Scheda ricevuta e inserita nel sito
Comitato per il NO all’aeroporto

Quel brutto pasticcio
di Aeroporto & Distripark

Alessandria, marzo 2004

Contenuti del fascicolo

1. Breve storia dell’affare “Aeroporto e Distripark”
2. Uno sguardo alle zone coinvolte… per avere dati certi
3. Qualche stima dell’impatto sull’ambiente
4. L’aeroporto che temiamo…
5. Quali possibili ampliamenti?
6. Che ruolo giocano gli Enti Locali in quest’affare?
7. Poniamoci alcune domande, per concludere…

1. Breve storia dell’affare Aeroporto & Distripark

L’affare “Aeroporto e Distripark” ha avuto inizio con la stesura del vecchio Piano Regolatore Generale (PRG) del 1990, vigente una Giunta a guida socialista.
In questo PRG comparve per la prima volta un’area dedicata a aviosuperficie prevista nella zona tra i sobborghi di Cantalupo, Casalbagliano e Villa del Foro, ed i Comuni di Oviglio, ad Ovest, Solero a Nord, Borgoratto e Castellazzo a Sud.
Tutto ha dormito per anni finché è stato risvegliato dalla Scagni, candidato sindaco, nel suo programma elettorale (si era nella primavera del 2002).
Eccone alcune frasi:
a) A pag. 6 un primo cenno all’aeroporto: <La proposta è costruire, tra Alessandria Sud e Villa del Foro, una pista asfaltata e illuminata di 2.000 metri (categoria B3), sul modello di Cuneo e Biella. Lì dovrà essere indirizzato il traffico interregionale di tecnici, privati, ATR, in collaborazione con l’aeroclub “Bovone” per il quale dovrà essere prevista una nuova sede sul posto>
b) A pag. 8 compare la prima volta la parola “distripark”: <Promuovere interventi mirati a:… integrare la rete viaria affinché la D3, la D4, il distripark diventino un unico grande bacino di attività collegato logisticamente al suo interno e con l’esterno, tramite il nuovo aeroporto e la ferrovia>.
c) E continuando a pag. 9: <Costruire l’aeroporto con questi requisiti tecnici significa … creazione di hangar per la sosta degli aerei e la possibilità di gestire in loco la loro manutenzione>.
Frasi, queste, che sono in contraddizione con quelle che seguono, sempre colte dal programma elettorale della Scagni:
d) Ancora a pag. 6: <L’Amministrazione comunale deve promuovere… la corretta gestione del territorio e il rispetto delle zone tradizionalmente vocate all’agricoltura>.
e) E a pag. 11: <La qualità della vita è in primo luogo tutela dell’ambiente che ci circonda>.
Gli abitanti della zona si sono finalmente svegliati dopo una riunione a Cantalupo, tenutasi il 28 ottobre 2002, nella quale una maldestra presentazione del progetto “Distripark” ha fatto emergere le reali dimensioni dell’aeroporto che l’Amministrazio-ne comunale ha in animo di far costruire.
Da questa riunione hanno avuto inizio:
da un lato, una mobilitazione della popolazione contro la proposta annunciata, con la costituzione dell’Associazione “Terre di Baudolino” e successivamente del Comitato per il NO all’Aeroporto;
dall’altro, un continuo mascheramento della proprie reali intenzioni, da parte dell’Ente Locale (o meglio, degli Enti Comune e Provincia).
Sono iniziate le schermaglie sui giornali locali, ancora oggi in atto, con varie affermazioni contraddittorie da parte di esponenti politici: se ne danno alcuni esempi tratti dai giornali locali (visto che gli Enti Locali non hanno fornito alcuna documentazione…)
6/7 Novembre 2002 – Assessore Bressan e Costantino a Il Piccolo: < …aeroporto commerciale di 2000 metri, come da programma elettorale…>
14 Novembre 2002 – Sindaco Scagni a Il Secolo XIX: <…aeroporto destinato soprattutto al traffico merci,… privilegiando un nuovo settore, quello collegato alla revisione e al collaudo dei velivoli. L’aeroporto non è fantasia visto che lo spazio aereo, a livello internazionale, è già stato concesso molti anni fa>
29 Novembre 2002 – Assessori Bressan e Mazzone a Il Piccolo: <…Il Distripark è la nuova frontiera, insieme con un aeroporto per uso commerciale.. La piattaforma è prevista nell’area che va da Villa del Foro a Cantalupo e trasferirà dal porto di Genova un milione e mezzo di container all’anno. Stiamo già studiando la realizzazione dei collegamenti viari con l’autostrada e abbiamo avviato uno studio di fattibilità per un aeroporto per le merci.>
4 Gennaio 2003 – Presidente Palenzona a La Stampa: <Tutte le piattaforme logistiche del mondo comprendono anche un aeroporto, noi ne abbiamo tre, ovvero quelli di Milano, Torino e Genova, a distanza accettabile. Non si può escludere che in futuro sia utile la soluzione proposta, ma solo quando il distripark sarà grande…>.
Nel frattempo era iniziato il balletto del numero di nuovi posti di lavoro offerti da distripark e aeroporto: da 30 addetti per ettaro di distripark, a 130 addetti per ettaro (alla dimensione attuale corrisponderebbero a 3000 ed a 13000 addetti: una nuova FIAT Mirafiori qui da noi!!!); ad 1 addetto ogni 70 container (detti anche TEU, per confonderci…), cioè 2860 addetti… e così via, a seconda dell’interlocutore.
22 Gennaio 2003 – Borioli e Scagni a Il Piccolo: <l’aviosuperficie avrà né più né meno le caratteristiche di quella attuale (ndr. Il “Bovone”)> mentre lo stesso giorno, su La Stampa, compare: <Il Comune ha affidato lo studio di fattibilità di un aeroporto internazionale per cargo: << Ma si tratta – è stato detto – di uno studio per valutare le opzioni possibili in collegamento con il Distripark>>. In realtà l’idea sarebbe unicamente di trasferire il “Bovone” … ma così com’è oggi, al massimo apportando eventuali integrazioni lievi, a sostegno della piattaforma logistica>.

