Dopo la riunione del 28 dicembre a Carrosio, riceviamo da
Stefania
Il “popolo dell’acqua” non può
più aspettare
Quando presentammo l’idea di una lista alternativa per le elezioni provinciali
di quest’anno, prefigurammo un percorso che ci avrebbe portato ad incontrare
le realtà di movimento ambientalista ed antagonista della provincia e
i partiti che nel corso della nostra lotta per l’acqua ci erano stati
vicini. A distanza di alcuni mesi quel percorso può dirsi pressoché
concluso e le risultanze chiare ed inequivocabili: le nostre idee programmatiche
trovano un’effettiva congruenza soltanto con ciò che sostengono
i vari movimenti e comitati provinciali.
A questo punto, tra le istanze che riteniamo fondamentali per un progetto alternativo,
poniamo come discrimine tre questioni ambientali che per la loro complessità
avranno una forte ripercussione sul modello economico e sociale che si vuole
dare a questa provincia: Il terzo valico ferroviario; la raccolta rifiuti
e l’inceneritore; la cava in Vallemme e la distruzione delle fonti del
Rollino.
1 - Per quel che riguarda la prima questione, noi riteniamo che la logistica
provinciale possa essere incrementata ed organizzata secondo modelli compatibili
con l’ambiente e socialmente più accettabili qualora si rinunci
all’idea del terzo valico e ci si orienti verso l’ammodernamento
ed il pieno riutilizzo delle linee ferroviarie esistenti, così come sostengono
da tempo inascoltati i comitati sorti sulla vicenda. Pertanto, a chiunque voglia
condividere il nostro cammino noi chiediamo di assumere in toto le seguenti
istanze:
a- considerare ancora aperta la questione terzo valico, accettando un confronto
tecnico tra la soluzione Cociv e quella alternativa dei comitati;
b– fermare immediatamente la cantierizzazione in assenza dell’approvazione
definitiva del progetto;
c – essere disponibili a presentare ricorso al Tar per gli aspetti relativi
all’applicazione della Legge Obiettivo, legge antidemocratica ed incompatibile
con la legislazione europea.
2 - Riguardo invece alla questione rifiuti, noi crediamo che si debba ottimizzare
la raccolta differenziata con progetti porta a porta che, oltre a migliorare
gli effetti del riutilizzo e del riciclo, sono anche fattori di crescita civile
e democratica. Inoltre, per smaltire i rifiuti residui una volta attuate questa
strategie, riteniamo che si debbano prendere in considerazione forme di smaltimento
più qualificate rispetto all’incenerimento sia sul piano dell’impatto
ambientale sia su quello dell’impegno economico (si pensi, ad esempio,
ai bio ossidatori).
3 - Infine, in relazione alla questione Vallemme, non è per noi credibile
nessuna opzione che non preveda la chiusura della questione sulla base della
sentenza del Consiglio di Stato dell’8 aprile 2003. Il suo successivo
stravolgimento da parte dell’esecutivo non può essere accettato
da nessuna organizzazione politica o movimento che abbia a cuore la certezza
del diritto come principio fondante della democrazia. E’ quello che allora
ci saremmo aspettati da forze politiche che a livello nazionale avevano fatto
della difesa delle regole un loro baluardo.
Dette queste cose, facciamo un’ultima precisazione: il tempo stringe,
e tecnicamente diventa sempre più difficile attendere ciò che
“partoriranno” i vari schieramenti politici.