L'IMMENSO SPRECO DI ACQUA POTABILE PER GLI IMPIANTI DI GOLF

Ricevo un documento in merito al notevole consumo di acqua potabile per poter mantenere gli impianti di golf.
Inoltro per conoscenza.

Oggetto: No alla dichiarazione di stato di calamità naturale per siccità in Sardegna

"Ogni campo da golf di dimensioni medie (18 buche) consuma in estate 2.000 metri cubi d'acqua al giorno, l'equivalente del consumo di una popolazione di 8.000 abitanti.
Per la "European Golf Association", il fabbisogno idrico annuo di ogni singolo campo (18 buche) è stimato in 360.000 metri cubi d'acqua. Ma la Regione Sardegna sollecita formalmente questo Ministero all'emanazione della dichiarazione di stato di calamità naturale e contemporaneamente continua ad approvare, insieme agli enti locali, la realizzazione di nuovi campi da golf. Oltre ai 7 campi esistenti, la Regione sarda e gli enti locali puntano a realizzare altri 7 progetti, nonché a raddoppiare quelli esistenti di Is Arenas e Is Molas. Mentre le città della Sardegna hanno l'acqua razionata per una decina di ore al giorno (Cagliari, Sassari, Nuoro e Olbia le principali), i campi e le colture muoiono per mancanza d'acqua, una minoranza di persone, per lo più straniere, usa per scopo ludico l'acqua dei Consorzi di Bonifica (Oristano dà 300.000 mc annui ottenuti nel 1994 per Is Arenas), delle dighe ed acquedotti, dei pozzi (20 realizzati a Is Arenas di Narbolia). Già oggi dunque diverse centinaia di migliaia di metri cubi d'acqua vengono sottratti e all'agricoltura per il golf e domani, con la realizzazione di tutti i progetti presentati, si andrebbe alla sottrazione di milioni di metri cubi d'acqua per anno!
Tutto ciò è inaccettabile ed assurdo: serve subito una moratoria di dieci anni nella costruzione di nuovi campi da golf. L'utilizzo delle acque reflue, al contrario di quanto sostenuto da alcuni, è pressoché inesistente, poiché i campi realizzati (da realizzarsi) sorgono (sorgeranno) in aree prive di opere di urbanizzazione. Inoltre poiché tutti i campi da golf realizzati e in progettazione sono situati in zone costiere a causa dell'apertura indiscriminate di nuovi pozzi per il golf è sempre più concreto il rischio di salinizzazione della falda idrica del sottosuolo, con ulteriori conseguenti rischi per l'uso potabile e agricolo.
Secondo il testo unico sulle acque n.124 del 1999 «Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché estratte dal sottosuolo sono pubbliche e costituiscono una risorsa che va salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà, il suo uso deve essere indirizzato al risparmio ... L'uso dell'acqua per consumo umano deve essere prioritario».
Il Global Antigolf Movement pertanto, ai sensi delle leggi vigenti, chiede al Ministro dell'Agricoltura e alle competenti direzioni generali del Ministero per le risorse agricole di condizionare l'emanazione del Decreto dello Stato di calamità per la Regione Sardegna all'accettazione da parte della Regione Sardegna di una moratoria di 10 anni nella costruzione di nuovi campi da golf . In caso contrario, per carenza di motivazione e per assenza di politica di risparmio d'acqua da parte della Regione Sardegna, invitiamo il Ministro a non emanare alcun Decreto di Dichiarazione di stato di calamità naturale e a non destinare a tale scopo alcun finanziamento."
Oristano 11 luglio 2000
Per il GLOBAL ANTIGOLF MOVEMENT
(Andrea Atzori)