Vi segnalo il nuovo sito del carissimo amico Mauro Mainoli che fa parte della nostra lista di 140 persone. Se volete leggere qualcosa di suo collegatevi a www.webalice.it/mauro.mainoli

Vi segnalo inoltre questo articolo sul nucleare. In barba al referendum e a quanto indicato dagli italiani, si dà il via a quattro centrali di cui una in Piemonte (pare o a Novara o sul Po al confine con la Lombardia). E tutto ciò mentre si sta svolgendo a Verona una importante mostra sulle energie alternative (Prestigiacomo, Scajola, Matteoli invitati non si sono fatti vivi. Forse sarebbero accorsi in massa se il tema fosse stato lo sviluppo di cancrovalorizzatori, di gronde, di cave, di discariche abusive, ecc. E chissà che non sarebbe accorso anche il "papi" di Noemi !)

Repubblica Nazionale

Nucleare, via libera al piano per le centrali
Via libera del Senato all´articolo 14 del ddl "Sviluppo" con cui si
conferisce al governo la delega per adottare, entro sei mesi, uno o più
decreti legislativi di riassetto «per la localizzazione nel territorio
nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare».
Immediata la reazione dell´opposizione: una follia!

ROBERTO PETRINI
ROMA - Via libera del Senato al ritorno del nucleare in Italia. Ieri l´assemblea di Palazzo Madama ha approvato (con 142 sì e 105 no: sì del Pdl e dell´Udc, no del Pd e dell´Idv) gli articoli 14-15 e 16 del disegno di legge «Sviluppo ed energia» che danno al governo la delega per adottare entro sei mesi (nel precedente testo si parlava del 30 giugno 2009), e dopo una delibera del Cipe, più decreti per il ripristino dell´intera filiera di produzione dell´energia atomica: tipologia e disciplina per la localizzazione degli impianti, stoccaggio del combustibile, deposito dei rifiuti radioattivi.
Sono previste procedure velocizzate per la costruzione delle centrali da parte di consorzi: la cosiddetta «autorizzazione unica» che sostituisce ogni tipo di licenza e nulla osta tranne la Via (valutazione impatto ambientale) e la Vas (valutazione d´impatto strategica). Sono previste inoltre «misure compensative in favore delle popolazioni interessate».
Dopo più di vent´anni si riapre dunque la strada all´energia nucleare: a bloccarla fu un referendum che si tenne l´8 novembre del 1987, l´anno dopo della tragedia di Chernobyl. I tempi del ritorno, per ora sono tutti da verificare: da segnalare tuttavia che nel febbraio scorso Berlusconi e Sarkozy hanno già siglato un´intesa per la produzione di energia nucleare che coinvolge Edf e Enel.
«Una scelta sbagliata e antieconomica», ha dichiarato la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro. «L´atomo di Berlusconi e Scajola era già vecchio, ora è decrepito», ha attaccato Roberto Della Seta del Pd il quale ha denunciato un aspetto in ombra della nuova normativa: non è chiaro infatti chi debba individuare i siti delle nuove centrali e c´è il rischio che questo compito spetterà alle grandi imprese dell´energia, e ciò potrà avvenire anche contro il parere delle Regioni in presenza del principio del potere sostitutivo del governo in mancanza di intesa con gli enti locali. Inoltre, sempre Della Seta, osserva polemicamente che i siti saranno oggetto di «segreto militare».

Furenti i Verdi: per Grazia Francescato il «governo persevera in una follia antieconomica», mentre per Belisario (Idv) si tratta di una delega al governo «senza controlli».
Nel corso della votazione, assai contrastata e segnata ieri mattina dalla mancanza per quattro volte del numero legale per assenze nelle file della maggioranza, sono stati comunque inseriti alcuni emendamenti «migliorativi» da parte del Pd, accolti dal governo: uno di questi prevede che i benefici compensativi ai cittadini che vivono in prossimità delle nuove centrali saranno a carico delle imprese non saranno scaricati sugli utenti finali.

Mercedes Bresso, governatore del Piemonte: ho già chiesto ai legali di studiare le risposte da dare al governo
"Le Regioni non resteranno fuori ci opporremo con ogni mezzo"
Ci provino, e io appena so che area hanno scelto ci metto un vincolo agricolo o quant´altro e vediamo chi la spunta

MARCO TRABUCCO
TORINO - Mercedes Bresso, governatore del Piemonte, la delega al governo per la costruzione di nuove centrali nucleari lascia alle regioni solo la consolazione di un parere consultivo. Lei ci sta?
«Nemmeno per sogno, andremo al conflitto costituzionale, troveremo ogni possibile strada per opporci».
Ha già in mente come farlo?
«Ho già incaricato alcuni legali di studiare se e come può essere bypassato dal governo il risultato di un referendum popolare. Berlusconi in pochi giorni ha dimostrato quanto gli importa della volontà degli elettori: prima ha fatto rinascere il ministero del Turismo, bocciato da un referendum anni fa, senza nemmeno la foglia di fico di un cambiamento del nome, poi adesso parte con il nucleare. E non basta».
Cosa può ancora aggiungere?
«Che una decisione come quella di oggi dimostra che questo governo è il meno federalista della nostra storia, con buona pace della Lega: invece di decidere insieme alle regioni, si impone o ne scavalca le competenze, senza curarsi di nulla. E quando non sa più cosa dire minaccia di usare l´esercito come ha fatto l´altro giorno Berlusconi sulla Tav: in un momento tra l´altro in cui tensioni al riguardo proprio non ci sono».
Non è che in questa vicenda le fa velo la sua notoria opposizione al nucleare?
«Io non sono contraria al nucleare, ma a questo nucleare, perché è inutile e costoso oltre che pericoloso. Sono invece favorevole alla ricerca per trovare altre forme di energia nucleare meno a rischio e più convenienti.
Addirittura come Regione Piemonte stiamo pensando di iniziare un collaborazione con Rubbia. In più sono convinta che così si svia l´attenzione dalle energie alternative rinnovabili che sono il futuro e in cui l´Italia rischia di rimanere al palo».
Quindi il suo è un no ad oltranza?
«Certo, anche se sono convinta che nonostante tutti i proclami Berlusconi non ce la farà a far partire nulla: ci vogliono ben più dei 4 anni di governo che ha davanti per far partire un programma nucleare. Non hanno nemmeno ancora identificato il sito in cui mettere le scorie»