29 Gennaio 2003 – Il Piccolo circa l’assemblea dell’Associazione “Terre di Baudolino”: <L’assemblea ha però bocciato anche questa decisione (ndr. Il solo trasferimento del “Bovone”). << Non si dovrà permettere alcun insediamento aeroportuale nell’area prevista dal PRG>>.
4 Aprile 2003 – Priano a Il Piccolo: <Il sindaco ha affermato che non intende realizzare nessun aeroporto, ma allora io mi chiedo perché l’amministrazione continua a conferire incarichi per studi di fattibilità..>
Questa richiesta non ha finora avuto risposte pubbliche, né ulteriori sollecitazioni sono state rivolte dal richiedente all’Am-ministrazione Comunale. Ne segue che, dei citati incarichi, non si sa nulla…
13 Dicembre 2003 – da Il Secolo XIX: <Lo spostamento dell’aeroporto di Genova nell’alessandrino e la conseguente trasformazione del “C. Colombo” in una super banchina portuale costa tra i 450 e i 500 milioni di Euro (di cui 60-80 per la costruzione del nuovo scalo aereo tra Novi e Alessandria)> Già… ma dove?
22 Dicembre 2003 – titola Il Piccolo: <Aeroporto di Genova nell’alessandrino: molti i “no”, ma l’ipotesi progettuale non è smentita>.
Arrivati a questo punto, ci si chiede:
come si fa ad aver fiducia di un’amministrazione locale con tale grado di confusione nelle proprie intenzioni?
Per cercare di capirne un po’ di più, diamo…

2. Uno sguardo alle zone coinvolte, per avere dati certi

Alla Circoscrizione Alessandria Sud è stato possibile visionare le cartine a corredo della proposta di variante del Piano Regolatore Generale 2004


a. la zona già dedicata a distripark, pari a circa un milione di metri quadri (100 ettari = 300 moggia) di terreno agricolo coltivato,

alla quale si affianca

b. una zona vincolata a “standard urbanistici, servizi sociali ed attrezzature a livello locale” (che significa?…… tradurre….) pari a un milione e duecentoventimila metri quadri.

c. Si invita ad osservare anche l’area dedicata ad aeroporto: un milione e ottocentomila metri quadri (180 ettari = 540 moggia) di terreno agricolo coltivato.

d. A questa si affianca un’area per “impianti e servizi a carattere comprensoriale ed urbano” (tradurre:….) pari a circa un altro milione di metri quadri.

