Vi invio per conoscenza questa lettera aperta inviata dal sindaco di Castelnuovo Scrivia al sindaco di Novi ligure. Il tema è il rispetto degli animali
DALLA PARTE DEGLI ANIMALI
Al Sindaco della Città di
NOVI LIGURE
Caro Lorenzo,
mi rivolgo a te per esprimerti, intanto, vivissime felicitazioni per la riconferma alla guida di Novi Ligure. Ho seguito la campagna elettorale un po in lontananza, sui media locali e provinciali, avvertendo una tensione e una barbarie senza precedenti. Avrei voluto esserti accanto nella sfilata che hai compiuto al termine dello spoglio delle schede del ballottaggio: non ho potuto per impegni di lavoro ma ero al tuo fianco. Credimi: te lo meriti.
Saranno cinque anni di impegno che, sono sicuro, non mancherai di dimostrare. E almeno due per quanto riguarda il sottoscritto, naturalmente in cui potremo continuare a lavorare insieme confrontandoci e misurandoci nelle scelte alle quali saremo chiamati a rispondere.
Da qui voglio partire.
Il 17 luglio nella tua città ci sarà uno spettacolo circense. Che avrà, ne sono certo, le autorizzazioni previste dalla legge e rispetterà ciò che è contenuto nellordinamento sanitario in materia di tutela animale. Da alcuni anni conduco una battaglia per impedire qualsiasi spettacolo, di qualsivoglia natura, che preveda nel palinsesto lutilizzo di animali. E stato il mio primo atto da sindaco, nel lontano 2001: vietai, con unordinanza tutto ciò. Dai circhi allaccattonaggio con gli animali, dagli spettacoli itineranti prescrivendo per le fiere e i mercati particolari gabbie con determinate misure per garantire il benessere animale. Da allora chi si presentava con 40 galline dentro un cartone di un metro per un metro a Castelnuovo Scrivia non viene più. Di questo, consentimelo, sono orgoglioso.
Orgoglioso di dare voce a chi non ce lha.
Torniamo al circo che ho sempre ammirato per le gesta degli atleti, per le capacità dei circensi, per le dimostrazioni di intelletto umano e parimenti ho sempre detestato per lutilizzo degli animali. Si, utilizzo. Immagina un elefante seppur nato in cattività (è la giustificazione dei circensi) che passa la sua vita su un carro bestiame in giro per lEuropa. Che è stimolato elettricamente affinché impari ad alzarsi in piedi, che deve correre in cerchio unendosi con la proboscide alla coda di chi sta di fronte a lui. Immagina una tigre che sta in una gabbia di fronte al Museo dei Campionissimi quando dovrebbe vivere nella savana e che deve dare un bacino secondo un comando studiato a suon di bastonate sui denti. Immagina una zebra (non mi ricordo se sei juventino, forse si!) che nasce per vivere in Africa e che la natura lha fornita di un mantello a strisce per mimetizzarsi: di certo non le servirà quando sarà nella tua città imbrigliata su un camion o in un recinto per il gran caldo.
Immagina come sia naturale per un orso ballare o per delle foche giocare con un pallone? O per dei felini saltare attraverso un cerchio infuocato, considerato anche il terrore atavico degli animali per questo elemento? Immagina, immagina.
Ti dico immagina perché io lo immagino: in un circo con gli animali non ho mai messo e non metterò mai piede. Perché da piccolo mi ha educato mia madre Agnese al rispetto per gli animali e, crescendo, ho acquisito la necessaria consapevolezza. Per questo ringrazio mia madre.
Mi sono scontrato in varie occasioni con chi fa questo mestiere utilizzando gli animali: i circensi trovano che tutto ciò sia naturale e normale per gli animali. Almeno, così affermano quando li si accusa di maltrattare gli animali. La loro esplicita ipocrisia nel negare gli evidenti maltrattamenti e prevaricazioni nei confronti degli animali che tengono prigionieri, non impedisce a chi è un minimo sensibile di vedere la cruda realtà, dietro una facciata di lustrini e divertimento. Per stravolgere completamente l'istinto di un animale, si deve necessariamente ricorrere alla violenza: per far alzare alternativamente le zampe ad un orso si ricorre a piastre e pungoli elettrici (nel passato a braci ardenti), per fa "sorridere" un pony lo si punge ripetutamente sul muso con uno spillone, in modo che durante lo spettacolo si ricordi il dolore ed esegua l'esercizio. La stessa circense Liana Orfei sostiene che "la tigre è pericolosa perché, oltre a essere astuta, è vigliacca. La tigre ti attacca a tradimento. Mentre il leone in genere è leale (...). La iena non la domi mai perché non capisce. Puoi punirla cento volte e lei cento volte ti assale e continua ad assalirti perché non realizza che così facendo prende botte mentre, se sta buona, nessuno le fa niente." E ancora, la signora Orfei afferma che le foche "possono essere ammaestrate solo per fame e non si possono picchiare perché lo loro pelle, essendo bagnata, è delicatissima. Ma con un po' di pesce ottieni quello che vuoi". Anche per insegnare alle tigri a salire sugli sgabelli, si usano la fame e le botte, continua la signora Orfei: "... poi ricomincia la storia con la carne finché la belva si rende conto che se va su riceve dieci-dodici pezzettini di carne, sa va giù la picchiano, e allora va su." Tutto questo dopo che l'animale è stato allontanato dal suo ambiente, nel caso dei cuccioli anche dalla madre, e posto in un luogo sconosciuto e ostile. A parte gli "spettacoli" e gli esercizi, gli animali rimangono per il resto del tempo in gabbie anguste, assolutamente non adatte a soddisfare le più elementari esigenze etologiche, a volte incatenati (come nel caso degli elefanti), soggetti al caldo e al freddo. Per molti animali non abituati al lungo inverno europeo, il freddo rappresenta un vero e proprio tormento. Anche i continui spostamenti creano gravi disagi, visto che avvengono in condizioni durissime ed estenuanti per gli animali. Parimenti, e al contrario, il caldo soffocante di questi giorni.
Ciò si verificherà nella tua città il 17 luglio giorno in cui è previsto uno spettacolo con animali credo del circo Togni.
Faccio appello alla tua sensibilità e a quella dei novesi affinché ci si possa confrontare considerando che gli animali selvatici sono fatti per vivere liberi, hanno tutto il diritto di vivere la loro vita in libertà nella loro terra d'origine, non hanno commesso alcun crimine che giustifichi la loro prigionia a vita, il loro maltrattamento, e la loro umiliazione durante gli spettacoli.
Alcuni circhi hanno scelto di non utilizzare più gli animali: gli australiani "Flyng Fruit", i canadesi "Cirque du soleil", i francesi "Les Colporteurs", gli americani "Minimus", "Nuage", "Hiccup" e molti altri, valorizzando al meglio la bravura dei giocolieri, trapezisti, clown, comici, mimi, contorsionisti. Questa è la direzione da seguire, l'unica civile. E sono i circhi che in tutto il mondo vivono di spettatori coltivando un successo in crescendo. I nostri circhi vivono di sovvenzioni statali regalando i biglietti nelle scuole, nei luna park e nelle piscine. Tutto ciò può essere fermato solo grazie alla crescita di una sensibilità e di una attenzione che, ne sono convinto, ti appartengano.
Grazie per il tuo impegno.
Con viva stima, un cordiale saluto.
Gianni Tagliani, Sindaco di Castelnuovo Scrivia
Da Palazzo Centurione lì 7 luglio 2009