DEPOSITO DI SCORIE NUCLEARI A BOSCOMARENGO
IL TAR PIEMONTE E GRILLO BOCCIANO LIPOTESI
IL GOVERNO, INVECE, DÀ IL VIA LIBERA ALLA SOGIN
dai messaggi inviati da Lino Balza
Il Governo vuole costruire nuove centrali nucleari e produrre nuove scorie nucleari. Si cerca di contrastarlo obbligandolo, se è capace, a risolvere, prima, l'eredità delle vecchie. L'abbiamo fatto tramite il ricorso al TAR di Medicina democratica, Legambiente, Pro Natura e altre centinaia di sottoscrittori, tra cui Beppe Grillo. Dopo di che puzzano lontano mille miglia i tentativi della Sogin (il Governo) di sottrarsi al giudice naturale, di spostare la sede processuale da Torino a Roma. A seguito del nostro ricorso, il TAR tribunale amministrativo del Piemonte, infatti, ha già dato torto due volte alla Sogin (Società per la gestione degli impianti nucleari) benché si avvalga dei più celebri avvocati italiani.
La prima volta ha ordinato alla Sogin di sospendere i lavori di smantellamento dell'impianto nucleare di Bosco Marengo (Alessandria) e di costruzione del primo degli insicuri depositi nucleari locali "temporanei" a tempo indeterminato, in luogo assolutamente inidoneo per falde e sismicità, in violazione delle leggi che prevedono un ultrasicuro e definitivo deposito nazionale, e dunque creando gravi pericoli alle generazioni presenti e future.
La seconda volta ha respinto la richiesta della Sogin di spostare il giudizio di merito dalla competenza del Tar del Piemonte (giurisdizione regionale) al Tar del Lazio (giurisdizione nazionale), in quanto i gravi pericoli radioattivi sono circoscritti alla provincia piemontese (Alessandria) e non all'Italia tutta.
Contro entrambe le sentenze del Tar Piemonte, la Sogin ha presentato appelli a Roma al Consiglio di Stato, che le ha consentito di riprendere i lavori e, di rinvio in rinvio, di arrivare al 30 di giugno con i due appelli ancora da discutere e tante eccezioni azzeccagarbugli ancora da inventare.
È evidente la tattica di rinvio e scippo della Sogin, la sua convinzione che a Roma giocherebbe in casa. E' altresì evidente il tentativo di prenderci per fame: diventano per noi insostenibili le spese.
Dunque all'udienza del 30 giugno , davanti al Consiglio di Stato, con il nostro avvocato Mattia Crucioli ci giocheremo la partita più difficile.
Prosegue la sottoscrizione popolare:
indicando la causale: nucleare alessandria
tramite conto corrente bancario, intestato a Medicina Democratica Scrl C/C 10039 ABI 05584 CAB 01708 CIN W Codice IBAN - IT50W0558401708000000010039
oppure tramite conto corrente postale n. 22362107 intestato a Pro Natura Torino Via Pastrengo 13, 10128 Torino
APPROFONDIMENTO
Sogin si appella al Consiglio di Stato, contro il Tar del Piemonte che le ha dato torto anche su questo, perché vorrebbe lo spostamento del nostro ricorso dal Tar del Piemonte (che ha competenze regionali) al Tar del Lazio (che ha competenze nazionali), sostenendo che l'impatto ambientale prodotto dalle operazioni in corso non ha conseguenze locali bensì nazionali. L'impatto ambientale, dopo essere stato strenuamente negato da Sogin, viene dalla stessa strumentalizzato per sostenere "l'evidente carattere di pericolosità nazionale" (sic). Una pretesa inammissibile e infondata. In realtà il raggio di azione della radioattività prodotta dagli sversamenti autorizzati nello smantellamento e/o da eventuali incidenti (terremonto, attentato, aereo sul deposito) è drammatico ma non esula dal territorio della regione Piemonte. Dunque la competenza territoriale non può che essere del tribunale del Piemonte. Ma Sogin sta tentando lo scippo.
Nell'altro appello al Consiglio di Stato, contro il Tar del Piemonte che le ha dato torto, Sogin finalmente ammette i pericoli radioattivi dello smantellamento dell'impianto nucleare ma non accetta di sospendere i lavori , anzi sostiene che la sospensione dei lavori diventerebbe pericolosa alle popolazioni. Incredibile. Una tesi assurda. L'incolumità pubblica sarebbe viceversa attentata in caso di prosecuzione dei lavori, con lo scarico di materiali radioattivi sia sotto forma di effluenti liquidi (rio Lovassina) che di effluenti aeriformi.
