dovuta, sembra, al contendersi di un cappello di foglie, avvenne un fatto speciale mai riportato da nessuna cronaca nera. L'incantesimo andato male di un elfo poco avvezzo, a dir la verità, ad usare le sue arti magiche ha
dato "coscienza" alla pietra. Si, abbiamo capito bene: coscienza di sé.
Si era resa conto di essere una pietra di fiume. Una piccola singolarità completamente calata in una realtà molto più ampia. In una bellissima valle lei era rifugio per i pesciolini e pedana per assetare gli animali del bosco.
E non ditemi che non è un passo da gigante!
Conoscersi per quello che si è ! Poter urlare alla valle intera: "Io sono una pietra!"
Non stiamo parlando mica di bazzecole. Sfido chiunque a guardarsi dentro e ad urlare alla propria valle: "Io sono un uomo!"
No, non c'è proprio da ridere; sono cose serie di cui andare fieri!
Quante pietre potrebbero dire altrettanto? Effettivamente, se ci pensiamo bene è
quasi da ridere essere concepiti (permettetemi la parola) durante una lite tra elfi dell'acqua; per un cappello di foglie per di più.
Si mormora che il primo vagito della pietra sia stato davvero commovente: animali fermi a respirare l'aria, vento calato di colpo per non disturbare le piante in ascolto, pesci che venivano a guardare attraverso l'acqua limpida, elfi dell'acqua mimetizzati con le loro imbarcazioni fatte di trasparenze e con le loro orecchie tese .... ma non voglio entrare troppo in questi particolari.
Torniamo alle cose che mi stanno a cuore ...presa coscienza di sé e dopo molto pensare, la pietra piatta del Rio Acque Striate si rese conto che la sua natura era fare la "pietra". Cosa vogliamo fare: andare contro natura? La pietra può fare il suo lavoro benissimo come il fiume va verso il mare!
Come è vero il cappello di foglie e come la tavola rotonda degli elfi è piatta; su queste cose non si discute!
Comunque, la pietra era contentissima di servire il Rio, il bosco, i pesciolini e di far felice il suo eventuale e fugace ospite. Quante persone si sono sedute su questa pietra piatta a guardare il fiume scorrere, riposarsi o semplicemente per dormire al sole o perdere il sonno nelle notti di luna piena. Pensiamo a quante volte ha dato ospitalità a persone diverse. Di certo una responsabilità non indifferente.
Il tempo passa.
I pessimi politici di turno passano il turno! Cambiano mestiere e non riescono più a far il gesto del saluto romano.I partigiani escono dai boschi dopo aver combattuto anni in queste valli.
Di quel particolare periodo la pietra si ricorda di uno di loro. Un uomo grande e grosso sempre sul chi vive. Sempre teso ad ascoltare il nemico. Alle volte quest'uomo grande e grosso, con una fotografia in tasca, veniva a piangere su questa pietra piatta. Lontano dai suoi compagni di sventura perché mai si sarebbe fatto vedere triste.
"Boia a chi è triste" diceva davanti al vino. "La peste lo colga, oggi è un grande giorno. Oggi è la Liberazione" diceva alzando il bicchiere.
Ma in realtà era triste. Pensava che la sua donna, la Lupa, non avrebbe potuto vedere il cambiamento del mondo perché era stata uccisa dai fascisti proprio in quelle valli; vicino al fiume. Vicino alla pietra.
La chiamavano decimazione: uno ogni dieci.
Allineate come la sorte solo può fare.
Però la Lupa era veloce a far di calcolo ed era riuscita a cambiare di posto con la donna vicina: la donna di Antonio. Uno, due, tre, quattro, cambio di posto, cinque, sei...Salvò una vita...ma era fatta così...sette,
otto, nove, dieci. Decimazione.
In seguito, Antonio e la sua campagna salvata dalla decimazione ebbero tre marmocchi che ancora oggi vanno a pesca nel rio.
Il tempo passa ancora. E la pietra che fine ha fatto?
Devo dire la verità, la nostra è sempre vicina al lato sinistro del Rio Acque Striate dopo il terzo grande albero; non si è mai mossa. Ha continuato a fare quello per cui è nata: ascoltare l'acqua che passa, dare
riposo ai viaggiatori e rifugio ai pesci.
Oggi i ragazzi vanno al cinematografo con la famiglia e non si tuffano più nel fiume. Ma la nostra pietra piatta continua a fare il suo dovere. Giorno dopo giorno. Stagione calda dopo stagione fredda. Nessuno si cura di lei e lei si cura, nel suo piccolo, di tutti. Pochi si siedono e quei pochi vanno sempre via di fretta.
Quante persone si sono sedute? Quante persone ha incrociato nella sua vita. Alcune indifferenti e maleducate, altre a fumare in pace ed altre ancora con profondi segni nel cuore. Tristi, allegre, contenti, annoiate, indifferenti, solo acqua che passa. Troppe per ricordarle tutte!
