ARRIVA IN PARLAMENTO LA LEGGE BLOCCA RICORSI
- Norma anti-Nimby punisce chi perde al Tar con l´obbligo del risarcimento.
- Lo scopo dichiarato è contrastare "l´egoismo territoriale" che rallenta l´Italia
- Presentata in sordina potrebbe mettere all´angolo celebri sigle come Italia Nostra o Wwf
- Lamico avv. Giacomo Briata di Legambiente Ovada esprime il suo parere
Lo scopo dichiarato è quello di contrastare "l´egoismo territoriale" che rallenta "il cantiere Italia". Ma l´effetto della legge anti Nimby (not in my back yard, non nel mio giardino), in caso di approvazione, sarà di azzerare, attraverso la minaccia di risarcimenti milionari, i ricorsi alla
giustizia amministrativa da parte di associazioni ambientaliste storiche, che difendono ciò che resta del Belpaese da abusi edilizi e colate di cemento.
La proposta di legge 2271 è sottoscritta da 136 deputati del Pdl ed il primo firmatario è l´onorevole Michele Scandroglio, genovese, fedelissimo del ministro Claudio Scajola. Aderiscono, tra i tanti, l´ex ministro Pietro Lunardi, il presidente della commissione Cultura Valentina Aprea, il vice di
quella Ambiente Roberto Tortoli, l´ex presidente della Regione Liguria Sandro Biasotti.
Presentata in sordina nei giorni del "piano casa", con due brevi aggiunte all´articolo 18 della legge 8 luglio 1986 (responsabilità processuale delle associazioni di natura ambientale), potrebbe schiacciare all´angolo celebri sigle come Italia Nostra, Legambiente, Wwf, Vas Verdi Ambiente e Società, senza parlare della miriade di comitali locali.
Con la modifica 5-ter qualora il ricorso alla giustizia amministrativa «sia respinto, il giudice condanna le associazioni soccombenti al risarcimento del danno oltre che alle spese del
giudizio».
Pensiamo a cosa vorrebbe dire un anno di fermo cantiere per il ponte sullo stretto di Messina tra una prima sentenza favorevole del Tar e una bocciatura del Consiglio di Stato: un risarcimento per milioni di euro.
«È una legge liberticida, intimidatoria, di regime - attacca l´avvocato Daniele Granara, docente alla facoltà di giurisprudenza di Genova, legale in molti ricorsi ambientali . Confido che venga ritenuta palesemente anticostituzionale visto che l´articolo 24 stabilisce che "Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi».
Ma per il deputato e coordinatore ligure del Pdl Scandroglio le istanze ambientaliste hanno moltiplicato «comportamenti di protesta contro le scelte infrastrutturali sviluppate da soggetti pubblici e privati... proteste che, conosciute con l´acronimo "Nimby", determinano un ritardo costante del "cantiere Italia"... di gran parte degli interventi pubblici... e della stessa edilizia residenziale».
Scandroglio aggiunge che, per combattere questa «forma di egoismo territoriale», il governo ha già varato norme per l´iter accelerato delle opere pubbliche.
Le modifiche richieste (la proposta è al vaglio della commissione giustizia) accennano anche all´eventualità di un risarcimento in caso di ricorso respinto.
«È chiaro - spiega il presidente di Italia Nostra Giovanni Losavio - che lo scopo specifico della proposta di legge è quello di mettere catene (concrete e psicologiche) alle Associazioni, impedendo di fatto lo svolgimento del proprio ruolo civico con la minaccia di ritorsioni per avere la via spianata a fare del territorio quello che "loro" vogliono».
Il caro amico Giacomo Briata, avvocato e presidente di Legambiente Ovada, ci ha comunicato cosa pensa del progetto di legge che mira ad impedire i ricorsi al TAR.
Un breve parere.
Fermo restando che in questo paese ormai si vede e si legge di tutto e che la Carta Costituzionale viene ogni giorno sbeffeggiata, ti segnalo che questo progetto di legge, secondo me, è incostituzionale perché lede apertamente l'art. 24 della Costituzione e, quindi, anche l'art. 3.
O è incostituzionale il progetto di legge o il citato decreto anticrisi del 2008 (del quale si vorrebbe facilitare l'attuazione).
Quanto allo specifico dei due commi proposti.
Il 5 bis sarebbe ancora compatibile: c'è il riferimento ad un art. del Codice di procedura civile e sarà eventualmente il giudice (e non preventivamente il Governo !) a valutare se l'associazione avrà agito in modo temerario o in mala fede.
Il 5 ter mi pare proprio una castroneria.
1° È principio consolidato che chi ha subito un danno ingiusto (anche la Pubblica Amministrazione) deve dimostrarlo e se possibile anche quantificarlo.
2° Il principio della soccombenza è sacrosanto (chi perde può vedersi imputare le spese di giudizio) ma è rimesso alla più completa valutazione del giudice, che ovviamente, deve motivare la sua decisione (non fare sentenze con lo stampino...a meno che non le vogliano fare gli onorevoli soloni che hanno firmato la proposta)."