Riceviamo due comunicati da Danilo Bottiroli e da Deambrogio, consigliere regionale P.R.C.
LA CEMENTIFICAZIONE DEL TERRITORIO DI RIVALTA SCRIVIA
“Rivalta Terminal Europa S.p.A.” ha presentato in Regione la richiesta di Verifica di Impatto Ambientale per il progetto di ampliamento e nuovo assetto del Terminal Intermodale di Rivalta Scrivia.
Si parla di 880mila mq, di cui la maggior parte “cementati” e gli ambientalisti, che ritengono il progetto di grande impatto ambientale e in una zona già sfruttata oltre misura, hanno presentato le proprie osservazioni chiedendo alla Regione Piemonte di pronunciarsi negativamente.
Il documento presentato dalle associazioni “Comitato Per Rivalta Vivibile”, “Legambiente”, “Progetto Ambiente”, sottoscritto anche da Rifondazione Comunista e Verdi, illustra nel dettaglio le ragioni per cui, secondo gli ambientalisti, il progetto di ampliamento del Terminal Intermodale di Rivalta non può e non deve essere fatto.
Le prime considerazioni riguardano la legittimità procedurale: le associazioni, citando numerosi riferimenti legislativi, infatti, ritengono che un tale progetto debba essere soggetto a Valutazione Ambientale Strategica (VAS) piuttosto che a Verifica di Impatto Ambientale, poiché, secondo legge, “La valutazione ambientale strategica riguarda i piani e i programmi che possono avere impatti significativi sull'ambiente”. Nel caso specifico si dovrà procedere ad una variante urbanistica per aggiungere quasi 658.000 mq agli esistenti 222.530.
L'opera ha poi un chiaro collegamento con la TAV e nello specifico con le due future dorsali commerciali europee conosciute come corridoio 24 e corridoio 25.
Si tratta quindi di un intervento di pesante impatto che non può passare solo attraverso una Verifica di Impatto Ambientale, ma necessita, soprattutto per quanto riguarda la variante urbanistica al piano regolatore, di una Valutazione Ambientale Strategica.
Il progetto prevede, poi, una tombinatura completa della Roggia Marencano che ha un importantissimo valore storico e non fornisce alcuna valutazione ed analisi del “volume di traffico” stradale, sia attuale che a seguito dell'attuazione del progetto: in altri termini non si è proceduto a “pianificare” l'intervento individuando le infrastrutture funzionali all'insediamento come previsto dall'art. 24 delle norme di attuazione del Piano Territoriale Regionale.
Le associazioni ambientaliste, inoltre, si chiedono su quali basi, chi ha proposto il progetto, fornisca dati e previsioni sul traffico dal porto di Genova: mentre, infatti, i dati certi parlano di un calo nella movimentazione dei container (il 4,2 % in meno rispetto al 2007), “Rivalta Terminal Europa S.p.A.” formula ipotesi di incremento di qui al 2015 del 100% del traffico di T.E.U..., non si sa in base a quali studi o fonti attendibili. Unica spiegazione i soliti dati fasulli utilizzati per giustificare opere che non hanno alcuna motivazione a essere realizzate, se non alimentare gli utili privati con fondi provenienti dalle casse dello Stato, ossia di noi tutti.
Ci sono poi tutte le considerazioni di carattere ambientale: il danno irreversibile ai terreni con la cementificazione, il peggioramento della qualità dell'aria dovuto, secondo gli ambientalisti, ad un aumento del traffico di 1800-2000 camion al giorno, l'impatto sul vicino Sito di Importanza Comunitaria “Greto dello Scrivia”, le considerazioni di natura idrologica ed idrogeologica in particolare rispetto alla necessità di tutelare l'importante reticolato di rogge e canali del quale l'area tortonese beneficia ormai da molti secoli e l'impatto sulla fauna e sulla vegetazione i cui danni non potranno certo essere compensati dalla piantumazione di mille nuove piante a fronte di un'opera che comunque occuperà qualcosa come 880mila metri quadri di terreno.
Il nostro territorio è stato negli ultimi anni sfruttato senza alcuna attenzione verso l'ambiente e la salute dei cittadini e non c'è più spazio per le “grandi opere”: l'aria è cattiva, il traffico esagerato, la qualità della vita fortemente compromessa; le nostre splendide terre, le nostre colline, i nostri fiumi, le nostre aree naturalistiche, noi stessi, ed i nostri figli prima di noi, abbiamo bisogno di salute e di pace... E di un modello di vita che sia finalmente sostenibile.
L'ampliamento del terminal di Rivalta, come tante opere di forte impatto ambientale che troppo frequentemente “passano” per Tortona (e talvolta purtroppo rimangono grazie alle scelte politiche), per noi ambientalisti non sono accettabili».
Danilo Bottiroli
Presidente dell'associazione “Progetto Ambiente”
Deambrogio (PRC-SE):
a Rivalta un parcheggio grande come 70 campi di calcio.
La logistica è insaziabile, chiediamo una moratoria.
La società Rivalta Terminal Europa S.p.a lo scorso 13 novembre ha presentato, per la fase di verifica della procedura di VIA, il progetto di ampliamento e nuovo assetto del Terminal Intermodale della frazione di Rivalta Scrivia nel Comune di Tortona.
L'impatto ambientale di tale insediamento è di notevole rilevanza, anche solo per ciò che riguarda l'occupazione di territorio che risulta essere di quasi un milione di metri quadrati, 700.000 metri quadrati dei quali (equivalenti a 70 campi da calcio) saranno cementificati.
C'è inoltre da tenere presente che la situazione ambientale del territorio del Comune di Tortona si presenta già molto critica a causa della qualità dell'aria che lo pone nella zona "1" (cioè la peggiore) nella classifica regionale e che il Terminal si trova a meno di 2 chilometri dal SIC IT180004 "Greto del torrente Scrivia tra Cassano e Villalvernia".
"Con i Consiglieri Enrico Moriconi e Paola Barassi - dice il Consigliere regionale Alberto Deambrogio del PRC – ho presentato un'interrogazione in proposito, chiedendo che la Regione, in attesa dell'approvazione del Piano Territoriale Regionale e del Piano Paesaggistico, che sono uno in fase di adozione e l'altro di redazione, disponga una moratoria per gli insediamenti di grande rilevanza come quello di Rivalta Scrivia.
In ogni caso abbiamo chiesto alla Regione di pronunciarsi per l'assoggettamento del progetto alla VIA. Tutto questo per evitare di stravolgere completamente il territorio rivaltese".
Torino 14 gennaio 2008