19 gennaio 2004
Riceviamo da Flavio SPERANZA di Tortona
A PROPOSITO DI INCENERITORI-TERMOVALORIZZATORI
L'Unione Europea boccia l'inceneritore di Brescia
La Comunità Europea ha messo in mora l’inceneritore di Brescia,
quello che viene proposto come esempio per il futuro inceneritore, o termovalorizzatore
come pomposamente lo chiamano, di Rivalta Scrivia.
Il motivo?
Per assicurarsi maggiore snellezza burocratica la ASM (Azienda Servizi Municipali)
aveva assicurato che sarebbero state bruciate solo biomasse, cioè materiale
organico, costruendo a tal fine un separatore nella vasca di raccolta dei rifiuti.
Invece all’inceneritore sono arrivati da tutta Italia soprattutto rifiuti
speciali, in particolare pulper di cartiera proveniente dalla lavorazione della
carta da riciclo, rifiuti industriali e agroindustriali.
Ora naturalmente la ASM giurerà che si è trattato di un disguido,
e che in futuro si atterrà alle normative, almeno fino alla prossima
messa in mora, ma ribadirà che, visto che l’inceneritore ormai
c’è, bisogna pur continuare a farlo funzionare.
Le previsioni che le associazioni ecologiste avevano fatto si sono avverate:
• l’impianto di Brescia era stato costruito per soddisfare le esigenze
della provincia, 500.000 tonnellate annue, ed è stato poi ampliato per
raggiungere le 750.000 annue, con previsione di ulteriori aumenti se gli affari
vanno bene;
• pur di farlo funzionare a tempo pieno si è finito per incenerire
qualunque rifiuto, soprattutto quelli che danno un maggior guadagno;
• Brescia è diventata una città con una delle più
elevate contaminazioni al mondo da PCB e diossine;
• le casse della ASM (privatizzata) si sono arricchite, la salute dei
cittadini si è impoverita..
A Tortona siamo ancora in tempo!
I nostri amministratori, avevano preso Brescia come modello per la trattazione
dei rifiuti, a partire dall’inceneritore per finire alla privatizzazione
della ASMT (non è un mistero che la ASM di Brescia sia interessata all’acquisto
o a qualche forma di partecipazione).
Ora, mostrando un po’ di umiltà, ci ripensino e accettino di discutere
delle altre modalità di trattamento dei rifiuti che, nella loro completa
indifferenza, da tempo stiamo loro proponendo.
A proposito, lo studio commissionato alle università sulla localizzazione
dell’inceneritore è misteriosamente secretato da più di
un anno; che cosa non si vuol far sapere ai cittadini?
Comitato contro l’inceneritore di Tortona