Le cose per questa valle non vanno proprio a gonfie vele. Sempre più colore nelle pellicole cinematografiche e sempre più autobus affollati in città.
In questa situazione la nostra pietra non è fortunata perché occupa una posizione troppo periferica rispetto all'innaturale fluire dei gusti cittadini e troppo periferica rispetto all'innaturale fluire dell'economia.
Troppo lontana per raggiungerla perché non abbiamo più tempo per fermarci.
Non si siede quasi più nessuno!
Le poche persone che ancora oggi si fermano sulla pietra piatta sono vecchi elfi e alcuni contadini della
zona. Loro si siedono e guardano.
L'elfo dell'acqua si sfama con tutti i colori che riesce a vedere. Parla con l'acqua che passa sotto la pietra per inviare messaggi agli Elfi del mare che a loro volta risponderanno attraverso le nuvole.
Dimenticavo di dirvi che la pietra, in realtà, ha un'altra particolarità. Ebbene si! E' una pietra piena di virtù!
Dopo aver vissuto tante emozioni riesce a riconoscere le persone con un semplice tocco. Una persona si siede e lei, come per incanto e proprio come nelle migliori favole, riesce a vedere la "trama" della persona.
Se la vita dell' ospite è già alla parola fine, se vive in una commedia o se è lui il maggiordomo assassino, se assomiglia di più al surreale fratello Marx o se è come un triste Capo Geronimo.
Ad esempio, la pietra del Rio Acque Striate si ricorda ancora oggi di una vecchia un po' pazza che veniva a riposarsi tutti i giorni in Val Lemme, la signora Maria.
Un breve tragitto sulle sue grosse gambe per assicurarsi un pomeriggio di colori e calore. Sempre e solo sulla pietra in questione. Una costanza invidiabile!
La pietra si era affezionata alla signora anziana e la trattava incredibilmente bene. Quando la vecchietta si sedeva la materia di cui è fatta la pietra diventava più morbida, più comoda.
Come mai sempre su di lei? Mistero. Sapete come sono fatte le vecchie pazze; sono imprevedibili e alle volte allungano le gambe, oramai grasse, prima di addormentarsi ascoltando il fiume. E sognano di tempi andati quando erano giovani; quando grazie all'altruismo si sposarono con un Antonio.
La pazza, improvvisamente, non si presentò più all'appuntamento pomeridiano e la nostra pietra è rimasta nuovamente sola per moltissimo tempo.
L'acqua limpida scorre. Il tempo passa.
Pensate che proprio pochi giorni fa, una cosa da non credere, si è seduto sulla pietra un uomo. Da quanto tempo che la nostra pietra non riceveva più la visita di alcuno! Forse anni? Quante stagioni?
E l'altro giorno: un colpo!
L'uomo non è magrissimo ma riesce a mascherarlo bene! Un uomo venuto a ridere di questa valle e di questo fiume. Un uomo che ripartirà tra poche ore dall'aeroporto.
E' una questione di pelle ma tra la pietra, con troppa esperienza sulla schiena, e l'uomo, con troppo fondotinta sul viso, è scoccato l'odio.
Quando l'uomo si siede la pietra trattiene il fiato e diventa durissima.
Fredda come una pietra! Una pietra! Quante persone ha visto dal giorno in cui l'Elfo dell'acqua ha sbagliato mira con il suo incantesimo! Mai, però, uno così freddo, duro, insensibile, con un cuore di pietra!
L'uomo non si gode la frescura, il paesaggio, il canto degli uccelli. Con un movimento veloce, perché il tempo è denaro, l'uomo si alza. L'uomo basso deve volare in una grande città a firmare l'inizio dei lavori.
Questa valle non ci sarà più. L'uomo ha deciso: il fiume deve essere cancellato!
La chiamano decimazione: una valle ogni dieci! Un fiume su dieci!
Ieri sera, dopo che in paese si è saputo della volontà dell'uomo in giacca e cravatta venuto da lontano, un vecchio davvero vecchio è venuto a vedere i colori di questa valle e si è seduto sulla nostra pietra.
Il vecchio aveva una vecchissima foto in tasca e piangeva al buio. La foto era quella di una giovane donna: la Lupa la chiamavano in paese.
Il vecchio ha urlato al Rio Acque Striate come un animale ferito. Ha chiesto agli Elfi dell'acqua di avere la possibilità di tornare giovane, quando in queste valli possedeva ancora la forza di un toro e combatteva come un fiume in piena!
Voleva tornare a quel maledetto giorno in cui la sua donna fece di calcolo.
Voleva difendere ancora quei valori per cui aveva vissuto.
Voleva lottare contro la violenta logica del potere e del lucro.
NO alla decimazione: uno ogni dieci