Noi ribadiamo la sospensione dei lavori (peraltro appaltati addirittura prima del decreto ministeriale) e il mantenimento dell'impianto nel programma di "custodia protettiva passiva", al quale è per legge obbligata Sogin, in sicurezza come è avvenuto finora. In attesa dell'individuazione dell'idoneo Deposito nazionale previsto dalla legge dove conferire le scorie nucleari di Bosco e degli altri impianti italiani, cioè con il rilascio del sito esente da vincoli di natura radiologica, prato verde, senza deposito, come prevede la legge.
Si consideri che la Sogin i lavori di smantellamento, trattamento, condizionamento e stoccaggio dei materiali radioattivi, non poteva avviarli in quanto privi delle autorizzazioni dell'ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ) e quindi è probabile che menta quando sostiene di averli avviati, dunque deve sospendere quelli propedeutici in corso. Nel caso invece avesse irresponsabilmente messo mano ai materiali radioattivi senza l'idoneità accertata dall'ISPRA, creando grave pericolo alla salute e all'ambiente, a maggior ragione deve sospenderli.
Chi vuole ulteriormente approfondire:
è stato creato un sito web http://nuclearenograzie.wordpress.com/
http://www.gevam.it
DOPO IL 30 GIUGNO
Mentre il parlamento approvava il rilancio governativo del nucleare in Italia (insicuro, antieconomico, inquinante), tra laltro con ipotesi di collocazione di centrali nei paraggi, quali Trino Vercellese, Alluvioni Cambiò e Isola SantAntonio, Cervesina, abbiamo preparato quale azione di contrasto, sempre con lavvocato Mattia Crucioli, un esposto penale e labbiamo depositato presso la Procura della Repubblica di Alessandria affinché verifichi la sussistenza di ipotesi di reato nei lavori avviati a Bosco Marengo di smantellamento dell'impianto nucleare e di costruzione di un deposito di scorie radioattive a tempo indeterminato: il primo fra quelli che Sogin, il braccio armato del governo, vuole imporre nel Paese.
Dalla Procura ci aspettiamo che intervenga durgenza a sospendere i lavori che provocano grave pericolo a lavoratori, popolazione e ambiente, lavori decretati dal governo ma non consentiti dalla legge senza che sia stato prima predisposto apposito ultrasicuro deposito nazionale, lavori nemmeno muniti di VIA Valutazione di impatto ambientale e si teme privi addirittura delle prescritte autorizzazioni dellISPRA (su piani operativi e progetti particolareggiati di disattivazione) per garantire sicurezza e radioprotezione.
Dalla Procura ci aspettiamo inoltre che
ordini controlli medici e ambientali sugli effetti che lavviamento di tali lavori hanno già provocato sulle persone e il territorio.
Aggiornamento sulle due udienze del 30 giugno al Consiglio di Stato, IV Sezione, Roma.
Siamo ancora in attesa della sentenza La sentenza riguarda il "regolamento di competenza". Come noto, Sogin, solo dopo la prima sentenza del Tar del Piemonte che aveva sospeso i lavori di smantellamento dell'impianto nucleare, aveva fatto appello al Consiglio di Stato per spostare la competenza da un tribunale all'altro, dal Tar del Piemonte al Tar del Lazio, adducendo come motivazione "l'evidente carattere di pericolosità nazionale" (sic) dello smantellamento piuttosto che di drammatica ma limitata pericolosità piemontese. Noi abbiamo parlato di tentativo di scippo.
Intanto il Consiglio di Stato con una ordinanza ha confermato la propria ordinanza precedente, "istanza cautelare", che consentiva i lavori benché già sospesi dal Tar Piemonte. Noi abbiamo parlato di tattica del rinvio.
Appena avremo notizia della sentenza, che sarebbe scandaloso ci fosse avversa, la commenteremo.
A maggior ragione prosegue la sottoscrizione popolare, di cui appresso forniamo lelenco parziale invitandovi a controllarlo e a segnalare eventuali omissioni.
Sottoscrizioni con causale: nucleare alessandria
tramite conto corrente bancario, intestato a Medicina Democratica Scrl
C/C 10039 ABI 05584 CAB 01708 CIN W Codice IBAN - IT50W0558401708000000010039
oppure tramite conto corrente postale n. 22362107 intestato a Pro Natura Torino - Via Pastrengo 13, 10128 Torino