In totale: quasi tre milioni di metri quadri (300 ettari = 600 moggia) sempre di terreno agricolo, con qualche cascina….

Il “Bovone” di oggi copre circa 40 ettari !

Nel descrivere le cartine, l’Amministrazione Comunale sembra dimenticarne sempre qualche parte !

Ma certe volte è costretta ad inserire frasi ambigue, che rivelano molto. Ne è esempio una frase inserita a fondo cartina (molto poco precisa…) in un fascicolo presentato alle Associazioni degli agricoltori, a pag. 25, dove si afferma: <Eventuali espansioni della PLA (ndr. Piattaforma Logistica Alessandria) sono del tutto indipendenti dalla destinazione di quest’area a parco (vedasi il suddetto punto b. relativo a 1.000.000 mq); in ogni caso sarebbe necessaria una nuova variante al PRG, comprensiva dell’individuazione di nuove aree destinate a servizi>.
Il Lettore è anche invitato a scoprire le distanze tra aeroporto o distripark e rioni della città e sobborghi. Se ne indicano alcune in tabella:

da a distanza
Aeroporto Villa del Foro 300 m
Aeroporto Cantalupo 1 Km e 200 m
Aeroporto Oviglio 2 Km
Aeroporto R. Cristo 4 Km e 300 m
Aeroporto Solero 4 Km
Distripark Villa del Foro 800 m
Distripark Cantalupo 200 m
Distripark Casalbagliano 1 Km

Accanto a queste preoccupanti distanze, che mostrano quanto vicino agli abitati sia l’aeroporto, e quanto anche il distripark, il Lettore è invitato a scoprire alcune novità introdotte dalla variante di PRG:
Un nuovo collegamento ferroviario che esce dallo smistamento, verso Casalbagliano, attraversa la provinciale da Casalbagliano al Rione Cristo (come? Non si sa…), attraversa linea ferroviaria e strada poco prima di Cantalupo è si collega…. Non si sa dove !!
Questo collegamento dovrebbe alimentare il distripark, portando i 200.000 container all’anno previsti!
Una piccola circonvallazione a Sud di Villa del Foro, mentre tutto il traffico aggiuntivo viene incanalato entro Casalbagliano o Cantalupo.
Un incomprensibile collegamento viario dall’aeroporto alla rete di strade esistenti.

Breve richiamo dal Programma elettorale, a pag. 9: <.. noi intendiamo costruire… un sistema viabile di qualità, che offra maggiori e migliori possibilità di collegamento>.


3. Qualche stima dell’impatto sull’ambiente

Con i dati che le cartine consentono di leggere, si può ora cercare di stimare quale impatto aeroporto e distripark potrebbero avere sulla zona.

Vale la pena considerare tre cause di grave impatto ambientale:
l’aumento di traffico commerciale;
l’aumento di flussi d’acqua non più assorbita dalle aree cementificate;
l’aumento di rumore, soprattutto causa l’aeroporto.

Circa la prima causa, ci si basa sulla stima di 200.000 container movimentati in un anno (stima del Comune): quindi (per semplificare i conti), in ingresso e poi in uscita dal distripark (=400.000).
Un autocarro può trasportare 2 container, mentre un treno ne trasporta anche 40.
Stimando che i movimenti avvengano su rotaia per il 60% (per ridurre l’inquinamento di gas), si avrebbero 6000 treni l’anno e ben 80.000 autocarri l’anno, che, su 300 giorni lavorativi, darebbero 20 treni al giorno e 260 autocarri al giorno. Per i primi, non sembra che l’unico collegamento previsto sia sufficiente… Per i secondi, si lascia al Lettore immaginare l’inquinamento indotto…

Circa l’effetto delle aree cementificate sul flusso di acque piovane, si consideri solo un’area di 3 milioni di metri quadri, ed un giorno con precipitazione di circa 10 millimetri (cosa non rara in novembre). Risultano 30.000 metri cubi di acqua, che si riversano in parte su Villa del Foro, su Cantalupo e verso Nord (Cristo e Casalbagliano): quindi, 30 milioni di litri dilavano verso questi abitati, e non possono far altro che percorrere le strade attuali, visto che nulla si prevede circa la ristrutturazione della rete di condotte e fossi, oggi in rovina.

Infine il rumore.
Manca ogni stima del rumore indotto dagli aerei, pur pensando ad un’area aeroportuale con le dimensioni di oltre 2400 metri (lunghezza) e 800 metri (larghezza).
In termini progettuali, è scandaloso!
Soprattutto perché il rumore di un aereo, anche non grande, in decollo è tra i più intensi: e certo non si possono costruire barriere per attenuarlo!

Per meglio comprendere quale potrebbe essere la “pesantezza” dell’impatto sull’ambiente in cui viviamo se verrà costruito un aeroporto grande quanto può essere contenuto nell’area aeroportuale prevista dal PRG, se ne fa qui un quadro delle caratteristiche principali…

5. L’aeroporto che temiamo…

L’area che il PRG dedica ad aviosuperficie permette di costruire una pista di circa 2000 metri, con sufficienti zone di sicurezza agli estremi.
Su una pista di questa lunghezza (costruita ovviamente in cemento… parlare di pista in erba, oggi, è un abbaglio per allocchi!!!), possono atterrare e decollare tranquillamente aerei del tipo più diffuso tra i “cargo”: il quadrimotore DC-08-62.

Vale quindi la pena di conoscere alcuni dati su decollo ed atterraggio di aerei di questo tipo, immaginando l’aeroporto in funzione.

Per l’atterraggio, un aereo normalmente si dirigerà verso questo aeroporto provenendo da Sud, cioè scendendo di quota sui cieli di Sezzadio, Castelspina e via via sempre più in basso verso Gamalero e Borgoratto, lungo un “sentiero di avvicinamento” proprio come su una strada in discesa.
Un possibile “sentiero di avvicinamento” potrebbe presentarsi così:
• l’aereo dovrà essersi abbassato a circa 800 metri di quota già 12 KM prima dell’aeroporto, nella zona tra Rivalta e Castelnuovo Bormida;
• dovrà scendere a 400-500 metri quando sarà a 7-8 Km, quindi tra Cassine e Sezzadio;
• passerà a 350 metri su Gamalero e a 300 metri su Borgoratto, ormai “in asse” e prossimo all’atterraggio.

Nella prima parte della discesa cercherà di frenare la propria velocità invertendo il flusso dei jet (così da rallentare la corsa) ma anche dando gas (così da avere un buon flusso frenante). Nell’ultima parte della discesa controllerà solo il suo assetto, per posarsi allineato sulla pista.

L’avvicinamento dipenderà dalla provenienza dell’aereo che, nel caso arrivi da Nord, dovrà compiere un giro a bassa quota, sotto gli 800 metri, ad Est (quindi, su Alessandria) oppure ad Ovest della pista, per immettersi sul sentiero “corto finale”, cioè alla distanza di 5-6 KM dall’aeroporto ed alla quota di 400 metri.
La cartina seguente, tratta da un diffuso atlante stradale, può aiutare a capire paesi e cittadine coinvolte….

In decollo l’aereo si dirige verso Nord, salendo rapidamente alla massima potenza dei suoi quattro motori: entro poco più di un minuto sale a 1000 metri avendo percorso quasi 10 Km.
In mezzo minuto circa deve salire a 400 metri, ad una distanza di 5 KM dalla pista di partenza (quindi, passando su Solero a poco più di 300 metri…).
Nel salire, un DC-08-62 avrà i quattro motori jet a massimo regime: devono spingere in alto le 120 tonnellate dell’aereo più 40 tonnellate di carico “pagante”) con una spinta verso il basso di 8000 Kilogrammi per turbina: spinta che si scarica alle spalle…. sulla zona sottostante.
Per salire in quota, l’aereo consumerà in media 4000 Kilogrammi di kerosene.

Decollo e atterraggio di un aereo non sono certo privi di impatto sul territorio sottostante, anzi !!!
Si hanno almeno due effetti “pesanti”: rumore e inquinamento.
Solo pochi dati certificati (cioè, indicandone la fonte….) per non apparire “catastrofisti”.

Circa il rumore, la FAA (Federal Aviation Administration) ha misurato il livello del rumore prodotto da ogni turbina del DC-08-62: circa 90 decibel.
L’intensità del rumore che provoca dolore in chi lo ascolta (detta “soglia del dolore”) è verso i 100 decibel….
Il disturbo indotto dal rumore degli aerei, soprattutto in decollo, sugli abitanti della zona è uno dei problemi peggiori: lo testimoniano gli abitanti dei paesi vicini a tutti gli aeroporti italiani e stranieri. Chi vuole documentarsi su Internet usi un “motore di ricerca” chiedendo informazioni su “aircraft noise”: otterrà gli indirizzi di centinaia di associazioni di autodifesa !!!

L’inquinamento causato dagli aerei, con le loro emissioni da combustione di kerosene in forma di gas velenosi (come ossidi di carbonio ed azoto), idrocarburi incombusti, fumi, combustibile (ICAO include anche il “rilascio di carburante” tra le emissioni degli aerei: si veda al Volume II – Environmental Protection – Aircraft Engine Emission).
Il problema dell’inquinamento da aerei è così sentito che ICAO invita i governi locali a tener sotto controllo il livello di inquinamento con misure volontarie (usando centraline propeie) ma anche ad applicare tasse o multe alle società di gestione o di trasporto, in dipendenza dai livelli di emissione rilevati.

Ma una stima dell’impatto ambientale non è completo se non si cerca di comprendere come un insediamento industriale potrebbe svilupparsi. Da cui le considerazioni che seguono….


6. Quali possibili ampliamenti?

Riguardando la cartina del PRG nascono alcuni sospetti.
La zona tra le aree dedicate al distripark e all’aeroporto è un trapezio di circa 2 milioni di metri quadri; la zona tra le due aree suddette ed il paese di Villa del Foro è di circa 1,2 milioni; infine la zona tra distripark e Casalbagliano è di circa 600.000 metri quadri. Quest’ultima, in particolare, fiancheggiata dal collegamento ferroviario, mentre la prima è contigua all’aeroporto.
È forse strano immaginare che queste tre aree sono candidate a futuri ampliamenti ?

Osservando poi l’area dedicata all’aeroporto, si nota come il lato Sud costeggia il confine tra il comune di Alessandria e quello di Castellazzo. Tra questo lato e la linea ferroviaria da Cantalupo verso Oviglio si trova una zona di terreno coltivato, simile a quella scelta per “aviosuperficie”, di circa 600 metri per 1000 di larghezza.
È forse strano immaginare che quest’area possa essere proposta per un allungamento della pista ?

Forse queste sono solo illazioni… Ma le continue ambiguità dei politici locali non aiutano ad evitarle…

8. Che ruolo giocano gli Enti Locali in quest’affare?

Questo è l’aspetto meno chiaro, perché in questo “affare” si sono spesi Sindaco e Assessori vari del Comune alessandrino, ed hanno parlato a vario titolo Presidente ed Assessori vari della Provincia di Alessandria (si vedano gli articoli di giornale citati, ed i numerosi altri non riportati per brevità).
Inizialmente si è visto citare la società Energia & Territorio, a prevalente partecipazione pubblica.
Si è poi sentito citare una società consortile oppure una società per azioni (?) a cui dovevano partecipare Comune e Provincia di Alessandria, Autorità portuali di Genova, Savona e La Spezia, Trenitalia, Fondazioni bancarie (vedere IL Secolo XIX, 14/11/2002).
Si è avuto notizia della firma di un protocollo d’intesa tra gli stessi Enti.
Si è di recente avuto notizia di una neo-costituita società S.L.A.L.A. s.r.l., per ottimizzare (ndr. Cosa significa? Non dovrebbe pensarci il buon amministratore?) gli investimenti pubblici (si veda la comunicazione alle Organizzazioni degli agricoltori, febbraio 2004).
Purtroppo di nessuna di queste iniziative si hanno informazioni chiare e trasparenti.
Cosa sono? Quali finalità hanno? Chi sono i soci? Con quali fondi lavorano?
Vale la pena ricordare che la trasparenza è dovuta a fronte dell’impiego di fondi pubblici !

A tale mancanza di trasparenza fanno il pari le presentazioni di questi progetti alle varie organizzazioni del mondo del lavoro:

NON COMPAIONO MAI DATI SU QUALI
SIANO LE IMPRESE INTERESSATE.

Tutto questo fa nascere nel cittadino alcune domande…

10. Poniamoci alcune domande, per concludere…

L’Amministrazione Comunale dichiara di voler rilocalizzare l’aeroporto Bovone ma afferma “la possibilità di estendere la lunghezza della pista per l’atterraggio di voli commerciali; una decisione che dovrà essere presa in futuro”.
Per questo il Piano Regolatore contiene un’area di 2500 metri per 800, sulla quale si dice di voler solo spostare il Bovone (che invece ha pista di circa 800 metri).

1. Come abitanti che vivono in un comune ad alta incidenza di morti per tumori (Alessandria è il comune con tasso di morti per tumori più altro in Italia…), siamo offesi con questa Amministrazione Comunale perché adotta progetti che deturpano un ambiente che costituisce l’unico polmone verde rimasto alle porte della città.
Chiediamo: in che modo l’attuale Amministrazione Comunale intende migliorare l’ambiente in cui siamo costretti a vivere? Come oggi esegue le misure di inquinamento di aria, acqua e terreni? Quale amministratore ha responsabilità dirette e non ambigue su questi problemi?

2. Come cittadini, siamo offesi con questa Amministrazione Comunale che pensa di usare nostri soldi (ha già stanziato 10 miliardi di vecchie lire) per costruire un aeroporto oggi usato solo da un aeroclub privato.
Chiediamo (provocatoriamente, ma non troppo…): perché non si “finanziano” i proprietari dei 3 o 4 aerei affinché si spostino a Casale oppure a Novi, dove già esistono aeroporti turistici ben attrezzati?

3. Come agricoltori che lavorano nella zona coinvolta in questa modifica di Piano Regolatore siamo offesi per la bassa considerazione del nostro lavoro: il Comune considera i nostri terreni di basso valore e le nostre coltivazioni di poco pregio, ma ci fa pagare l’ICI più alta d’Italia anche sui capannoni e cortili agricoli.
Chiediamo: quale futuro dobbiamo aspettarci per il nostro lavoro da questa Amministrazione Comunale?

4. Come proprietari della nostra abitazione nelle zone del Cristo e dei sobborghi vicini, siamo offesi con questa Amministrazione Comunale che, dopo aver aumentato le tasse sulla raccolta della spazzatura, causa un grosso deprezzamento dei fabbricati con il solo progetto del nuovo PRG e della vicina area aeroportuale di quasi 2 milioni di metri quadri.
Chiediamo: come ci si può fidare di un Comune che dapprima spinge l’urbanizzazione nella zona, poi nella stessa zona vuole collocare un aeroporto commerciale?

5. Come lavoratori siamo offesi perché il comportamento di questa Amministrazione Comunale sta innescando una “guerra tra poveri”, quando afferma che aeroporto e Distripark porteranno posti di lavoro a “migliaia”.
Chiediamo: quali aziende verranno nell’area? Quali materiali verranno lavorati o immagazzinati (ricordiamo che il Comune non esclude la possibilità che vengano accolti anche materiali pericolosi)? Quali posti di lavoro in un piccolo “Bovone”?

Ed inoltre….
6. Come abitanti della Circoscrizione Alessandria Sud siamo anche offesi con questa Amministrazione Comunale perché sta rendendo impossibile la viabilità in tutta la nostra zona, continuando a progettare insediamenti senza pensare alle strade, ai servizi pubblici, al controllo di un traffico sempre più inquinante. A maggior ragione siamo offesi come abitanti di Cabalette e Cantalupo, nella previsione di venire affogati tra distripark, bretella ferroviaria, autostrada.
Chiediamo: quale analisi di impatto ambientale è stata commissionata? Cosa si pensa di fare, già ora, contro gas inquinanti e rumore assordante?

7. Come abitanti del rione Cristo e della nuova zona D14, siamo offesi con questa Amministrazione Comunale perché invece di “allocare” servizi sociali (pensiamo alla farmacia…) ci fanno volare grandi aerei sulla testa, e questo perché affermano che “i fabbricati presenti nella zona sono numericamente esigui”.
Chiediamo: non avete pensato a quanti abitanti ha questa zona di nuove abitazioni? Forse avete pensato solo alle cascine da abbattere per far posto all’aeroporto?

8. Come elettori che vogliono conoscere i piani di una Amministrazione Comunale trasparente, siamo offesi per l’ambigua presentazione del PRG.
Chiediamo: perché il Comune dice di voler spostare solo il “Bovone” e poi afferma che “l’area coinvolta appare ideale… per la grande disponibilità di spazi sui quali predisporre eventuali infrastrutture intermodali”?
Chiediamo anche: quali altre “infrastrutture intermodali”? Quale “grande disponibilità di spazi”? Forse si pensa agli altri 3 milioni e mezzo di metri quadri che restano, per ora, liberi, e che potrebbero essere usati per ampliare Distripark e aeroporto, riempiendo così tutta l’area?

9. Come cittadini elettori siamo anche offesi per la bassa considerazione che questa Amministrazione Comunale ha della nostra intelligenza, quando afferma di dover “pianificare il progresso dell’iniziativa definendo scenari di massimo successo e le relative aree necessarie. La variante al Piano Regolatore prevede la destinazione a uso logistico di 1 milione di metri quadri, all’interno di un’area di 3 milioni, per la quale non verranno concesse autorizzazioni di edificabilità e che saranno riservate a verde pubblico. In questo modo si potranno estendere le aree per uso logistico progressivamente…”.
Chiediamo: quali sono i veri piani del Comune?

10. Come abitanti di Villa del Foro, in attesa di investimenti pubblici per la valorizzazione del sito archeologico, siamo rimasti interdetti nel vedere, dapprima nel progetto iniziale di aeroporto e distripark (presentato il 28 ottobre 2002), poi nella variante del PRG, aree dedicate ai due insediamenti che coprono zone di interesse archeologico.
Chiediamo: Cosa significano le assicurazioni di amministratori per uno sviluppo turistico anche basato sui siti di interesse archeologico presenti in provincia? Perché dapprima spingere per una iniziale (e molto timida…) promozione, con il coinvolgimento locale nelle iniziative di Forum Fulvii, e poi brutalizzare l’ambiente?

11. Come abitanti dei Comuni limitrofi, che vedono un PRG di Alessandria che impone l’insediamento di un aeroporto i cui coni di atterraggio e decollo gravano soprattotto sugli abitati di Solero, Borgoratto, Frascaro, ma si riflettono su Oviglio, Castellazzo e non solo (si pensi al rumore!!).
Chiediamo:
Cosa pensa di fare l’Amministrazione Provinciale?
Il Vice-presidente è interprete dei voleri dell’intera Amministrazione?

12. Come prossimi elettori per le amministrative provinciali,
Chiediamo:
Cosa pensano del PRG i Consiglieri della attuale minoranza?